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Marco Fedeli: «Nella green economy le banche possono fare di più»

Il fondatore di Green Globe Banking analizza il rapporto tra mondo bancario e sostenibilità: «Esiste ancora una certa difficoltà ad agire su versanti che impongono crescita culturale non economica in senso stretto»

Mariella Caruso
30 ottobre 2015

Image by iStock«Il mondo bancario ha fatto molta strada ma ne ha ancora molta da fare nel sostenere un’economia verde e sostenibile», parola di Marco Fedeli, fondatore di Green Globe Banking Conference & Award, premio giunto alla IX edizione, nonché membro del gruppo capitale naturale degli Stati Generali della Green Economy.

Che necessità c’è di parlare di banche e verde insieme?

«Quella determinata dal fatto che se ne sta parlando troppo poco rispetto a tutti gli altri settori merceologici. Sono tante le cose che si potrebbero fare, indubbiamente all’interno del mondo bancario c’è ancora un problema di cultura e quindi c’è un percorso da fare per avvicinarlo alle tematiche ambientali. Credo, infatti, che il settore bancario possa migliorare le sue performance sociali e averne dei benefici, non solo in termine di reputazione, ma anche di business».

Quali sono i comportamenti sostenibili che le banche potrebbero implementare?

«Moltissimi, purtroppo però oggi quando si parla di sostenibilità in banca sono in tanti a essere scettici. Questo è uno dei motivi per cui nove anni fa ho sentito la necessità di dare vita al Green Globe Banking dividendolo in due sezioni: la prima dedicata ai servizi alla clientela; la seconda alla capacità di sviluppare comportamenti green riferiti alla loro organizzazione interna».

Ci fa qualche esempio?

«Far diventare le sedi eco-efficienti, organizzare gli spostamenti facendo uso di mobilità sostenibile, operare una dematerializzazione: dietro ognuno di questi comportamenti oltre la sostenibilità c’è anche un risparmio intelligente. Per quanto riguarda, invece, i servizi alla clientela le banche potrebbero essere maggiormente capaci di sostenere nuovi prodotti consumi e bisogni emergenti come l’acquisto di un’auto ibrida».

Questo è il motivo per il quale le banche stanno creando delle sezioni parallele al buisiness tradizionale?

«Devo dire che la banca potrebbe allineare bisogni nuovi e nuovi comportamenti con nuovi servizi finanziari».

Quali dovrebbero essere questi servizi finanziari?

«È chiaro che tutto sta cambiando e le risposte devono essere coerenti col cambiamento. Gli esperti di product development delle banche potrebbero dare le risposte. Il problema delle banche è che hanno una certa difficoltà ad agire su versanti non tipicamente bancari e/o finanziari tout court. Occorrerebbe inaugurare nuove divisioni, agganciando servizi innovativi a favore della tematica ambientale, anche utilizzando servizi extrabancari o iniziative di co-marketing».

Questo parte dal fatto che le banche dovrebbero conoscere quali sono i loro clienti ed essere consapevoli del cambiamento in atto?

«Spesso si dà per scontato che le banche conoscano molto bene i loro clienti essendo dotati di buone organizzazioni e di sistemi informatici molto evoluti. Ma se quando si parla di dati finanziari sono preparatissimi, è diverso in merito alla crescita culturale che s’inserisce in un ambito più complessivo. In questo caso servono nuovi modelli di servizio che abbiano un perno sulla responsabilità sociale d’impresa e fare di questi un patrimonio ambientale».

Image by iStockCome Green Globe Banking avete commissionato una ricerca sul rapporto tra banche e mondo agricolo, oggi sempre più profondamento orientato verso la sostenibilità. Cosa è emerso?

«Sono venute fuori luci e ombre, obiettivamente c’è molto fare. Gli agricoltori chiedono un cambiamento, e le banche hanno difficoltà ad uscire dagli schemi e processi, il più delle volte connessi con l’erogazione del credito».

Forse sarebbe il caso che i bancari andassero nelle aziende a discutere con gli agricoltori invece di riceverli davanti una scrivania?

«Questa è una richiesta che viene più dagli agricoltori che richiedono ai bancari una maggiore competenza nel capire i reali meccanismi dell’attività agricola. Posso aggiungere un’ultima cosa?».

 Prego…

«Negli anni, organizzando il Green Globe Banking, mi sono reso conto che anche nelle banche sono tanti i progetti sostenibili, ma manca la comunicazione. E se nessuno li conosce non possono essere apprezzati».

© Riproduzione riservata
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Marco Fedeli

Marco Fedeli

Fondatore del Green Globe Banking
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