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Vincenzo Venuto: esplorare la natura? Una missione

Protagonista della trasmissione Missione Natura, sportivo e telegenico è stato definito il George Clooney italiano. A lui piante e animali piacciono da sempre. Non si è ancora stancato di studiarli e ammirarli

di Monica Onore
24 maggio 2010

Vincenzo Venuto, biologo, faceva il ricercatore presso il dipartimento di Biologia dell’Università di Milano e Milano Bicocca. Un giorno è stato intervistato davanti a delle telecamere in qualità di esperto. Capace di spiegare con competenza ed efficacia, in modo naturale e appassionato, è passato dall’altra parte e ha cominciato a lavorare per la televisione. Da cinque anni è il protagonista di Missione Natura: trasmissione, in onda su La7, che lo ha portato in giro per il mondo alla ricerca di luoghi incontaminati e animali di tutti i generi.

 

Vincenzo Venuto, biologo PatagoniaPrima che la televisione ti scoprisse studiavi il comportamento degli animali, in particolare dei pappagalli africani, come mai questa scelta?

Inizialmente dovevo fare un lavoro sulla pernice bianca poi, per caso, ho incontrato il professor Renato Massa che  in quel periodo stava lavorando a un progetto di ricerca in Africa. Avrei dovuto utilizzare un nuovo software per l’analisi dei suoni, “Canary”, messo a punto dalla Cornell University.  Questo software funzionava soltanto su computer Mac e io all’epoca lo usavo; così mi ritrovai in Africa a registrare le voci dei pappagalli africani e a studiare il loro comportamento.

Sei rimasto nel mondo animale, ma cosa è cambiato nel tuo lavoro?

Tanto. Studiavo la comunicazione acustica dei pappagalli, i loro canti, le vocalizzazioni.
In aula, raccontavo le mie esperienze sul campo e spiegavo l’etologia attraverso immagini, fotografie e suoni che avevo raccolto. Fare il ricercatore e l’insegnante mi piaceva molto.

Forse, quello che non è cambiato è che continuo a raccontare la natura ma non solo a degli studenti in aula. Il ricercatore che sono stato si è un po’ perso, prima il mio approccio alla natura era senz’altro meno frenetico, più mirato.
Ma alla fine sono contento che sia andata così. Recentemente ho incontrato i miei ex colleghi d’università e ho scoperto con piacere che alcuni di loro guardano la trasmissione.
al lavoro

Cosa ti ha colpito nella tua esperienza di esploratore e conduttore?


Innanzitutto sono stato in luoghi che non avrei mai pensato di poter esplorare e ho incontrato animali che mai avrei immaginato di vedere. Nell’ultimo viaggio, in Venezuela, nella valle dell’Orinoco ad esempio, ho visto il formichiere gigante. Un animale incredibile, lungo circa due metri, che mi ha fatto correre come un pazzo. Ne sono rimasto impressionato. In questi viaggi poi si incontrano persone speciali. Due anni fa, in Zambia, ho conosciuto Chris Mc Bride, considerato uno dei ricercatori di leoni più importanti al mondo. E’ in pensione e oggi vive nelle savane del Kafue un parco nazionale immenso. Chris è capace di imitare il ruggito dei leoni alla perfezione, di loro sa ogni cosa, gli studia da sempre. Un uomo straordinario.

con gli squali in EgittoQuando si viaggia s’incontrano sempre donne e uomini interessanti ma quando ci s’inoltra in luoghi sperduti, spesso lontani da tutto e tutti, solo a contatto con natura e animali, si conoscono persone appassionate, che vivono una vita totalmente diversa dalla nostra. Per questo ogni incontro mi lascia qualcosa che rimane.

Il tuo rapporto con la natura è cambiato?

No, è sempre quello. Lo vivo con tutta l’emozione che avevo fin da quando ero un bambino. Mia madre l’ho educata portandole a casa tutti gli animali che trovavo. Dai pipistrelli feriti, alle rane, ai gatti e cani, alle uova di uccelli che provavo a far schiudere…

Quando vedo un posto nuovo, un animale, mi emoziono sempre. C’è qualcosa di autentico in ogni incontro, non è mai routine. Ed è quello che spero e credo di trasmettere quando, poi, ne parlo davanti alle telecamere.

sul ghiacciaio del Perito Moreno, PatagoniaLa natura incontaminata noi la conosciamo attraverso i tuoi viaggi, ma tu che la vedi da vicino puoi dirci come sta?

Io vedo la parte migliore della natura. La natura che incontro è sempre incontaminata e protetta. Quella dove un biologo o un naturalista generalmente lavorano oppure quella dove si vuole realizzare un bel documentario.
In un paio di viaggi però ho avuto modo di notare anomalie legate al riscaldamento globale. Durante un’immersione in un reef egiziano, ad esempio, ho incontrato squali tigre dove di solito non c’erano. Venivano dal Sudan e probabilmente avevano puntato a nord perché in quel periodo le acque dove di solito nuotavano erano troppo calde.
Purtroppo questo vale anche nelle spedizioni che mi portano a esplorare i ghiacciai, mi accorgo che non sono “sani” e che si stanno sciogliendo a grande velocità.
Stanno rischiando gli ecosistemi più ricchi di biodiversità, come le foreste tropicali e le barriere coralline.
Il problema vero è che siamo tanti e la nostra Terra è troppo piccola. Forse è un’utopia, ma la sfida vera è quella di poter vivere bene tutti utilizzando le risorse senza distruggere quello che ci circonda.

Non è scontato che un biologo si lanci con il deltaplano, arrampichi e faccia immersioni… Quanto è faticoso?

Mare e montagna sono sempre state le mie passioni, quindi arrampico e mi immergo da tempo. Il resto lo imparo in fretta.
Mi diverto molto ma non sono in vacanza: ho lanci da registrare, appostamenti per incontrare gli animali, immersioni, arrampicate, spostamenti. Corriamo da un posto all’altro come dei matti. Dobbiamo realizzare sul campo una trasmissione di 50 minuti e abbiamo pochissimi giorni a disposizione.  Fortunatamente siamo un gruppo affiatato: viaggiamo in sette, autore, regista, due cameraman, un fonico e un producer; siamo insieme da 5 anni.
primo piano del serpente, SudAfrica
Sei mai stato in pericolo?

No, mai. Forse sono stato troppo vicino a un coccodrillo dell’Orinoco, ma non ho mai rischiato veramente… Anche quando mi sono immerso con gli squali non ci sono stati problemi. Il segreto è rispettare gli animali e non forzare mai le situazioni.
con lo squalo Tigre
I tuoi figli sono tuoi fans?

Il più piccolo ha 6 anni e l’altro ne ha 13. Spesso guardiamo insieme la trasmissione, ma non li obbligo di certo, anzi!
Il più grande può essere anche molto critico; quando si distrae significa che quella puntata non raggiungerà  il livello di ascolto delle altre.

Quali Paesi ci consigli di visitare?

In Africa suggerisco di sicuro la Namibia, nell’altopiano chiamato Damaraland,  dove si possono ammirare i rinoceronti neri, gli elefanti, i leoni del deserto.
In Venezuela, Los Llanos, una delle più belle e ricche regioni del paese. In un solo giorno  ho visto delfini rosa, coccodrilli, caimani, formichieri, milioni di uccelli, anaconda e altro ancora. E’ importante però andarci nella stagione secca (Marzo) quando la vita si concentra nelle poche pozze d’acqua che rimangono.
Per quanto riguarda le immersioni, le Galapagos sono spettacolari. Ogni tuffo è un incontro.

la troupe al completo, SudAfrica

 

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Vincenzo Venuto

Vincenzo Venuto

biologo e conduttore televisivo
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