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Psicologia positiva: per vivere (e lavorare) al meglio

Diventare solidi e resilienti si può. Con un allenamento al pensiero positivo. Che, come racconta Marco Masella presidente della Scuola di Palo Alto, non è uno slogan superficiale. Ma un training scientifico. Per raggiungere il benessere. Nel lavoro come nella vita

Chiara Bondioli
11 dicembre 2012

Marco MasellaLa ricerca della felicità è un argomento complesso dibattuto da sempre da filosofi e padri spirituali perché ha a che fare con le grandi questioni dell’esistenza dell’uomo: un tema importante che non va confuso con le facili ricette che, nel corso dei secoli, alcuni sedicenti “illuminati” hanno propinato alle persone come magiche soluzioni all’infelicità.

Ben lungi quindi dal volere addentrarsi in aree frequentate dai profondi conoscitori della mente e dell’animo umano, abbiamo incontrato un uomo che della ricerca della felicità ha fatto un lavoro. Non ha né la presunzione di avere le risposte ai grandi quesiti esistenziali né tantomeno pozioni magiche, ma solo una proposta, empirica: offrire alcune (scientifiche) strategie per migliorare se stessi e quindi le relazioni con gli altri.

Stiamo parlando di Marco Masella, Presidente della Scuola di Palo Alto, Business School milanese operante da 20 anni nella formazione e consulenza aziendale. All’interno della scuola si trattano dinamiche aziendali relative al passaggio dall’economia industriale all’economia della conoscenza.

Con particolare attenzione all’etica e ai valori, partendo dall’individuo come elemento cardine sul quale investire per garantire rapporti di mutuo profitto: perché, come sottolinea Masella citando lo scrittore americano Shawn Achor, «non sei felice perché hai successo, hai successo perché sei felice».

Per questo la Scuola di Palo Alto ha organizzato il Positive Business Forum che si svolgerà a Milano il 27 e 28 marzo 2013, e che Wisesociety seguirà come media partner, a cui parteciperanno 9 tra i più grandi  guru della scienza positiva, da Martin Seligmann a John Medina e Marcial Losada. Un incontro rivolto a sensibilizzare professionisti e imprenditori a un’attitudine mentale proposta come chiave per star bene nella vita e quindi nel lavoro.

Le basi scientifiche della psicologia positiva

 

Che cosa si intende per pensiero positivo?

Image by © Images.com/CorbisC’è l’evidenza della dimostrazione scientifica che il modo in cui interpretiamo la realtà cambia la nostra esperienza della realtà stessa, e tanto più lo facciamo attraverso le emozioni positive quanto più saremo in grado di trarne dei vantaggi.

Portare la propria mente a uno stato di positività permette di migliorare le proprie performance, divenendo più solidi e capaci di affrontare al meglio le crisi e le avversità.

Visto che si parla anche di Scienza Positiva, ha delle reali basi scientifiche? Quali sono stati gli studi che hanno portato a elaborare questa teoria?

Il movimento del Positive Business si basa sulla Scienza Positiva, che vanta numerose ricerche alle spalle provenienti da diversi campi di studio: psicologia, neurobiologia, neurologia, matematica applicata, economia.

Un esempio sono gli studi del Neuroeconomista Paul Zak che hanno portato all’individuazione della rapporto fra l’ossitocina e la fiducia che siamo disposti a riporre negli altri, elemento fondamentale per predire la buona riuscita di un progetto e il successo di un team di lavoro.

Solidità e resilienza: due parole chiave per la felicità

 

Si parla di solidità e resilienza, ci spiega cosa significa essere resilienti e solidi?

Vuol dire essere capaci di affrontare ogni situazione, anche la più drammatica, con la consapevolezza di essere in grado di superarla, di “cadere” e rialzarsi continuando a crescere. È una condizione che eleva l’individuo a uno stato di padronanza assoluta della propria vita e che incide notevolmente anche sulle sue performance in ambito professionale.

In che modo questo influisce su uno stato di felicità individuale?

Avere un atteggiamento proattivo rende padroni delle proprie azioni, e la consapevolezza di poter agire sul nostro destino ci rende ancora più forti, creando così un circolo virtuoso che si auto-alimenta e che il più delle volte ci porta ad avere successo nelle azioni che intraprendiamo. Al contrario l’atteggiamento passivo è di chi pensa di non avere alcun potere sulle cose che accadono e che quindi rinuncia in partenza a lottare per la soddisfazione personale.

Image by © Images.com/Corbis

Il training per diventare positivi

 

Insegnate a diventare positive thinker, in che cosa consiste il training?

Image by © Gary Waters/Ikon Images/CorbisIl Positive Business Training organizzato dalla Scuola di Palo Alto per il 2013 è indirizzato alla Business Community per la quale è indispensabile oggi un cambio di rotta, un nuovo modo di operare seguendo gli insegnamenti della Scienza Positiva. Il training riguarda ogni ambito della vita personale e professionale e tocca temi fondanti per il raggiungimento del proprio benessere e soddisfazione personale: famiglia, valori, impegno, emozioni, relazioni positive, realizzazione.

Chi sono i trainer?

Il corpo docente della Scuola di Palo Alto è composto da professionisti (psicologi, trainer con un background imprenditoriale o manageriale) capaci di trasmettere i contenuti in modo pratico e immediatamente fruibile. La modalità operativa che contraddistingue la Scuola è No Conventional Training con l’applicazione di metodologie didattiche attive, volte a promuovere il massimo coinvolgimento emozionale dei partecipanti e un elevato grado di interazione con il trainer. I trainer che seguiranno i corsi del Positive Business Training sono nostri collaboratori che, già inclini a questo approccio, hanno deciso di implementare i loro corsi secondo, appunto, i principi della Positive Education.

L’obiettivo del Positive Business Forum

 

Cosa offre il Forum alle aziende?

The power of negative thinking Scuola di Palo Alto scienza positiva psicologia positiva Positive Business Forum Martin Seligmann Marco Masella Marcial Losada John Medina formazioneA cosa serve aver scoperto che la felicità alimenta il successo se non possiamo concretamente diventare più felici? È proprio questo il grande contributo della psicologia positiva: quello di averci dato un metodo e degli esercizi concreti attraverso i quali allenarci a essere più solidi e ottimisti, ad assumere la felicità delle persone come un valore e allo stesso tempo come strumento per il benessere personale e la prosperità del business.

Al Forum i massimi esponenti della scienza positiva del momento ci spiegheranno in termini economici ed aziendali come applicare concretamente i risultati delle loro scoperte.

Applicare il pensiero positivo in azienda può aumentare produttività e benessere dei dipendenti?

Applicare il pensiero positivo in azienda significa imparare a pensare in modo differente sia gli eventi positivi che gli eventi negativi. Oggi avere un’azienda formata da persone mentalmente solide ed emotivamente positive è la chiave per far crescere le organizzazioni in termini di produttività e redditività.

Un esempio pratico è rappresentato dai risultati di una recente ricerca in cui si dimostra che, quando il nostro cervello è positivo, la dopamina irrompe prepotentemente nel nostro sistema nervoso attivando i centri dell’apprendimento. Una mente positiva è il 39% più veloce e accurata nel prendere decisioni rispetto a una negativa, neutra o stressata.

Diffidare dagli slogan ad effetto

 

In un recente articolo sul New York Times The power of negative thinking il giornalista e scrittore Oliver Burkeman evidenzia gli esiti negativi di alcune estremizzazioni delle visualizzazioni positive. Essere positivi a tutti costi nuoce alla salute?

Esiste una forte diffidenza su questi argomenti evocata dalle esperienze fatte con quei coach, motivatori o guru dagli slogan di effetto. Un approccio superficiale lontano dalla scienza positiva che di certo non pretende di annullare gli eventi negativi o gli insuccessi, non ti chiede di fingere di essere qualcosa che non sei né ti invita ad andare in giro con un sorriso stampato sulla faccia.

Semplicemente quando ci alleniamo ad avere un’attitudine positiva la nostra visione del mondo si  trasforma: le emozioni inondano la nostra mente di dopamina e serotonina, sostanze che hanno una forte influenza sul nostro benessere psico-fisico e sulle nostre prestazioni.

L’obiettivo della psicologia positiva è quindi di aiutare le persone a vivere in maggiore armonia con se stessi, con gli altri e ad avere una buona predisposizione verso quello che si deve o che piace fare.

Un lavoro  che punta sulla costruzione della solidità psicologica dell’individuo attraverso la focalizzazione e l’utilizzo quotidiano dei punti di forza, la promozione della rete di relazioni sociali, la ricerca di coerenza tra azioni e valori, l’impegno e il coinvolgimento in attività di “significato”.

Image by © Images.com/Corbis

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