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Fabrice Ferrero: «La sostenibilità fa parte della nostra strategia d’impresa»

Il responsabile della comunicazione e delle relazioni esterne del Gruppo Cariparma Crédit Agricole, racconta che peso hanno concetti come etica, ambiente, responsabilità sociale nella strategia d’impresa

Andrea Ballocchi
1 dicembre 2015

L’etica e la sostenibilità entrano sempre più in gioco nelle strategie dei grandi gruppi. Lo testimonia il caso del Gruppo Cariparma Crédit Agricole, molto attento a queste questioni, a partire dalla redazione e pubblicazione del bilancio di sostenibilità.

Sostegno all’economia reale, vicinanza al territorio in cui ognuna delle banche del Gruppo opera e l’attenzione alle risorse umane interne sono i capisaldi del documento, insieme alla vocazione dell’ente a promuovere azioni di beneficienza che coinvolgano i suoi stessi dipendenti, come testimonia il progetto di payroll giving in favore dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze.

Wise Society ha incontrato Fabrice Ferrero, responsabile direzione comunicazione e relazioni esterne Gruppo Cariparma Crédit Agricole in occasione del Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale.

Trasparenza, sostenibilità economica, sociale e ambientale: come si coniugano queste azioni all’interno del Gruppo?

Gruppo Cariparma Crédit Agricole - FacebookLa nostra Capogruppo, Crédit Agricole, ha applicato una metodologia per sensibilizzare i dipendenti sui temi della sostenibilità: parlo del progetto FReD, un percorso di responsabilità sociale, avviato nel 2011, comune a tutte le entità del Gruppo Agricole, con l’obiettivo di sviluppare, promuovere e migliorare azioni in ambito economico, sociale e ambientale. Sotto il profilo dell’eco-sostenibilità, ad esempio, il Gruppo Cariparma Crédit Agricole ha recepito a pieno le linee guida della capogruppo e presta attenzione nella ricerca di soluzioni innovative, come la realizzazione dell’asilo nido aziendale CariBimbi pensato per migliorare il benessere e l’organizzazione famigliare di opera in azienda. L’edificio è stato realizzato interamente con materiali eco-sostenibili. È in fase progettuale anche il Nuovo Centro Direzionale che prevede la costruzione di edifici ad alta efficienza energetica.

Come viene percepita e accolta la linea sostenibile del Gruppo da parte dei suoi dipendenti?

Il nostro impegno è spiegare quali azioni vengono messe in pratica e attuate. A partire dal nostro core business, reso molto più sostenibile dal lavoro di integrazione in corso dei criteri ESG (Environmental, Social and Governance – politiche ambientali, sociali e di governance societarie). Se poi andiamo su temi etici in senso di sostegno alle comunità, vale come esempio tutto il percorso di comunicazione interna per promuovere quanto fatto a sostegno della Fondazione dell’ospedale Meyer, con risultati di ampio consenso proprio grazie all’azione pedagogica messa in atto.

Come possono cogliere il correntista e il cliente finale l’impegno del Gruppo in ottica etica e sostenibile?

Le risponderò ricordando quanto fatto dal Gruppo Cariparma Crédit Agricole nelle situazioni di grande difficoltà, come il sisma emiliano del 2012. Ci siamo impegnati nel percorso di ricostruzione delle zone colpite, abbiamo aperto un conto corrente destinato alla raccolta di fondi e stanziato plafond a favore dei Comuni colpiti dal terremoto per sostenere sia i privati sia le imprese attraverso finanziamenti a condizioni facilitate o alle agevolazioni nel rimborso sui finanziamenti in essere. I clienti sono stati i primi a rispondere al sollecito, sostenendo insieme a noi progetti etici e di ricostruzione. Anche da alcuni nostri prodotti emerge la vocazione etica del Gruppo Cariparma Crédit Agricole: abbiamo sviluppato un’offerta, DonnAzienda, specifica per le imprese “al Femminile” e mirata a sostenere le imprenditrici nell’organizzazione di lavoro e vita privata e, nello scorso mese di aprile abbiamo lanciato Gran Mutuo Green: grazie alla partnership con Edison e AzzeroCO2, per ogni mutuo erogato verrà piantato un albero per la riqualificazione di aree degradate.

A livello ambientale, come lavora il gruppo alla sua tutela, anche in vista della sempre maggiore attenzione globale al clima e a quanto è legato?

Prima di tutto c’è un contesto regolatorio e di convergenza internazionale, che inizia in La sostenibilità al centro della strategia del Gruppo Cariparma Crédit Agricole - Foto: FacebookFrancia (sede di Crédit Agricole), Paese che si è posto all’avanguardia con la legge sulla transizione energetica, che porterà a sviluppare azioni e progetti in tema di fonti rinnovabili, sostenibilità ed efficienza e che probabilmente trainerà tutti i Paesi del G20. Già prima, comunque, la nostra Capogruppo Francese si era assunta determinati impegni, il primo dei quali è la volontà di non finanziare più attività che richiedono ingenti emissioni di CO2, come l’attività estrattiva di carbone.

La sostenibilità fa parte quindi di una strategia di impresa?

Certamente, l’obiettivo è proprio questo ed è un cambiamento che viene richiesto dal basso e di cui non si può assolutamente prescindere.

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