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Massimo Roj: l’ufficio ideale? Assomiglia a casa nostra

Al bando l’open space e la scrivania fissa: l'ufficio diventa flessibile, dinamico e con spazi funzionali ben definiti, come quelli domestici. Parola del direttore di CMR, architetto ed esperto di "space planning" che spiega quanto contino colore, illuminazione e materiali naturali per costruire un ambiente di lavoro accogliente e antistress

Alessandra Manetto
25 gennaio 2011

Massimo Roj, architettoLo “space planning” per l’ufficio è il suo mestiere. Massimo Roj è architetto, amministratore delegato e direttore generale di Progetto CMR, società di progettazione che ha sede centrale a Milano con uffici a Roma, Atene, Barcellona, Pechino e Tianjin in Cina. Flessibilità, colore e creatività sono tre degli ingredienti più importanti per dare forma al nostro spazio di lavoro ideale, e Roj li mette in campo tutti. Con un’assonanza inedita: l’ufficio somiglierà sempre di più alla nostra casa.

Ufficio uguale stress: perché ci capita di provare disagio quando siamo alla nostra scrivania?

Perchè è il luogo dove trascorriamo gran parte della nostra giornata ed è uno spazio che dobbiamo rendere più gradevole, rispettando le nostre caratteristiche: spesso non è facile trovare un equilibrio. Possiamo partire da un punto fisso, però: oggi l’ufficio moderno deve poter offrire spazi differenziati e adatti per svolgere funzioni diverse, un po’ come per i locali di uso domestico. Siamo ormai lontani dal vecchio stereotipo dell’open-space caotico, con postazioni rigide. Una vera fonte di disagio come gli ambienti “instabili”, cioè realizzati con soluzioni di architettura e arredo d’interni che trasmettono un’idea di precarietà: dal controsoffitto al pavimento flottante, fino alle pareti divisorie.
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Ci sono criteri di progettazione dello spazio che possono contribuire a migliorare le prestazioni e il benessere dietro la scrivania?

Difficile individuarli, in quanto non esiste un riferimento unico per raggiungere questo obiettivo. Certo ci sono le mode, le tendenze. Ma l’approccio più corretto per progettare un ufficio è disegnarlo su misura come un abito, per questo il confronto con il cliente è fondamentale per capire chi è, cosa fa, quali sono le sue modalità di lavoro e le sfumature che corrispondono ai diversi livelli e settori dell’attività. Questo è un tema centrale prima per chi progetta, poi per chi vive quotidianamente l’ambiente di lavoro, basta pensare alla diffusa esigenza di condividere lo spazio con altre persone, rispettando però una giusta distanza fra le postazioni di ciascuno.

Gli uffici Cisco Systems a VimercateMerito, o forse colpa, del computer che ci ha cambiato la vita e il modo di lavorare…

L’evoluzione continua delle tecnologie informatiche ha sicuramente rivoluzionato le nostre abitudini e ha portato a un cambiamento organizzativo dell’ufficio contemporaneo. Non dimentichiamo che proprio grazie alla nuova generazione di tecnologie oggi è possibile lavorare in qualunque posto, anche in remoto lontano dall’ufficio e comunque non più esclusivamente alla propria scrivania. Così, se da un lato le dimensioni fisiche del luogo di lavoro tendono a ridursi, dall’altro l’ufficio stesso non è più solo uno spazio che deve accogliere, in modo rigido, chi ci lavora tutti i giorni. Impiegati, dirigenti, collaboratori devono poter usare spazi diversi a seconda di quello che devono fare durante la giornata: la sala riunioni si affianca agli ambienti per le presentazioni, o per il brainstorming aziendale e così via. Il miglior requisito dell’ufficio ideale è proprio questo: essere flessibile.

Gli uffici Cisco Systems a VimercateQuali sono, allora, i fattori più “sensibili” cui dobbiamo prestare attenzione?

L’uso di materiali caldi e naturali, e l’impiego del colore per caratterizzare gli spazi. Il minimalismo spinge spesso alla scelta di toni bianchi e neutri, ma servono invece colori capaci di “risvegliare” l’attenzione e mettere in moto le energie. Ottime le tinte calde e neutre: colori come il verde e il blu o quelli più accesi come l’arancio, collocati in punti strategici (alla fine di un corridoio o all’interno di un ambiente comune), possono diventare molto gradevoli e stimolanti. L’illuminazione è un fattore altrettanto determinante, da studiare bene, perché la sua corretta progettazione corrisponde a un risultato ottimale in termini di benessere.

Nei prossimi anni come cambierà il nostro ambiente di lavoro?

L’ufficio del futuro sarà sensibile, capace di accogliere le nostre sensazioni ed essere vissuto in modo attivo. Un impatto visivo positivo attraverso luce e colore aiuta a “sentire” il benessere anche con tutti gli altri sensi. L’acustica è importante, si deve controllare il rumore sia interno che esterno. E bisogna tener presente che al tatto sono più piacevoli i materiali naturali rispetto a quelli artificiali o freddi. Bersi un caffè con i colleghi in uno spazio pausa ben progettato è l’occasione per un incontro nel quale scambiarsi idee, suggerimenti e strategie, utili anche al lavoro. Pareti mobili, finiture e altre suddivisioni dello spazio dovranno acquisire una nuova solidità grazie al design e all’uso di tecnologie innovative, capaci di eliminare la disagevole sensazione di precarietà a volte ancora diffusa e farci sentire più accolti, in sintonia con l’ambiente.
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