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Jacques Bousquet, a piccoli passi verso un traffico pulito

Il presidente di Renault Italia parla del progetto E-moving, in partnership con A2A, che partirà da Milano e Brescia. Lo scopo: promuovere l'uso delle auto elettriche, cercando di superare piccoli problemi e grandi diffidenze. A cominciare dalla difficoltà di ricarica

di Giacomo Ferrari
4 maggio 2010

Fluence z e

Il progetto si chiama E-moving e il test, della durata di un anno,  da Milano e Brescia. Sulle strade delle due città lombarde sarà effettuato il primo esperimento europeo di utilizzo di auto elettriche. A mettere a disposizione le vetture (60 in tutto) è il gruppo francese Renault-Nissan, mentre la multiutility A2A provvederà a collocare sul territorio una rete di circa 270 “punti di ricarica”, distributori di energia elettrica necessaria ad alimentare i veicoli che verranno installate in luoghi pubblici e garage privati. Come è nata l’iniziativa? Quali obiettivi si prefigge? E ancora: sono maturi i tempi per una rivoluzione della mobilità cittadina grazie all’auto elettrica? A queste e ad altre domande risponde  .


Jacques Bousquet, presidente di Renault ItaliaL’industria automobilistica mondiale è impegnata a vari livelli sul fronte dell’ecologia; l’Unione Europea ha stabilito piani per la progressiva riduzione delle emissioni. Ma perché la vettura elettrica non decolla?

 

Gli ostacoli alla diffusione di questa tipologia di veicolo sono diversi. Le batterie agli ioni di litio, necessarie per il loro funzionamento, costano ancora molto e, soprattutto, manca una rete che permetta una ricarica veloce. Ma si tratta di problemi che si possono superare. Renault ci ha provato: la partnership con A2A punta a favorire l’introduzione sul mercato dei veicoli elettrici e a promuovere il loro utilizzo, perché questa è la strada più efficace per rispettare l’ambiente. L’elettrico prevede la totale assenza di emissioni: non soltanto di CO2, ma anche di altri agenti inquinanti come Nox e PM10.

 

In che modo avete superato il problema dei costi delle batterie?

 

Le batterie di ultima generazione, prodotte da Aesc, una società partecipata da Nissan, permettono un’autonomia di circa 160 chilometri, adatta a rispondere quasi totalmente alle esigenze della mobilità urbana. L’87% degli europei, infatti, percorre in media meno di 60 chilometri al giorno. Quanto al costo, il problema è superabile scindendo quello della batteria da quello dell’autoveicolo, nel senso che la batteria potrà essere acquisita attraverso un contratto di leasing.

 

Poi, però, c’è l’altro elemento frenante: le scarse possibilità di ricarica…

 

Proprio per questo è stato varato l’esperimento di Milano e Brescia, che per un anno ci permetterà di verificare l’entità del problema. Ai privati e alle aziende che accetteranno di essere coinvolti nella sperimentazione, Renault metterà a disposizione 60 veicoli elettrici della propria gamma Zero Emission. Saranno utilizzati il Kangoo Express ze, una furgonetta destinata a un uso professionale, e la Fluente ze, berlina familiare che permette un utilizzo misto. Quanto al “rifornimento”, il nostro partner A2A si è attivato per realizzare una strutturata, completa e innovativa rete di 270 punti di ricarica, attraverso colonnine che saranno installate dapprima sul territorio di Milano e Brescia e in prospettiva anche in tutti gli altri comuni dove la società è presente, come Bergamo, Sondrio, Como, Monza e Varese.

kangoo  z e

Sarà possibile rifornirsi di elettricità soltanto presso i punti di ricarica?

 

No, questa è la ricarica che possiamo definire pubblica e che potrà essere effettuata attraverso due modalità: la prima, standard, su una presa di corrente da 220 volt, che consentirà di ricaricare la batteria in un tempo compreso tra le 6 e 8 ore; la seconda, rapida, prevede una presa da 400 volt, che riduce i tempi a 20-30 minuti e che sarà disponibile non appena sarà concordato lo standard europeo, presumibilmente entro il 2011. Inoltre sarà possibile installare le prese nei garage privati e pubblici, oltre che nei parcheggi aziendali. In questo modo il “rifornimento” può avvenire di notte, proprio come si fa con il telefonino. Infine, è allo studio una terza opzione: quella della sostituzione rapida della batteria. Come avveniva con le diligenze, che in viaggio cambiavano i cavalli. Ci saranno insomma stazioni attrezzate, dove in pochi minuti la batteria esaurita potrà essere smontata e sostituita con una carica. Limitando così al minimo disagi e perdite di tempo.

L’idea è suggestiva. Ma, oltre al nobile intento di azzerare le emissioni nocive, ci sarà un concreto interesse economico a scegliere il veicolo elettrico?

 

Le tariffe previste da A2A, con l’addebito sulla normale bolletta della luce, saranno ridotte. Ma al di là di questo, è stato calcolato che, nell’ipotesi di una percorrenza media annua di 15 mila chilometri, la spesa per la ricarica di energia sarà pari a circa la metà della spesa per il corrispondente consumo di gasolio.

 

Per finire, quali sono le previsioni di sviluppo dell’auto elettrica?

 

Secondo le stime più recenti, nel 2020 i veicoli ad elettricità rappresenteranno il 10% delle vendite totali di automobili nell’Europa dell’Ovest. Renault crede a questo tipo di prodotto, nel quale per i prossimi quattro anni ha investito 4 miliardi di euro e circa 2 mila persone.

 

 

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