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Probios: i pionieri del bio e della macrobiotica oggi puntano sul “senza glutine”

L'azienda toscana, con trent'anni di esperienza nel settore, si è concentrata su prodotti per chi soffre di intolleranze alimentari. Con materie prime solo italiane

Francesca Tozzi
31 maggio 2012
http://wisesociety.it/wp-content/uploads/2012/05/PROBIOS_31.jpg

Elisa Favilli, credit Gisella BianchiAzienda di Firenze, Probios (il nome, dal greco, significa “A Favore della vita”) nasce nel 1978 quando ancora gli alimenti biologici nel nostro Paese non erano molto conosciuti e consumati. La responsabile marketing e immagine Elisa Favilli, racconta nell’intervista che proprio per questo tutti loro che lavorano nella società toscana con alle spalle oltre trent’anni di esperienza, si considerano un po’ pionieri del settore e pensano di aver contribuito a promuovere l’alimentazione biologica come metodo di salvaguardia della salute dell’uomo e dell’ambiente. Pionieri anche perché nel 1978 quelli della Probios (www.probios.it) sono stati i primi a importare dal Giappone i prodotti macrobiotici che allora venivano visti da tutti come una novità esotica e un po’ stramba. Poi il biologico è entrato a far parte della vita quotidiana e le cose sono diventate più facili.

Una linea specifica per le persone celiache

 

Che tipo di prodotti offrite al consumatore del biologico?

PROBIOS, credit Gisella BianchiDopo la fase pionieristica, la nostra azienda si è evoluta verso lo studio di prodotti capaci di rispondere a problematiche particolari come quella, in crescita, delle intolleranze alimentari verso il frumento, il latte, le uova e i lieviti. Il nostro core business è anche rappresentato dall’alimentazione senza glutine: la nostra linea Rice&Rice, grazie alla sua ampiezza di gamma, offre al consumatore celiaco la possibilità di mangiare bio tutti i giorni.

Al di là delle esigenze particolari, il nostro lavoro mette al centro i cibi della tradizione italiana, dalla pasta ai legumi ai cereali alla passata di pomodoro, offrendoli nella versione il più possibile genuina e integra nei valori nutrizionali. Per i nostri prodotti cerchiamo sempre e solo materia prima coltivata in Italia perché riteniamo sia fondamentale per tutelare e promuovere l’agricoltura biologica nel nostro Paese.

Non dimentichiamo che i trasporti su larga scala sono fra le principali cause di inquinamento quindi scegliere ingredienti coltivati e trasformati in Italia è un modo per impattare meno sull’ambiente. Questa è un po’ la filosofia di Probios: un’alimentazione sana che faccia bene all’uomo ma anche al pianeta in cui viviamo.

Analisi e controlli tutto l’anno

 

Come garantite la sicurezza e la qualità dei vostri prodotti?

PROBIOS, credit Gisella BianchiDi recente ci sono stati alcuni scandali anche nel nostro settore, dovuti a operatori poco seri e poco credibili che vi gravitano intorno ma che di certo non rappresentano il cuore del mondo bio. La parte sana, cui la nostra azienda appartiene, garantisce la propria sicurezza e qualità attraverso la certificazione. Da anni collaboriamo con l’ente Bioagricert i cui ispettori ci vengono a fare delle visite periodiche di controllo durante l’anno, ma a noi non basta: noi facciamo mensilmente delle analisi a campione, prendendo alcuni prodotti random dagli scaffali e facendoli analizzare per escludere completamente la presenza eventuale di contaminazioni.

Per evitarle a priori è importante la scelta del fornitore: avere un rapporto continuativo e di fiducia con le aziende che ci forniscono la materia prima o la trasformano per noi ci consente di controllare tutta la filiera, dal campo alla tavola.

Come riconoscere i prodotti da agricoltura organica

 

Come si riconosce un prodotto bio?

 

È facile. Per capire se il prodotto è davvero biologico, il consumatore deve cercare sulla confezione il simbolo europeo, la bandierina verde con la foglia, e il nome dell’ente certificatore. Deve poi prestare attenzione all’elenco degli ingredienti: quelli biologici sono tutti segnalati con un asterisco. Non solo: con il nuovo regolamento europeo è possibile anche controllare la provenienza delle materie prime che viene indicata al di sotto del logo europeo.

Ma perché i prodotti bio costano di più rispetto agli equivalenti da agricoltura convenzionale?

La prima ragione è che nella coltivazione della materia prima si ha uno scarto maggiore: qualsiasi coltivazione non irrorata da prodotti chimici in grado di proteggere le piante dagli agenti patogeni ha un rischio maggiore di perdita rispetto all’agricoltura convenzionale. Quindi abbiamo già una materia prima che di per sé costa un po’ di più.

Poi c’è anche il problema della trasformazione perché all’interno dei prodotti biologici, fortunatamente, non si possono usare quelle sostanze chimiche e quei coadiuvanti tecnologici che rendono magari più facili alcuni aspetti della lavorazione e che sono molto usati nel convenzionale permettendo di tagliare i costi. Così i prezzi restano alti anche perché ci sono dei controlli che vengono fatti con frequenza e incidono sulla vita delle aziende produttrici e della distribuzione.

Infine non bisogna dimenticare che il consumo del biologico non è ancora tanto diffuso in Italia: rappresenta il 3 percento sull’alimentare globale italiano. Per rendere il prodotto biologico accessibile a tutti bisognerebbe senz’altro lavorare sulla sua diffusione: una maggior rotazione delle materie prime e dei prodotti ci consentirebbe di avere uno smercio maggiore, margini migliori e magari riuscire ad abbassare i costi e il prezzo finale dei prodotti.

PROBIOS, credit Gisella Bianchi

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