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Federico Trossero: guarire con il tango

Il ballo argentino aumenta la creatività, rende le donne più sensuali e cancella le insicurezze. Perché, come dice lo psichiatra-ballerino che ne ha fatto una terapia, guardando una persona che danza puoi scoprire le resistenze o l'estrema fiducia negli altri. E proporre un cambiamento. A tempo di musica

Francesca Tozzi
14 maggio 2010

Federico Trossero, ballerinoIl tango è un ballo capace di avvicinare i corpi in una sorta di intimità e mettere in gioco svariate emozioni. Ma può diventare una vera e propria terapia per conoscersi meglio, lavorare sui propri blocchi psicologici e migliorare la propria vita di relazione. Ne è convinto il dottor Federico Trossero che sta girando l’Italia per far conoscere il suo metodo di lavoro. Argentino, nato a Rosario, ballerino e insegnante di tango, è prima di tutto uno psichiatra con una solida esperienza nella psicoanalisi, esperienza che gli ha permesso di sperimentare un nuovo tipo di cura basato sulla musica e la danza. Il suo obiettivo? Portare in Italia i laboratori – percorsi di gruppo dove viene applicato il suo metodo – già attivi e conosciuti in Argentina.

Perché ha pensato al tango come forma di terapia?

Il tango è un catalizzatore di emozioni attraverso il corpo, il primo vettore della comunicazione umana. E’ l’unico ballo d’improvvisazione, cosa che stimola la creatività e offre libertà di espressione, ed è l’unico a utilizzare l’abbraccio chiuso. Un abbraccio che modifica gli ormoni: stimola l’ossitocina (che noi chiamiamo l’ormone del “apego” , dell’attaccamento), e il piacere di essere “contenuti” e accolti dentro una situazione di benessere. L’ossitocina, non a caso, è lo stesso ormone che sviluppa l’attaccamento fra due persone che hanno fatto l’amore, abbatte lo stress e abbassa la pressione nei pazienti con ipertensione arteriosa.

Come funziona?

I laboratori di tangoterapia non sono lezioni di tango ma ne utilizzano la musica e le dinamiche per ottenere un obiettivo: l’espressione completa di sé. Si comincia con esercizi semplici, corpo a corpo: le persone prendono confidenza tra loro, si crea un ambiente rilassato e rilassante. È sempre un lavoro di gruppo, un po’ come in uno psicodramma.

Libro Tango terapiaCi racconta gli inizi della sua ricerca?

Ho cominciato ad applicarla a pazienti, che già curavo come psichiatra, con disagio grave: schizofrenia, disturbi ossessivo compulsivi e psicosi in generale, ma anche attacchi di panico, fobie sociali e problemi a relazionarsi con il sesso opposto. Lavorare con loro mi ha portato a sviluppare un metodo, a sperimentare tecniche nuove: i laboratori di tangoterapia sono nati così.

I cambiamenti più evidenti li ho visti in ambito sociale: c’erano pazienti che all’inizio venivano accompagnati dai genitori e altri che avevano paura a uscire di casa; alla fine si sentivano più sicuri, indipendenti. Fobie e blocchi interessano, però, anche le cosiddette “persone normali”: con loro però è più facile perché lavorano meglio attraverso l’espressione creativa.

C’è differenza fra uomini e donne nella risposta alla terapia?

Le pazienti sono facilitate nello scoprire la propria femminilità. La tangoterapia può agire sulla sessualità della donna perché la aiuta a sentire e capire quello che avviene quando il suo corpo entra in relazione con l’altro; lo psichiatra la aiuta a sua volta a canalizzare quel che va scoprendo durante il lavoro di gruppo. Nell’uomo questo lavoro potenzia l’autostima, in particolare nei pazienti che faticano a gestire bene gli impegni, le relazioni, la quotidianità; il fatto di dover condurre il ballo, portare la compagna, riproduce l’ansia di prestazione, il carico di responsabilità che ci si sente addosso in quelle situazioni, ma aiuta anche a gestirle con maggiore sicurezza. Il tango, insomma, è una metafora della vita. Perché avvenga la trasmissione, sia per l’uomo sia per la donna, deve esserci l’abbraccio.

Da un corpo che balla è possibile intuire cose che a livello conscio una persona non è in grado di dire o non vuole dire?

Il corpo dice tante cose: guardando qualcuno che balla il tango, dai movimenti, dalla postura e dall’abbraccio si intuiscono le resistenze e la personalità in generale. Per esempio, la postura di un paziente fobico o ossessivo è rigida, il tono muscolare è forte, c’è tensione nell’abbraccio così come nella vita della persona. Al contrario un abbraccio molle, che non si fa sentire, denota un’assenza di personalità e di carattere; a volte è la persona che non vuole farsi vedere per come è a causa di paure e paranoie, ma il corpo parla e non mente.

Buenos Aires GebaCon chi si è rivelata più efficace la tangoterapia?

Lavoro molto con le personalità fisse e restie al cambiamento, come una chiave arrugginita che non entra nella toppa. Lavoro bene anche con le personalità che si esprimono con pochi filtri, quelle che tendono a dare troppa fiducia e subito. Cerco di insegnar loro un controllo che consenta loro di non esporsi e risentire di eventi e persone negative. Queste persone sono molto produttive nei nostri laboratori, sono leader naturali: le prime ad aprirsi e ad aiutare il gruppo. Nella tangoterapia la fiducia è necessaria.

Come partecipare a una lezione di tangoterapia?

Sto diffondendo il mio metodo anche in Italia, Chi è interessato può scrivermi all’indirizzo trossero@hotmail.com: di fferenza degli workshop per cui ci spostiamo di città in città, i laboratori richiedono una sede fissa e una frequenza di almeno una volta alla settimana. Per saperne di più si può leggere il libro Tango Terapia: uscito nel 2006 dopo una fase sperimentale di laboratorio, è un po’ la data di nascita del mio metodo.

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2 risposte a Federico Trossero: guarire con il tango

  1. Sonja

    sono una fisioterapista interessata alla tangoterapia anche perché il mio compagno ha il morbo di Parkinson.
    vivo a Catanzaro (calabria).
    grazie

  2. Maria Grazia Errichiello

    Condivido in pieno, il tango aiuta a superare molte cose.
    Peccato che dove abito non ci sia Tango terapia.

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