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La cucina macrobiotica depura e rivitalizza

Verdure e cereali di stagione, a km zero. Ma anche coltelli affilati e fuoco a gas. Elena Alquati ci svela le regole per una cucina sana, energetica e amica dell'ambiente

Barbara Pozzoni
27 gennaio 2012

Elena Alquati, foto di Davide FortiElena Alquati, Presidente dell’Associazione “L’Ordine dell’Universo” (www.lordinedelluniverso.it ), vanta una decennale esperienza di cucina macrobiotica: nella preparazione dei piatti si fa aiutare dal marito, Francesco Stefania, cuoco diplomato all’Istituto Alberghiero Statale di Vieste (Foggia). L’abbiamo incontrata per farci spiegare le regole di questo tipo di alimentazione sempre più seguito.

Recuperare a tavola la saggezza dei nostri avi

 

Cominciamo dai principi base della macrobiotica…

I principi base della macrobiotica invitano a ricercare un buon equilibrio tra noi e l’ambiente, tra noi e l’universo. Ci ricordano in parte anche la saggezza dei nostri avi a tavola: infatti suggeriscono di nutrirci con cibi di stagione, possibilmente integri e che nascano il più vicino possibile alla zona in cui noi viviamo. Il cibo macrobiotico per eccellenza è sempre stato il cereale integrale ed ogni popolo ha tuttora il suo, in Russia il grano saraceno, in Italia l’orzo o il grano e in Oriente il riso. Importante per la macrobiotica è quindi l’approccio che abbiamo nei confronti di quello che è il cibo. Una regola da rispettare è “mai mangiare solo per il gusto di mangiare”. Creare un equilibrio tra il nostro corpo e l’ambiente significa anche utilizzare alimenti che ci riscaldino nel periodo invernale e che aiutino a difenderci durante il caldo estivo. Per poter cucinare macrobiotico (e non solo), occorre anche entrare in cucina con uno stato d’animo tranquillo e sereno, provare amore per ciò che si sta facendo e stabilire un rapporto con il cibo che, come il nostro corpo, ci parla e se siamo pronti ad ascoltarlo, ci può dire molte cose.

Quali sono le attività quotidiane in cucina che possono dare buone energie al cibo?

Foto di Davide FortiInnanzitutto bisogna fare attenzione ai coltelli che usiamo. Devono essere molto affilati per poter eseguire un taglio netto sulle verdure, che, così tagliate, possono trasmetterci maggior energia che non una verdura sfilacciata. I tagli stessi sono molto importanti e vanno spesso variati (a quadratini, a ventaglio, a quarto) proprio per poter avere energie differenti che non bisogna mescolare; ogni verdura deve mantenere la sua, per cui, oltre alla cottura che va fatta singolarmente, occorre anche pulire il tagliere ed il coltello ogni volta che lo si usa per una diversa qualità. Facendo in questo modo riusciremo a mangiare un piatto con più verdure, in grado di mantenere distinti i sapori. Altra cosa a cui fare attenzione è come si usa la fiamma. Il fuoco, infatti ci trasmette molta energia, molta vitalità e se si cucina, ad esempio, per un bambino vivace, sarebbe meglio tenerla bassa, in modo da infondergli un po’ di tranquillità. Per scottare certe verdure che sono ricche di acqua e quindi molto espansive, molto yin,  è più appropriato usare una fiamma molto viva, molto yang. Il fuoco migliore è quello della stufa a legna, ma oggi è difficile da reperire, per cui usiamo pure il gas, ma evitiamo le piastre elettriche o quelle forme di calore che sono poco naturali. Verdure scottate, a vapore, saltate…ognuna di queste va preparata con attenzione. Le cotture veloci sono più indicate in estate e quelle più lunghe ottime in inverno.

Più legumi e pesci. Meno carne

 

Cosa bisogna sapere sull’uso dei cereali?

Anche i cereali vanno alternati, soprattutto in base alle stagioni. Ce ne sono alcuni tipi che danno un’azione rinfrescante d’estate e riscaldante d’inverno, come l’orzo, mentre  il grano saraceno trasmette calore ed è adatto alle fredde giornate invernali. Attenzione anche a dove si cucinano gli alimenti. È consigliabile utilizzare pentole in acciaio, ma anche la ghisa, il vetro, e la ceramica sono tollerate. Da evitare il teflon e l’alluminio che con il calore si dilatano e rilasciano sostanze negative.

Quale potrebbe essere una dieta equilibrata?

Ogni pasto dovrebbe comprendere un cereale integrale, una proteina, privilegiando quelle vegetali e una verdura, meglio se una cotta ed una cruda. Quella cruda andrebbe tenuta sotto pressa per un paio di ore con del sale, così da poter far avvenire la lactofermentazione che permette una maggior digeribilità dell’alimento. Due o tre volte a settimana si può mangiare del pesce, ma sicuramente la carne va ridotta, perché se ne mangia sempre troppa, mentre l’apporto proteico del cibo animale non è così sano nè indispensabile. Possiamo quindi raggiungere il nostro equilibrio psicofisico nutrendoci ogni giorno con un cereale integrale, più legumi rispetto alle proteine animali e verdura a chilometro zero. Seguendo questo tipo di dieta per almeno quattro mesi, nei primi dieci giorni ci sarà un eliminazione di tossine molto importante e molto forte che si può manifestare sia fisicamente (mal di testa o raffreddore) che emotivamente ( tristezza o pianto) , ma il nostro plasma si rifarà completamente. Nell’arco dei quattro mesi successivi il nostro sangue si rigenererà del tutto. A questo punto il nostro corpo comincerà a lavorare con un sangue pulito e potrà nutrire meglio i nostri organi.

Riso e legumi con verdure

 

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2 risposte a La cucina macrobiotica depura e rivitalizza

  1. rosaria

    ad Ostiglia c’ero è stato il tutto molto interessante e nuovo per me….Complimenti

  2. Efesio

    Vogliamo fare un confronto di bellezza di un vegano o una vegana vicino ad una carnivora o carnivoro? be’ fate la prova ma chiunque puo’ constatare l’estrema bruttezza delle vegane

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