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«Ho fatto la scelta vegana, tutti gli ambientalisti dovrebbero farla»

L'attrice Loredana Cannata è animalista, vegana, ambientalista e attivista. Passa dalla Croisette alle proteste di piazza: l'ultima sua battaglia è contro il TTIP

Maria Enza Giannetto/Nabu
9 maggio 2016

La scelta vegana di Loredana Cannata, Carpet inaugurazione RomeFictionFest 2013 (Ufficio Stampa)

La sua ultima crociata è quella contro il TTIP. «È uno dei trattati più pericolosi mai concepiti – dice – , pensato apposta per permettere che gli interessi delle multinazionali abbiano la precedenza sui diritti dei cittadini». L’attrice siciliana, nata a Giarratana, in provincia di Ragusa, Loredana Cannata – nota anche per aver fatto dell’attivismo sociale, animalista, ambientalista e vegano il suo credo –  non sta mai ferma a guardare. Scende in piazza, manifesta e, in tutte le battaglie in cui crede, ci mette la faccia. Per gli animali, per l’ambiente, per il lavoro. E poi contro le banche, contro i monopoli e persino a fianco delle comunità zapatiste in Messico. Un’antidiva che passa con assoluta nonchalance dalla Croisette a Cannes, dove un anno fa è stata protagonista con Paolo Sorrentino nel film Youth del 2015, alla macchina da presa per le sue regie di documentari e pièce teatrali, passando per i villaggi più poveri del Messico, dove è stata più volte, anche come volontaria.

Loredana, oltre ad attrice, animalista, vegana, attivista, lei si definisce anche sciamana. Che vuol dire?

Diciamo che tutte queste definizioni sono strettamente collegate. Ho sempre avuto un rapporto speciale con gli animali e, qualche anno fa, viaggiando in Messico, mi sono avvicinata anche allo sciamanesimo. Si tratta del primo approccio spirituale che l’essere umano ha avuto prima dell’arrivo delle grandi dottrine religiose e va dritto all’essenza della spiritualità, quella che le grandi religioni hanno abbandonato per costruire impalcature più complesse. Per gli sciamani ogni cosa è viva e ogni creatura è una coscienza, un’energia che sta sperimentando in questo mondo così come ha fatto e farà in moltissimi altri mondi e in altre vite.

È stata questa dottrina a farle abbracciare lo stile di vita vegano? 

Il mio rapporto particolare con gli animali anche prima di diventare vegana e ho scoperto che gli animali nello sciamanesimo sono molto importanti per la loro simbologia. E infatti, sono diventata vegana grazie all’incontro con un falco. Era il 2012 e seduta sul mio balcone, nella mia casa a Roma, chiedevo, come mi è solito fare, un segno alla vita. In quel momento mi volò accanto un falco che nello sciamanesimo invita a guardarsi intorno e a tenere gli occhi bene aperti. Qualche giorno dopo andai a Francoforte per una della prime manifestazioni europee contro l’austerity e lì fui arrestata con altri attivisti. Diciamo che in quel momento capii che il livello dello scontro si stava alzando e che quindi anche il livello del mio attivismo dovesse innalzarsi. Al mio ritorno, sempre per caso, mi sono ritrovata a guardare un video sulla meditazione, in cui le persone condividevano degli spicchi di frutta. Ho avuto un’intuizione e ho capito che non mangiare nulla di animale avrebbe innalzato la mia energia spirituale e che il mio campo magnetico avrebbe vibrato di più.

Alla Conferenza di Parigi 2015 sul Clima lei ha portato agli ambientalisti lo stile di vita vegano come modello ambientalista. In cosa consiste?  

La scelta vegana è una rivoluzione totale nei confronti degli animali, degli esseri umani e del Pianeta. Basti pensare che gli allevamenti di animali e il consumo di carne sono tra i maggiori fattori di inquinamento al mondo, per non parlare del grande spreco di acqua e della deforestazione della foresta amazzonica. Per di più, l’alimentazione vegana sarebbe in grado di garantire cibo e nutrimento per tutta la popolazione mondiale che entro il 2050 raggiungerà i 9 miliardi. Credo che gli ambientalisti dovrebbero essere tutti vegani. Trovo, infatti, che sia poco coerente chiedere a istituzione e politici il cambiamento quando da attivisti non si riesce neanche a fare piccoli sacrifici.

Lei ha spesso dichiarato di non volere figli. Ha cambiato idea?

Per niente. Ho sempre pensato che la mia missione fosse mettermi a disposizione dei figli del mondo, di quelli che ne hanno più bisogno. Oggi siamo sempre di più le donne childfree che non procreiamo per scelta nostra e, a dirla tutta, questo non fa affatto male al pianeta.

Tra le informazioni sul suo profilo Facebook, si legge “Voglio vivere all’altezza di ciò che so”, ci riesce?

Ci provo. Sono una persona che si informa, che cerca di saperne di più e poi di mettere in atto quello che ha capito. Rifletto molto e amo stare da sola poi, quando capisco bene qualcosa, la metto in pratica e la trasformo in azione. Il mio è un vero e proprio percorso spirituale che mi ha portato a vedere la vita e la dignità in ogni forma vivente.

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Una risposta a «Ho fatto la scelta vegana, tutti gli ambientalisti dovrebbero farla»

  1. francesco

    Brava Loredana. Ci fossero ragazze come lei. Comunque si dovrebbe studiare un nuovo approccio sul modo di vivere e nutrizionale. La deforestazione della Amazzonia è una cosa veramente deplorevole. Dobbiamo fermare questo scempio.

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