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Il successo della nostra azienda dipende dai collaboratori

Robur è un'eponente di spicco delle "Nice Company" italiane, aziende d'eccellenza dove i dipendenti sono valorizzati. E soddisfatti

Vincenzo Petraglia
20 dicembre 2011

Luisa Traversi GuerraÈ stata inserita, da due esperti del settore quali Walter Passerini e Marco Rotondi (autori del recente libro Wellness Organizzativo) fra le “Nice Company” italiane, ossia le aziende basate sulla massima valorizzazione e soddisfazione degli individui da cui sono composte.

La bergamasca Robur, 230 dipendenti, specializzata nello sviluppo e produzione di sistemi di riscaldamento a basso impatto ambientale, dimostra, in effetti, di avere diverse eccellenze in fatto di promozione del capitale umano interno.

Frutto di una precisa scelta di campo perché, come spiega Luisa Traversi Guerra, consigliere di amministrazione ed esperta nello sviluppo delle potenzialità umane, la cura dei valori intangibili si trasforma sempre per l’impresa in un forte vantaggio competitivo.

Coscienza e responsabilità in primo piano

 

Nella vostra impresa avete creato il cosiddetto Gruppo Promotori Opportunità. Di che cosa si tratta?

Lo abbiamo introdotto in Robur negli anni ’80 al fine di utilizzare metodi utili a scoprire le proprie potenzialità allenandole a diventare attive nel lavoro come in una palestra. Fu una scelta ricca di valore e alimentata dal pathos di tutti i partecipanti, riuniti intorno ad un bellissimo tavolo rotondo comprato per l’occasione, e impegnati nel far emergere e coltivare sentimenti, idee, proposte significative. Si stabilirono dapprima le regole del gioco, cominciando a dichiarare la finalità dell’azienda di creare ricchezza, a condizione, però, di seguire regole dettate dall’onestà di coscienza e dalla responsabilità. Queste parole pronunciate allora in forma aulica, negli anni successivi si sono tradotte in esperienza concreta e vissuta. Il tavolo rotondo è tuttora presente in azienda e il lavoro dei gruppi continua ancor oggi. È stato ed è tuttora un cammino molto proficuo ed utile, una sorta di processo di autoformazione, una scuola interna basata sul confronto tra le diverse potenzialità e competenze dei collaboratori.

Image by © Ikon Images/CorbisQuesto si lega al vostro concetto di manager inteso anche come educatore…

In azienda abbiamo coniato il termine “palager”, il paladino-manager, un uomo che tenti una nuova avventura umana, cercando di fondere in sé l’uomo del sentimento e dei valori eterni con l’uomo tecnologico e organizzativo. Il palager ha gusto per la vera professione, per la bellezza delle idee, per l’onestà personale, per la libertà espressiva degli individui, per il nuovo, per lo stupore e i sentimenti, per la speranza del giusto, divenendo a tutti gli effetti un educatore rispetto a tutto ciò.

Perchè troppo spesso il mondo imprenditoriale non comprende la validità di un simile approccio al fare impresa? Quali sono i timori che dissuadono dal percorrere questa strada?

I timori maggiori nell’impresa sono dettati spesso dalla necessità di rispondere economicamente in tempi brevi, mentre il percorso di creazione di valore intangibile è un cammino lungo e molto impegnativo.

Volendo con uno slogan convincere un capitano d’impresa ad abbracciare un approccio più umano all’azienda, cosa gli direbbe?

Non esiste uno slogan per tutti, ma sicuramente esiste l’ascolto attento della visione, del processo, dello sviluppo che ogni donna e uomo d’impresa ha rispetto alla propria responsabilità professionale e sociale.

Perché conviene favorire relazioni positive

 

Image by © Images.com/CorbisRelazioni umane positive sono più efficaci secondo lei in termini anche di produttività rispetto a contesti fortemente basati sulla competizione?

Uno dei nostri punti di forza è stato proprio quello di aver intuito e creduto già molti anni fa che una comunità, anche professionale, dà frutti se ben curata, compresa e valorizzata. La nostra esperienza ci ha insegnato che relazioni positive creano qualità ed intelligenza che si trasforma in maggior produttività. Non a caso tra i pilastri che guidano la nostra azienda abbiamo valori quali condivisione, formazione, servizio, responsabilità sociale e testimonianza.

Questo può creare anche una riserva di valore aggiunto in grado di fronteggiare meglio periodi di crisi come quello che stiamo attraversando?

Assolutamente sì. Un ambiente creativo e motivato nel quale le persone possono esprimersi è un crogiolo di innovazione, entusiasmo, visione, proattività indispensabili in momenti non convenzionali. Bruno Munari (che ha collaborato con l’azienda per rendere migliore e più accattivante l’ambiente di lavoro, ndr) ci aiutò molti anni fa a comprendere questo valore: «L’albero è la lenta esplosione del seme», ci disse, «così come un’azienda è la lenta manifestazione delle capacità dei suoi collaboratori».

L’importanza di sentirsi a proprio agio sul lavoro

A proposito di Munari, voi credete molto nella fisicità del lavoro inteso come spazi e ambienti dove sia bello lavorare, vero?

Abbiamo sperimentato che l’ambiente in cui si vive “forma”. Crea, cioè, una condizione di benessere che contribuisce in modo significativo all’evoluzione comportamentale delle persone. Pulizia, luce, spazi gradevoli senza sprechi, colori, arte, linguaggi, immagini storiche come ricordo costruiscono un modo d’essere che diventa cultura. Cultura intesa come coltivazione di comportamenti qualificanti. È così che nella progettazione degli spazi interni abbiamo voluto coinvolgere, attraverso la costituzione del “Gruppo ambiente”, in prima persona i nostri collaboratori interni che, coordinati da un architetto, hanno dato vita ad ambienti che tenessero conto delle loro esigenze e in cui sentirsi pertanto pienamente a proprio agio.

Al di là di questo approccio “illuminato”, quali sono tecnicamente i punti di forza della vostra azienda?

Robur è un’impresa che da sempre ricerca, sviluppa e produce, interamente in Italia, sistemi di riscaldamento ad alta efficienza e basso impatto ambientale. Un’azienda che ha fatto dell’innovazione tecnologica la chiave della propria competitività, con un credo profondo nella possibilità di creare un ambiente di lavoro fertile e creativo, capace di offrire crescita professionale ed anche umana. Dopo aver investito con costanza il 7 percento del fatturato nell’area Ricerca & Sviluppo, Robur è l’unica azienda al mondo a realizzare pompe di calore a metano che recuperano fino al 40 percento di energia rinnovabile, riducendo così di un altrettanto 40 i consumi di energia e le emissioni inquinanti.

La Robur vista dall'alto

 

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2 risposte a Il successo della nostra azienda dipende dai collaboratori

  1. Marco Donizetti

    Posso testimoniare di essere stato partecipe della creazione di relazioni equilibrate e positive in azienda e di aver avuto occasione di osservare, direttamente in prima persona, importanti benefici. Ho imparato che la valorizzazione di tutti coloro che poi spendono quotidianamente se stessi nel proprio lavoro con entusiasmo è frutto di capacità derivanti da un’ intelligenza acuta, non comune. Tra le altre cose ricordo piacevolmente il primo giorno in azienda quando la Signora Luisa Traversi Guerra, con un grande sorriso, mi disse “Marco, siamo felici che ora tu sia qui con noi”. Marco Donizetti

  2. gallocchio vanni

    Credo di essere l’eccezione che conferma la regola,

    Inv. Vanni Gallocchio

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