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L’appello di Giulia Maria Crespi: «Ragazzi svegliatevi, dovete salvare la terra»

La fondatrice del Fai e dell'azienda agricola biodinamica Cascine Orsine spiega perché è necessario scegliere una sana alimentazione e auspica il crescere della consapevolezza nelle nuove generazioni.

Mariella Caruso
17 ottobre 2013

Giulia Maria CrespiGiulia Maria Crespi, fondatrice del Fai e dell’azienda agricola Cascine Orsine, sin dagli anni ’70 è una paladina dell’agricoltura biodinamica. Ancora oggi, a 90 anni compiuti e magnificamente portati, continua nella sua opera di divulgazione dei principi della sana alimentazione, delle connessioni tra cibo e malattie, della necessità di trovare nuovi ritmi di vita e di salvaguardare l’ambiente. Sarà lei venerdì 18 ottobre a inaugurare il corso di alimentazione e benessere “Agricoltura per la tua salute. Nutrire l’anima, nutrire il corpo” che si terrà nell’azienda agricola biodinamica Cascina Pirola di Zelata di Bereguardo.

Signora Crespi, come ha “scoperto” l’agricoltura biodinamica e perché l’ha messa al centro della sua vita?

Nel 1974 ho avuto il cancro e rifiutai la chemioterapia. Per curarmi andai in un centro medico steineriano a Darmstadt, in Germania, nel quale praticavano cure alternative e lì ho scoprii il valore dell’alimentazione, mi resi conto della velenosità di tutti gli alimentari convenzionali. Per questa ragione decisi, sin da subito, di occuparmi di agricoltura biodinamica partendo dalla riconversione dei 300 ettari di Cascine Orsine, l’azienda agricola di famiglia.

Una pioniera dell’agricoltura biodinamica

Cascine OrsineNegli anni ’70 non si parlava ancora di biologico, sarà stato difficile introdurre il concetto di biodinamico…

Mi reputavano un po’ matta, il mio vicino di cascina mi rideva dietro anche se poi veniva di nascosto a vedere come crescevano i nostri raccolti. All’inizio, naturalmente, mi mancava l’esperienza così mi affidai a degli esperti biodinamici che arrivavano dalla Germania. Per la riconversione impiegammo tre anni perché un’azienda agricola gestita chimicamente non può subito diventare biologica o biodinamica.

Il biodinamico di Cascine Orsine è rigoroso anche nei tempi delle semine secondo le fasi astrali?

Alle Cascine Orsine seguiamo l’influenza delle fasi astrali e lunari sui cicli vitali della terra. Ma questa è soltanto uno degli aspetti dell’agricoltura biodinamica che trova il suo fondamento nella rotazione delle colture, nella piantumazione di siepi e alberi, nella maturazione del letame da utilizzare come fertilizzante attraverso l’utilizzo di piante precedentemente trattate in modo naturale per evitare la dispersione di tutto il buon azoto nell’aria. L’agricoltura biodinamica dà maggiore qualità e maggiore forza perché a furia di venire utilizzati i terreni perdono vitalità.

La stessa cosa vale per gli allevamenti intensivi condotti senza rispetto per il benessere degli animali?

Lo sfruttamento avvelena i prodotti di origine animale. Pensiamo agli animali tenuti in gabbia, a quelli sfruttati per la produzione di latte con mammelle enormi e destinati al macello in pochi anni. Si tratta di una vita contro natura dalla quale non può derivare alcunché di sano.

La sana alimentazione aiuta a prevenire le malattie

Image by © Ocean/CorbisLa sana alimentazione, quindi, parte da lontano. Perché questi concetti, all’apparenza semplici, stentano a far breccia nel comune sentire della gente?

Perché le multinazionali, che ben utilizzano gli strumenti pubblicitari per orientare i consumatori, distribuiscono sul mercato prodotti derivanti dall’agricoltura chimica e da allevamenti intensivi. Naturalmente si tratta di metodi meno faticosi e più redditizi rispetto all’agricoltura biologica e biodinamica. Bisognerebbe riflettere sul fatto che l’agricoltura naturale dà la possibilità di impiegare più addetti e, in un momento di crisi come questo, è importante anche aumentare l’occupazione. A Cascine Orsine per coltivare 500 ettari impieghiamo 22 persone».

Questo si scontra con la massimizzazione del profitto che è lo scopo delle multinazionali. Alcune, però, stanno avviando progetti etici e linee biologiche da affiancare al mercato tradizionale

Quest’ultima è una cosa immorale come molte altre al giorno d’oggi, si tratta soltanto di pubblicità. Per la salute dell’ambiente e delle persone bisognerebbe, invece, cambiare visione. La terra così vessata da continue violenze sta morendo, l’uomo sta pagando i suoi comportamenti adesso e pagherà ancora di più in futuro se non ci sarà un cambio di strategia. È vero che la vita umana si è allungata, ma l’uomo è pieno di malattie, la vecchiaia è una corsa ad ostacoli, la gente è stressata, i bambini sono isterici.

Anche tutto ciò può essere legato all’alimentazione?

Non solo, c’entra anche l’utilizzo massiccio di telefonini, iPod, iPad e la frenesia della vita moderna.

Formare giovani agricoltori è una garanzia per il futuro della terra

Image by © Mika/CorbisCome è possibile, però, conciliare la sana alimentazione con la crisi economica che colpisce i bilanci delle famiglie?

La gente deve imparare a mangiare. La carne che è costosissima non deve essere consumata tutti i giorni, basta una volta alla settimana. Può essere sostituita da leguminose, cibi integrali e biodinamici dei quali bastano porzioni ridotte. Imparando a mangiare non si spende molto di più, a patto però che poi non si corra a comprare l’ultimo modello di telefonino.

La formazione dei giovani potrebbe essere un punto di partenza per un futuro agricolo, paesaggistico e turistico più sostenibile?

Certo. Molti giovani ci chiedono di venire alle Cascine Orsine come praticanti, questo è un buon segnale che sta percorrendo tutto il Nord e il Centro Italia. Diverso è nelle Isole e al Sud dove i giovani preferiscono la disoccupazione al lavoro in agricoltura. Non ho dati in mano, ma io sto sovente in Sardegna e mi rendo conto personalmente del fenomeno.

Come è possibile coinvolgere ancora di più i giovani?

Occorre sensibilizzarli per renderli sempre più consapevoli, facendo capire loro come l’uomo sta distruggendo il pianeta, educare i bambini sin dalla scuola materna. Bisognerebbe anche cercare di influire sui media perché tutto ciò diventi “di moda”. Purtroppo i politici non ne parlano mai, lo stesso fa la Chiesa e anche papa Francesco non ha mai affrontato questi temi. Anche i medici si rifiutano di esaminare i risultati di ricerche che collegano la regressione di certe patologie al variare dell’alimentazione.

L’educazione parte anche dalla famiglia. A Milano, per esempio, sono stati contestati i menù vegetariani e multietnici delle mense delle scuole di istruzione primaria con le famiglie in rivolta al grido: “Invece del tofu dategli pane e salame”

Purtroppo le famiglie non sono coscienti. Però nel caso del tofu occorre attenzione perché si ottiene dalla lavorazione della soia che in gran parte arriva da Oltreoceano dove è quasi tutta transgenica.

La gente come può controllare la qualità del cibo che mangia?

Intanto pretendendo di conoscere il luogo di produzione e cercando di consumare prodotti che arrivino da più vicino possibile perché, naturalmente, la maggiore lontananza tra il luogo di origine e quello di consumo fa aumentare l’uso di conservanti.

Le piccole azioni quotidiane alla portata di tutti

 Lei è la fondatrice del Fai che ha tra i suoi scopi la protezione della terra e dell’ambiente come un bene da tramandare ai propri figli. Quali sono le piccole azioni quotidiane alla portata di tutti?

Aumentare la consapevolezza. Qualche consiglio: iscriversi alle associazioni che s’impegnano a proteggere l’ambiente come il Fai, la Lipu, le associazione per l’agricoltura biodinamica; votare per i politici che inseriscono questi temi nei loro programmi; cercare di capire qual è l’effetto che ha sull’organismo il cibo che si consuma; partecipare a incontri, discussioni e corsi sul tema.

Lei ha vissuto una vita piena. Quali sono i principali insegnamenti che ne ha tratto?

L’amore per la natura, la ricerca della moralità, l’importanza del prossimo e il perdono. Occorre capire e perdonare tutti, anche quelli che inquinano.

C’è un messaggio che vuole lanciare ai giovani?

Ragazzi svegliatevi, dovete salvare la terra. Dipende da voi il futuro dell’ambiente, la bellezza e la gioia della vostra vita.

 

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Una risposta a L’appello di Giulia Maria Crespi: «Ragazzi svegliatevi, dovete salvare la terra»

  1. Alberto Brizzi

    Complimenti per il vostro lavoro e se possibile avere un vs catalogo dei prodotti …. Grazie Alberto

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