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Licia Colò: «L’ambientalismo s’impara da piccoli»

La conduttrice, ambientalista e animalista, spiega la sua visione dell'ambientalismo e dei viaggi sostenibili

Mariella Caruso/Nabu
28 novembre 2017

Ambientalista, animalista, viaggiatrice. Licia Colò da quasi trent’anni porta in televisione le sue passioni e le sue idee. Dal suo primo “L’arca di Noè” sulle reti Mediaset passando per “Geo&Geo” e “Alle falde del Kilimangiaro” sulle reti Rai fino a “Il mondo insieme”, il programma che dal 2014 conduce su Tv2000 in cui racconta i viaggi in un mondo che cambia, non ha mai messo in secondo piano la sua sensibilità all’eco-sostenibilità, alla tolleranza e al risparmio.

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Licia Colò conduce da ottobre 2017 su Tv2000 2Il Mondo insieme”, programma su natura, ambientalismo, viaggi sostenibili, Foto: www.tv2000.it

Licia, cosa significa per te “Il mondo insieme”, il titolo del tuo ultimo programma domenicale in onda su Tv2000?

Un’utopia perché il mondo è tutto fuorché insieme. Ma per raggiungere dei grandi obiettivi bisogna saper osare sognare quindi quel titolo che rappresenta un sogno. La realtà è che questo mondo lo stiamo distruggendo, la prova tragica è quello che sta succedendo a questa nostra casa che stiamo avvelenando.

Quando hai scelto di combattere la battaglia dell’ambientalismo?

Già da ragazzina ero iscritta alla Lipu, al Wwf, alla Lav. Sono convinta che occuparsi delle persone significa anche preoccuparsi dell’ambiente in cui gli esseri umani vivono e di tutte le specie. Rispettare le piante, gli animali, l’acqua è indispensabile. Questo lo si può comprendere molto di più conoscendo i posti nei quali la gente non ha disposizione nemmeno l’acqua per lavarsi. E’ capitato di recente a mio marito, Alessandro Antonino che lavora con me a “Il mondo insieme”, mentre si trovava in Tanzania per un servizio in un centro in cui curano i malati di Aids di trovarsi nella condizione di lavarsi con acqua marrone perché c’era a disposizione solo quella. Questo mentre nel mondo occidentale l’acqua viene sprecata. Rispettare le risorse, che non sono infinite, è un dovere di tutti non soltanto degli ambientalisti.

Perché è così difficile far comprendere questo concetto?

L’informazione è insufficiente, nessuno si prende la responsabilità di insegnare certe cose ai bambini così come si insegna loro a utilizzare il bagno quando tolgono il pannolino. Dovrebbero sapere sin da piccoli che non si spreca, che la spazzatura si differenzia, che le risorse non sono infinite oltre alle principali regole per la protezione dell’ambiente. Da adulti è difficile cambiare le proprie abitudini, mia nonna quando le dicevo di fare la raccolta differenziata mi guardava come se fossi matta.

Come hai fatto a spiegare l’ambientalismo a tua figlia?

L’ho sempre educata al rispetto e a quelle regole basilari cui mi riferivo. Però crescendo è peggiorata, quando aveva 4 anni faceva una raccolta differenziata perfetta, oggi non più. Ma questo capita quando siamo a Roma perché non c’è attenzione da parte dell’amministrazione alla raccolta. Quando siamo in Trentino è diverso: lì sono precisissimi, si differenzia in almeno una decina di bidoni e anche mia figlia è perfetta.

Se avessi potere decisionale quale sarebbe la tua prima decisione rispetto all’ambiente?

Istituire l’insegnamento dell’educazione ambientale nelle scuole a partire dalla scuola dell’infanzia.

licia colo, ambientalismo, tv2000

Ambientalismo: per Licia Colò bisognerebbe “Istituire l’insegnamento dell’educazione ambientale nelle scuole a partire dalla scuola dell’infanzia”,

In quanto animalista, sei anche vegetariana?

Essere animalisti non significa necessariamente essere vegani o vegetariani. Noi abbiamo una dentatura da onnivori, le altre scelte alimentari si fanno per una questione di etica che io ammiro e rispetto. Purtroppo la mia vita disordinata e la cultura alimentare che c’è in Italia mi rende difficile essere una vera vegetariana, se mi capita di dover mangiare una carbonara lo faccio. E non potrei mai essere vegana, le uova mi piacciono e poi tutto dipende da come vivono gli animali, le mie galline ad esempio vivono meglio di me. Non condivido nemmeno le prese di posizione estreme dei vegani, sono invece convinta che servirebbero molte più campagne contro gli allevamenti intensivi che non trovo in alcun modo giustificabili.

Qualche tempo fa sei stata accusata da alcuni scienziati di favorire l’invasione biologica di specie aliene perché hai liberato in mare dei granchi vivi in vendita al supermercato. Ci sei rimasta male?

Sei milioni di persone che hanno condiviso il mio video hanno capito che si è trattato di un gesto dimostrativo perché è profondamente ingiusto mettere animali vivi sotto cellophane in un supermercato. A me sono sembrati granchi comuni, in ogni caso non vengano a dirmi che liberare 10 granchi in una spiaggia possono fare sfaceli. Anch’io mi occupo da anni di questi argomenti, mentre penso che gli scienziati ambientali abbiano problemi più seri e scomodi di cui occuparsi.

Quali sono gli argomenti scomodi di cui ti sei occupata?

La caccia che in Italia è un terreno minato nonostante i cacciatori non siano tanti. Penso che cacciare sia una pratica barbara, non accetto che venga tirata in causa quando si parla di regolare gli equilibri naturali della fauna. Uccidere per divertimento è inumano, è assurdo poi che i cacciatori si definiscano “amici della natura”. Se me devi spara’ è meglio che tu non sia mio amico.

Anche viaggiare inquina il pianeta, come si può farlo in modo etico?

Si può viaggiare in modo sostenibile cercando di impattare il meno possibile sull’ambiente e sostenendo la popolazione locale. Il viaggio è apertura e incontro con le altre culture che non devono essere spogliate dei loro beni. Io ho viaggiato tanto per lavoro e per piacere, lo faccio cercando di evitare gli alberghi delle grandi catene che rendono un luogo uguale all’altra, cercando il contatto con la natura e con chi abita i luoghi che visito.

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