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Lia Luzzatto: dimmi che colore scegli e ti dirò che lavoro fai

di di Francesca Tozzi
20 Ottobre 2010

Il rosso comunica energia e intraprendenza, il blu affidabilità e sicurezza, il giallo creatività. L'esperta di comunicazione cromatica spiega, anche in un nuovo libro, come sfruttare il potere persuasivo del colore e quali abbinamenti scegliere nei colloqui di lavoro. Per avere una marcia in più

Lia Luzzatto, scrittrice e giornalistaLia Luzzatto, scrittrice e giornalista è docente di teoria del colore all’Accademia di Comunicazione di Milano. Specializzata nella comunicazione cromatica applicata alla grafica, alla pubblicità e al web design, si occupa di consulenza e progettazione per ambienti interni ed esterni ed è autrice di molti saggi sul potere persuasivo del colore. «L’abito è il nostro packaging, quello con cui ci presentiamo sulla scena sociale», spiega, «lo possiamo considerare una sorta di marketing estetico nel quale il colore gioca un ruolo importante per valorizzare la nostra persona. In due modi: sia attraverso la scelta di un colore “amico” che ci sta bene, sia dal punto di vista comunicativo, perchè il messaggio subliminale trasmesso dal colore è in grado di influenzare il nostro interlocutore.

 

In che modo sfruttare il potere persuasivo del colore a un colloquio di lavoro?


Il colore è uno strumento che agisce immediatamente a livello percettivo ed emozionale, al quale molto spesso è legata la prima impressione di una persona e anche il ricordo che si avrà di lei. I colori riflettono e suscitano emozioni e sentimenti, descrivono la personalità, e se usati con attenzione possono procurare molti vantaggi. Il grigio, per esempio, trasmette un’immagine ferma, impermeabile ai turbamenti; è un colore semplice e composto. Il rosso, all’opposto, è protagonista e poliedrico: in ogni sfumatura comunica attività, intraprendenza ed entusiasmo. Il blu comunica, invece, affidabilità, tradizione, sicurezza, capacità di concentrazione, calma e dedizione al lavoro.


Test Colors, album di richard broderick/flickrChe validità e attualità ha in questo contesto il test di Lüscher?

 

Fu presentato per la prima volta al Congresso Mondiale di Psicologia nel 1947 ed ebbe così tanto successo per la validità dei risultati che venne subito tradotto in 29 lingue. È facile da applicare e credo che tutt’ora sia valido per alcuni settori come l’orientamento professionale, la pedagogia e la psicologia clinica. Il test di Lüscher nella selezione del personale offre l’opportunità di prevedere le inclinazioni del candidato che, ovviamente, non dovrebbe essere a conoscenza della prova. Oggi, tuttavia, nei colloqui attitudinali si preferisce verificare soltanto preferenze e idiosincrasie, a livello cromatico, della persona che ci si trova davanti.


Cosa si aspetta un selezionatore quando chiede “qual è il colore che preferisce e quello che detesta?”


I selezionatori dovrebbero riferirsi sempre alle tavole interpretative del Lüscher test o rivolgersi ai centri specializzati nella psicosomatica dei colori. Devono tener presente che il colore preferito indica le aspirazioni del candidato mentre quello rifiutato rappresenta un bisogno represso. È probabile che una persona molto attratta dal colore rosso sia energica e istintiva e dimostri buone capacità di ottenere ciò che vuole. Chi è attratto dal verde è, invece, una persona metodica che programma gli obiettivi e li persegue con costanza e determinazione. Ci sono poi colori da cui si è attratti di più in alcune fasi della vita come il nero e il viola, di solito legati a un momento di evoluzione dell’individuo e, non a caso, molto amati dagli adolescenti.

Choosing Colored Pencils, album di Pink Sherbet Photography/flickr

Cosa rivela il colore che non piace?


Anche in questo caso può dipendere da una fase che stiamo vivendo per cui magari percepiamo il rosso come troppo aggressivo e gli preferiamo l’arancione o, al contrario, evitiamo il blu perché depressivo. Un’antipatia prolungata per un colore riflette, però, un’attitudine più profonda: il rifiuto del giallo per esempio può essere legato a un blocco della creatività e dell’energia o a una visione poco ottimistica del futuro; il no deciso al blu e all’azzurro rivela un bisogno di amore represso oppure inquietudine e conflittualità nel mondo degli affetti; anche chi detesta il viola, un colore che ha in sé il rosso e il blu, esprime una difficoltà, rispetto alla sfera sensuale e fantastica, represse magari per eccesso di razionalizzazione.


 I colori vanno scelti sulla base del tipo di lavoro che si vuole ottenere?


I consulenti di immagine prestano molta attenzione sia al modello che al colore dell’abbigliamento, ma difficilmente entrano direttamente nella comunicazione cromatica dell’abito che – come ho detto prima e come scrivo nel mio ultimo libro Colore&Colori (edito da Il Castello di Milano) – mette in scena la rappresentazione di se stessi, trasmette identità, crea un flusso emozionale, esprime delle promesse e offre delle credenziali. Questo vale sia per le donne sia per gli uomini: un abito blu crea un flusso emozionale molto diverso da un abito grigio, per non parlare del colore delle cravatte su cui spesso si appunta lo sguardo. Con i colori possiamo esprimere affidabilità o creatività, forza o seduzione, attitudine all’esecuzione o al comando, apertura al futuro e alle novità o legami con il passato e la tradizione.


Può darci qualche dritta?


In linea di massima vestire di blu è più opportuno quando ci si propone per ruoli che richiedono costanza, affidabilità, buone capacità di mediazione, il grigio quando sono richiesti “sangue freddo” e rispetto delle regole. Per esempio un lavoro in banca o in azienda.


Share & color, album di tanakawho/flickrChi invece si propone per un ruolo più dinamico, energico, nel quale è importante  prendere decisioni al volo e rompere gli schemi potrà osare con il rosso: penso a mestieri come l’animatore turistico, ma anche a chi si occupa di spettacolo o comunicazione. Il giallo, invece, è ideale per i creativi proprio perché esprime apertura al nuovo, tanto quanto grigio e marrone trasmettono attaccamento alle tradizioni.


E gli abbinamenti?


Meglio sempre evitare contrasti troppo forti, come nero e rosso che, anche se elegante, può risultare troppo aggressivo, o rosso e viola perchè sono due colori con forte carica erotica e sono molto provocanti se indossati insieme. Bene invece gli accordi monocromatici, formati da colori affini alla medesima tonalità perchè risultano discreti e gentili; gli abbinamenti di colori chiari esprimono dolcezza e sensibilità, mentre due o più colori scuri insieme danno un aspetto più classico, severo e profondo. Gli abbinamenti dei colori neutri, beige, marrone, corda, i grigi colorati, il bianco e certe tonalità di blu esprimono un’eleganza classica, sempre di moda.

 

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