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Elio Fiorucci: «L’ambiente ha bisogno di papa Francesco»

Lo stilista milanese, pessimista sul futuro dell'uomo, richiama la Chiesa e confida nei giovani: «Possono salvarci»

Mariella Caruso
28 maggio 2014

Elio FiorucciElio Fiorucci è un’icona internazionale nel mondo dell’arte, del design e della moda. Settantotto anni trascorsi a trasmettere al mondo attraverso i suoi abiti una filosofia di vita improntata a «divertimento e allegria, una terapia per trasmettere, insieme all’ironia, la gioia di vivere», come ha scritto Luisa Valeriani nel breve saggio a lui dedicato per raccontarne i quarant’anni di attività. Nello stesso tempo, però, Fiorucci incarna un reale interesse per l’ambiente.

Vegetariano per questioni etiche, garante del manifesto sulla coscienza degli animali, spesso in prima linea quando si tratta di sostenere iniziative benefiche. L’ultima in ordine di tempo la realizzazione di due t-shirt: una di denuncia contro la crudeltà agli animali con l’immagine di un coniglietto senza angora con lo slogan “Angora Free – Cruelty Free” e un’altra in favore dell’Amazzonia che recita “L’Amazzonia è un sogno di bellezza che non può dissolversi all’alba” accompagnata dall’immagine di alcuni pappagalli. Nell’ambito dell’iniziativa “Riflessioni sul futuro. Scienza per una vita migliore”, organizzata dal mensile Milano 24orenews con Bayer e le università Bicocca, Politecnico e Statale, recentemente lo stilista-imprenditore si è sottoposto al fuoco di fila delle domande di alcuni studenti delle scuole superiori. In quell’occasione l’abbiamo incontrato e parlato con lui di giovani, sostenibilità e futuro.

Fiorucci, c’è un modo per coinvolgere i più giovani su temi fondamentali per il futuro della terra come quelli ambientali?

Per farlo bisogna trovare argomenti che riescano a coinvolgerli emotivamente. Tutti gli uomini, quindi anche i ragazzi, sono mossi dall’emozione, quindi bisogna indicare loro dei segni, delle visioni che faccia scattare una molla capace di motivarli.

Image by © Image Source/CorbisCosa significa per lei sostenibilità? È un concetto che si può coniugare con l’abbigliamento?

Credo che sia importante coniugare abbigliamento e sostenibilità, ma oggi più che mai la sostenibilità è fondamentale nell’alimentazione. Come dice Franco Berrino, medico dell’Istituto Nazionale dei Tumori, ed esperto in alimentazione “mangiamo m… (la parola è irripetibile, infatti Elio Fiorucci non la pronuncia, ndr) con il beneplacito dei messaggi televisivi che spacciano il cibo spazzatura come buono”. Sarà difficile contrastare la tendenza a presentare tutto ciò che non è buono da mangiare come cibo prelibato. Tra questo, solo per fare due esempi, c’è la carne che è pericolosa per l’uomo e le patatine fritte che sono velenose.

Lei è vegetariano. Qual è stata la molla che ha fatto scattare il cambiamento di abitudini?

La concomitanza di tanti elementi. Sono cresciuto in campagna imparando a conoscere la natura, gli animali e ho capito che l’uomo è l’unico non carnivoro che si nutre di carne, questa è una cosa che mi ha sempre spaventato. Che una tigre mangi la carne lo capisco, ma il fatto che l’uomo, che non è altro che una scimmia, per natura erbivora, sia carnivoro continua a impressionarmi. Per questo siamo destinati all’estinzione. La natura non perdonerà e credo che finiremo, meritandocelo, di scomparire dalla faccia della terra.

Image by © Sebastien Desarmaux/Godong/CorbisCon la stessa coerenza lei anche nelle sue linee di abbigliamento rispecchia le sue scelte di vita optando, per esempio, per l’imbottitura sintetica nei piumini col suo marchio…

Gli animali più terribili, feroci e spietati siamo noi uomini.  Abbiamo preso il sopravvento sul pianeta grazie alla nostra intelligenza e lo stiamo distruggendo. Deve esserci sopra di noi una forza che deve impedire tutto questo ed è strano che la Chiesa non se ne occupi. Se c’è qualcuno che potrebbe dire qualche parola buona, di incoraggiamento per trovare la strada giusta quello dovrebbe essere papa Francesco che, invece, sembra non accorgersene. Questo mi fa preoccupare molto».

Oltre alla ragione, un’altra cosa che dovrebbe essere recuperata è l’allegria. Ma forse i tempi sono troppo cupi…

L’allegria viene dalla speranza, da una visione positiva. Oggi di queste visioni ne abbiamo poche, ci sono rumori di guerra tra Oriente e Occidente, ci sono visioni molto pericolose di assestamento dei poteri politici nell’intero pianeta per cui non vedo nulla di buono all’orizzonte. Io spero nei giovani, nella loro intelligenza, nella loro sensibilità e tutti dobbiamo contare su di loro.

 

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