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La sfida di un’azienda molto “local”. Che punta sul polietilene

Mobili luminosi realizzati in polietilene. È stata questa l'intuizione vincente che ha spinto Giuseppe Colonna Romano a fondare, nel 2002, la Slide di Buccinasco (Mi). Oggi attiva anche nel settore della gestione integrata di eventi. Con altre novità in arrivo...

Olivia Rabbi
22 marzo 2012

Giuseppe e Marco Colonna RomanoDal design all’arte, passando per la contaminazione vitale con il mondo effervescente della moda, non è un passo breve. Ma proprio in questo itinerario di ricerca e sfida costanti si legge la novità del percorso compiuto da Giuseppe Colonna Romano, fondatore e amministratore della Slide di Buccinasco, in provincia di Milano. L’azienda nasce nel 2002 grazie a una fortunata intuizione: produrre mobili luminosi realizzati in polietilene. Icone suggestive della contemporaneità utilizzate anche in campo cinematografico, per esempio nel film di James Bond Quantum of Solace (2008), e in quello televisivo del Grande Fratello (edizione 2011) sulle reti Mediaset.

Ricerca e innovazione, partendo dalla plastica

 

KARIM RASHID - TwistLa plastica, nelle sue diverse declinazioni, fa parte dell’attività industriale di Colonna Romano almeno dagli anni Settanta-Ottanta, con un’esperienza produttiva che va dall’articolo casalingo al vaso da giardino, fino al design. Oggi la produzione Slide comprende sedute, tavoli, lampade, vasi, librerie e oggetti per ambiente indoor e outdoor, spesso ma non esclusivamente frutto della collaborazione con designer come Karim Rashid, Marcel Wanders, Paola Navone, Marc Sadler, Giulio Cappellini, Stefano Giovannoni. Da cosa nasce cosa. La vocazione alla giocosità e irriverenza, oltre alla grande resistenza e leggerezza dei pezzi, particolarmente adatti all’utilizzo per installazioni e iniziative, ha aperto le porte alla creazione, nel 2007, di Slide Events, società di servizi specializzata nella gestione integrata di eventi privati e aziendali nata come estensione del marchio in un settore strategico e complementare. E la storia non è ancora finita, perché sull’arte è tutta da giocare la nuova scommessa in casa Slide. L’ultimo progetto si chiama SlideArt: avviato nel 2010, parte dal design e guarda all’arte strizzando l’occhio al mondo del fashion. La collezione di opere scultoree in serie limitata con pezzi certificati e numerati, realizzate con vari materiali, dal polistirene al legno, dalla vetroresina ai materiali compositi, ha debuttato a Venezia nel contesto dell’ultima Biennale d’arte con la mostra “Sign Off Design”. La storia di Slide, che oggi vede alla guida accanto al padre anche Marco Colonna Romano, direttore commerciale dell’azienda di famiglia, riparte da qui.

Pezzi in serie limitata di materiali differenti

 

Ci racconta come siete arrivati a SlideArt?

BRUTO POMODORO - TanguerosSlide è nata inizialmente per lavorare nel settore illuminazione e poi ha ampliato la propria attività all’arredamento di design moderno, utilizzando resina di polietilene. La prima vera svolta sono stati proprio i mobili luminosi, che hanno caratterizzato l’azienda offrendo un plus per il mondo degli eventi e portando alla creazione di Slide Events. Il progetto di SlideArt è nato, invece, dalla volontà di sperimentare un dialogo possibile fra il design e l’arte contemporanea e di rendere labile il confine fra le due realtà, coinvolgendo maestri del progetto come Alessandro Mendini, Denis Santachiara e Karim Rashid, al fianco di artisti come Giuseppe Spagnulo, Jean-Claude Farhi, Bruto Pomodoro e Park Eun-Sun, chiamandoli a lavorare con il supporto dell’esperienza e delle conoscenze maturate da Slide, nel campo delle resine e delle materie plastiche. Il primo risultato sono venti sculture che dimostrano come, fra scultori, artisti e designer, non c’è differenza quando si lavora su pezzi unici.

Avvicinare l’arte e il design in una sintesi comprensibile anche a un pubblico non specializzato è una sfida appassionante?

MARC SADLER - XèelaIl nostro obiettivo è promuovere una nuova comunicazione di design e arte insieme: le opere elaborate nell’ambito di SlideArt sono comprensibili anche al pubblico dei non esperti, capaci di attirare l’interesse sia di chi è già attivo dentro il mondo dell’arte, sia chi vi si avvicina per la prima volta. Vogliamo coinvolgere nel progetto altri designer e far circolare nel mondo questa esposizione d’arte, con tappe a Mosca, Dubai, New York e Miami, sfruttando la logistica e i trasporti che normalmente utilizziamo per la nostra attività commerciale. Una sorta di galleria d’arte itinerante che raggiunga il pubblico e i collezionisti d’arte con opere di qualità e facilmente fruibili. Intanto dopo la mostra alla Biennale di Venezia e una seconda tappa a Torino, sarà presentata al Fuorisalone del mobile di Milano.

Stesso approccio, diverse tecnologie per mobile e pezzo d’arte?

Cambia certamente l’approccio produttivo: l’arredo viene lavorato con la tecnica a stampaggio rotazionale, mentre le sculture sono opere uniche realizzate partendo da un disegno in tre dimensioni e dalla maquette degli artisti utilizzando macchine a controllo numerico, sono rifinite con verniciature e resinature. Parlando in particolare della produzione di mobili, l’approccio all’ecosostenibilità è una caratteristica molto forte: il polietilene è un materiale totalmente riciclabile e lo stampaggio rotazionale (tecnologia di lavorazione delle materie plastiche che consente di produrre corpi cavi internamente in un solo pezzo, ndR) ci permette di realizzare pezzi monomaterici più facili da recuperare. Inoltre ricicliamo internamente i nostri prodotti quando sono difettosi o riutilizziamo, laccandoli, i pezzi già utilizzati per l’allestimento di eventi. Ogni prodotto ha più vite. L’illuminazione interna dei mobili con dispositivi a Led consente, inoltre, di ridurre i consumi energetici.

La forza e la creatività del “made in Italy”

 

Secondo lei esiste ancora il made in Italy in tempo di delocalizzazione sempre più spinta?

Slide è una realtà produttiva interamente italiana e una delle piccole e medie imprese tipiche del nostro tessuto produttivo che, all’estero, è portavoce del design made in Italy. Stiamo lavorando molto per promuovere il “made in Slide”, produciamo direttamente l’intero prodotto compresa la verniciatura e siamo coinvolti direttamente nella ricerca e progettazione con un apposito laboratorio: da qui esce circa il 50 per cento dei nostri progetti, il resto arriva dalla creatività di giovani emergenti e designer affermati.

Il vostro prossimo passo?

Il made in Italy è vincente soprattutto all’estero mentre l’Italia attualmente continua a risentire della crisi, per questo ampliare il campo di azione e comunicare con il mercato è importante. Partecipiamo a 7-8 fiere l’anno e sfruttiamo una comunicazione spesso diversa dalla tradizione che non passa dai giornali ma dagli eventi e manifestazioni come SlideArt e, nel prossimo futuro, gli “Slide Cafe”: il primo aprirà a Milano, sarà uno spazio showroom e un punto di incontro per designer, artisti, architetti e giornalisti, interamente arredato con i nostri prodotti e pronto da utilizzare per l’organizzazione di qualsiasi tipo di eventi. Vogliamo far arrivare il nostro marchio in diversi settori: nel nostro approccio ci ispiriamo in parte al mondo alla moda, che ha saputo espandersi in molti ambiti collaterali. Oggi vediamo gli stilisti disegnare i mobili e noi vogliamo fare lo stesso: un negozio di arredamento oggi potrebbe vendere, perché no, anche una borsa.

Allestimento per Battisti

 

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