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Meno sprechi, più solidarietà. Investire nel sociale contro la crisi

Per Gregorio Fogliani, fondatore e presidente di QUI! Group Spa, un'azienda come la sua, che fa del bene e punta sul capitale umano è capace di vincere anche le sfide più difficili. Perchè condividere, unisce e motiva le persone. Diminuendo l'assenteismo

Vincenzo Petraglia
15 marzo 2012

Gregorio FoglianiCon un fatturato di 500 milioni di euro e una crescita media del 23 percento negli ultimi cinque anni, QUI! Group SpA è una di quelle aziende che non stanno risentendo della crisi perchè sin dall’inizio ha puntato tutto su innovazione tecnologica e forza delle persone, senza dimenticare l’impegno nel sociale. In particolare nei confronti di quei “nuovi poveri” che la crisi economica continua, incessantemente, a mietere, come racconta Gregorio Fogliani, fondatore e attuale presidente della società. «Investire nel sociale – dice – significa per un’azienda fare del bene nei confronti di chi ha bisogno ma anche avere importanti ritorni in termini di collante aziendale e di relazioni positive con i propri stakeholder, sia interni che esterni, che chiaramente motivano le persone». Con clienti quali Eni, Enel, Unicredit, American Express, Poste Italiane, questa holding a capitale interamente italiano nasce da un’idea molto semplice: fidelizzare i clienti dei ristoranti con un tagliando di carta, il buono pasto Qui! Ticket. Oggi l’azienda genovese, fondata 25 anni fa, impiega quasi mille risorse, fra dipendenti e collaboratori, con un’età media di 34 anni, il 70 percento di quote rosa e un tasso di assenteismo dell’1,8 contro una media nazionale del 7 percento.

Aiuti alimentari alle persone in difficoltà

 

QUI! Group sta investendo molto nel sociale. In che modo?

Lo facciamo attraverso QUI Foundation, una onlus che vuole offrire sostegno a coloro che ne hanno maggiormente bisogno: bambini, donne, anziani e persone in difficoltà appunto, il cui numero è purtroppo in costante crescita. In particolare siamo attivi nell’ambito degli aiuti alimentari, con cui contribuiamo nel contempo alla riduzione degli sprechi. Dal 2007 interveniamo col progetto “Pasto Buono” provvedendo ogni giorno a recuperare le eccedenze alimentari invendute dal settore ristorazione, per poi ridistribuirle attraverso mense ed altri enti di carità: piatti pronti e alimenti freschi in perfetto stato che altrimenti verrebbero distrutti. In questo modo trasformiamo uno spreco in risorsa. E dallo scorso anno QUI Foundation sostiene anche: “Pasto Buono per tutta la famiglia”.

Di cosa si tratta?

Con la sua tecnologia QUI! Group ha innovato moltissimo il mercato italiano dei buoni pastoÈ un progetto che prevede per coloro che fanno parte delle fasce socialmente deboli, individuati da enti pubblici o di carità, la possibilità di ritirare cibo fresco e sano direttamente negli esercizi commerciali, in modo da poterli poi consumare a casa con le proprie famiglie. A fronte della presentazione di una carta elettronica sulla quale sono caricati i “Pasti Buoni Elettronici”, è possibile ritirare pasti confezionati in modalità take away a un costo ridotto. Di fronte al paradosso esistente fra gli sprechi e la crescente povertà della nostra società pensiamo si possa dar vita così a un sistema che si auto sostiene e che rispetta al massimo la dignità e il pudore delle tante famiglie di “nuovi poveri” che, magari messe in grave difficoltà dalla disoccupazione dovuta alla crisi esitano a rivolgersi alle tradizionali mense per i senza fissa dimora o gli immigrati.

È importante unire le forze tra profit e non profit

 

Alla luce della vostra esperienza, perchè un’impresa dovrebbe investire nel sociale?

Perché un’azienda responsabile non può rimanere indifferente di fronte ai dati sempre più preoccupanti sulla povertà. Nel nostro piccolo, al di là delle possibili ricadute di immagine pubblica, la vera soddisfazione è vedere un numero sempre maggiore di persone che hanno ricevuto un “pasto buono” grazie al nostro impegno. Gestire un’attività sociale come questa da parte di un’impresa non è un impegno così gravoso come si può pensare, è poi rappresenta un importante mezzo di condivisione e collante aziendale nei confronti dei propri stakeholder interni ed esterni, che motiva le persone e rafforza il senso di appartenenza. In virtù dell’unione delle forze tra profit e non profit si ottengono risultati rilevanti nell’attuazione di iniziative di grande impatto sociale grazie alle quali l’azienda ha stabilito un legame ancora più forte col proprio territorio, che siamo davvero felici di riuscire a sostenere anche nei momenti più difficili, com’è accaduto, per esempio, in occasione della tremenda alluvione che ha colpito Genova lo scorso novembre.

Come QUI! Group avete messo in atto anche diverse iniziative di welfare aziendale. Mi fa qualche esempio?

Orario flessibile giornaliero e flessibilità mensile per favorire anche una maggiore conciliazione casa-lavoro da parte del personale femminile, così numeroso in azienda. E poi una serie di convenzioni aziendali in ambito salute, trasporti pubblici, assicurazioni, vacanze, centri ricreativi e via dicendo.

Dare fiducia e professionalità ai dipendenti

 

La dimensione umana dell’azienda rappresenta, dunque, uno dei punti fermi di QUI! Group…

7mila i clienti consolidati, fra aziende private ed enti pubblici, e 150mila i pubblici esercizi affiliati a QUI! GroupLa nostra anima sono le persone e crediamo fermamente che l’elemento chiave che ci garantisce un vantaggio competitivo permanente è avere con noi, in tutti i settori, personale altamente qualificato e motivato. Per questo per noi è importante instaurare un clima che sia il più stimolante e dinamico possibile per il nostro team e il bassissimo tasso di assenteismo: è una valida conferma del buon clima aziendale e del rapporto di fiducia reciproca instaurato.

Insieme a questo approccio, non sempre scontato in ambito aziendale, quali sono gli altri elementi che hanno decretato il successo della vostra azienda?

QUI! Group ha saputo adeguarsi ai cambiamenti inseguendo un unico obiettivo: semplificare. Da sempre abbiamo puntato sull’innovazione tecnologica con una software house interna capace di sviluppare e gestire piattaforme che offrono una quantità enorme di servizi. Una sorta di autostrada dei servizi che tramite la rete dei pos e una card multifunzione (che può sostituire il carnet cartaceo dei ticket restaurant e fungere anche da badge aziendale) apre a tutta una serie di vantaggi sia per le aziende che per i consumatori con circuiti di fidelizzazione a punti o cash-back, servizi di pagamento per i circuiti di carte di credito e di debito, pagamento bollettini, ricariche sia telefoniche che per carte prepagate. La prossima tappa sarà quella del mobile payment, su cui stiamo sempre più puntando così da trasferire tutte le funzionalità della carta multiservizio sul cellulare.

Anticipare le scelte guardando lontano

Un “capitano d’impresa” veramente capace secondo lei che qualità dovrebbe avere?

Prima di tutto la capacità di ascolto ed osservazione attenta del reale, dell’ambiente in cui viviamo e delle esigenze dei propri stakeholder. Da qui si capiscono tante cose che aiutano a indirizzare le proprie scelte. Bisogna guardare sempre avanti, tenendo ben saldi i piedi nel presente. E poi, penso ci voglia una sorta d’intuito, di capacità “visionaria” difficile da imparare se non si ha per natura, che faccia anticipare le scelte, guardando oltre, lì dove gli altri ancora non vedono.

Per battere la crisi cosa non si dovrebbe mai aver paura di fare secondo lei?

Investire nel capitale umano e nell’innovazione perché se non si guarda avanti, si rimane indietro. Bisogna poi continuare a credere in ogni momento in se stessi e nelle proprie capacità senza aver paura di osare, un po’ come insegnava Steve Jobs.

QUi! Group offre con la sua tecnologia una svariata gamma di servizi

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Una risposta a Meno sprechi, più solidarietà. Investire nel sociale contro la crisi

  1. Agostino Bertani

    Gent. Gregorio Fogliani, credo di disporre tra i miei progetti, della naturale estensione al suo concetto di carta elettronica per buoni pasto. Come research&industrial designer, ho progettato da qualche anno un distributore di cibo caldo che con le tecniche dell’abbattimento e della cottura attuali, è divenuto oggi realizzabile penso facilmente. Il mio sistema di distribuzione automatica del cibo utile nel piccolo privato come nelle grandi comunità come ospedali, centri turistici, marine etc. credo possa aver rovato attraverso il suo sistema la perfetta quadratura del cerchio. Vedrò di contattarla direttamente per uno scambio di idee

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