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Konstantin Grcic: progetti consapevoli per la vita delle persone

Il creativo tedesco, tra i migliori talenti internazionali, ha appena ricevuto il prestigioso riconoscimento di Designer of the Year 2010. Per la sua capacità di declinare la funzione dell'oggetto a misura d'uomo. Minimalista con un'anima mediterranea ha un progetto nel cassetto. Semplice e salutare...

di Sabrina Sciama
21 ottobre 2010

Konstantin Grcic, designerTedesco di nascita, inglese di formazione, italiano nell’approccio progettuale, Konstantin Grcic riesce a trasmettere la passione per il design attraverso i suoi progetti; quarantatré anni, vent’anni di carriera alle spalle, il progettista di Monaco non ha dubbi: «il vero materiale del design, quello con cui lavoriamo tutti i giorni, sta nella realtà della vita, nella sua bellezza e tragedia, nelle piccole cose. Tutto è connesso alla vita. Da un lato quella della produzione e della tecnologia e dall’altro a quella della gente con le loro loro storie». Grcic crea prodotti industriali semplici ed essenziali, ma a differenza di altri minimalisti contemporanei, definisce sempre la funzione di un oggetto in termini umani, combinando il massimo rigore formale con ingegno e humour. Molte sue creazioni hanno ricevuto importanti riconoscimenti: la lampada Mayday, prodotta da Flos, fa parte della collezione permanente del MOMA a New York e agli inizi di ottobre Grcic ha ricevuto il più ambito premio del settore, la nomina di designer of the Year 2010, secondo DesignMiami. L’istallazione firmata dal creativo tedesco, Netscape, verrà presentata ed esposta proprio in occasione della fiera Design Miami a dicembre.

 

Che differenza c’è tra il modo di lavorare in Italia e all’estero?

 

Lavorare con un’azienda italiana è molto soddisfacente perché qui nel vostro Paese c’è una cultura del design che non ho mai trovato negli altri Paesi: la cosa bella è che questa conoscenza si trova a tutti i livelli: dall’imprenditore al tecnico e a chi realizza prototipi. Penso che condividano tutti la medesima idea. Il design, del resto, è molto più che produrre un oggetto. Progettare significa sviluppare qualcosa, elaborarla, darle vita

Set completo di posate "Accento" di Serafino Zani

Pensa che l’Italia sia ancora una meta costruttiva per i giovani designer?

 

Sì, il contatto con una realtà aziendale italiana resta assolutamente positiva. Per fare il mio mestiere è necessario avere creatività, inventiva, sensibilità materica. Tutte caratteristiche che nel vostro Paese si possono acquisire o affinare

 

Secondo lei qual è un’azienda che incarna valori positivi?


Ci troviamo all’interno di una mostra di prodotti (allestita nelle sale adiacenti alla Design Library, ndr) che ho disegnato per la Serafino Zani: un’azienda che concepisce e produce utensili per la cucina e la tavola, frutto della felice unione tra sapienza artigiana e design di altissima qualità. Con loro collaboro da cinque anni, hanno prodotto diversi miei progetti e il nostro rapporto è molto positivo perché condividiamo idee e passione; esiste una sorta di amicizia che ci avvicina e ci fa lavorare fianco a fianco. Loro sono una buona risposta alla sua domanda

 

Sedia "Chair One" di Magis, photo Tom VackCosa le piacerebbe progettare ancora?


Mi piacerebbe disegnare una bicicletta. Ma è un progetto che va affrontato condividendo processi, conoscenza ed esperienza con un’azienda adatta. Non l’ho ancora trovata, il progetto però è già nella mia testa

 

Le sue strategie per migliorare la qualità della vita?


Difficile rispondere…ma, semplificando al massimo: fare meno cose con più tempo e più calma. Quindi farle meglio

 

Che direzione dovrebbe seguire il mercato?


Le aziende dovrebbero avere come obiettivo prioritario quello di produrre oggetti di qualità. Credo che ormai ci sia consapevolezza e sufficiente presa di coscienza rispetto a questa tendenza del mercato. Come consumatori siamo più esigenti e abbiamo accesso a molte informazioni. Per questo, oggi, solo le realtà davvero innovative possono avere successo

 

Un oggetto che può migliorarci la vita?


Ancora la bicicletta. Semplice, divertente, ecologica. Secondo me l’invenzione migliore di sempre

 

Come vede il futuro?


Dobbiamo tutti acquisire più consapevolezza sullo stato di salute dell’ambiente e condividere le responsabilità nei confronti del Pianeta

Cesto per biancheria "Hands" di Authentics, foto Florian Bohm

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