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Più orti e giardini condivisi: per migliorare il paesaggio urbano e la vita in città

Elena Grandi, Presidente della Commissione Verde, Ambiente, Demanio, Casa, del Consiglio di Zona 1 a Milano, in occasione di "Flora et Decora", racconta progetti e strategie per aumentare la partecipazione dei cittadini alla vita del verde. Coltivato e spontaneo

Laura Campo
16 aprile 2013

Elena Grandi“Flora et Decora”, la prima edizione della mostra-mercato milanese del florovivaismo e arredi per il giardino (dal 19 al 21 aprile 2013, che ha ottenuto il Patrocinio del Consiglio di Zona 1 del Comune) è uno degli appuntamenti dedicati al verde e ai loro tanti appassionati che si svolgono sempre più spesso nella “capitale” lombarda.

Per saperne di più sui temi della sostenibilità e dell’urban greening Wise Society.it ha incontrato Elena Grandi, Presidente della Commissione Verde, Ambiente, Demanio, Casa, del Consiglio di Zona 1 (dal 2001) e da circa un anno anche Vicepresidente del CdZ1.

Convinta sostenitrice dei temi ambientali, in questa intervista ci racconta l’impegno per una nuova e sostenibile cultura del verde e del paesaggio urbano in una metropoli difficile, ma anche con tante potenzialità ancora da esprimere come quella lombarda.

Dove tutti possono e devono contribuire al miglioramento degli spazi e della qualità della vita, anche facendo nascere orti e giardini condivisi, difendendo il verde spontaneo, o imparando a trasformare un parcheggio in un soffice prato, all’insegna del “green thinking”.

Com’è nata l’idea di sostenere “Flora et Decora” e con quali obiettivi?

Sono stati gli organizzatori a contattarci per proporci l’idea e il Consiglio di Zona 1 ha subito accettato, offrendo il patrocinio. Anche perché si tratta di un appuntamento che si inserisce perfettamente nelle iniziative sostenibili e virtuose che intendiamo portare avanti.

Il fatto di moltiplicare in centro città mercati di fiori e oggetti per l’arredo e la cura dei giardini, di rendere i cittadini più sensibili al verde è sicuramente parte dei nostri impegni e progetti. In questo caso, poi, ci sono anche altri buoni motivi: la valenza sociale e culturale di Flora et Decora, il cui ricavato andrà a sostenere la realizzazione del nuovo Museo e Archivio Capitolare della Basilica di S. Ambrogio e il fatto che questa manifestazione possa valorizzare e rendere più attrattiva un’area molto penalizzata dai lavori del parcheggio di piazza S. Ambrogio.

Importante coinvolgere adulti e ragazzi

 

Nel lavoro di questi due anni ha avuto modo di verificare un maggior interesse nei confronti del verde in città da parte dei cittadini milanesi?

Assolutamente sì. C’è un interesse in grandissima crescita. Lo verifico ogni giorno dalle domande e dagli interventi che ricevo sul mio blog che ho voluto proprio per essere in contatto con le persone, per accoglierne critiche, suggerimenti e nuove idee.

La voglia di condividere e di vivere insieme gli spazi verdi della città cresce e con essa la capacità d’iniziativa dei milanesi. Del resto io credo e lavoro moltissimo sulla partecipazione dei cittadini alla vita del verde urbano, un po’ sul modello di quello che si fa a Parigi, per esempio. Puntando anche molto sul coinvolgimento delle scuole.

Cosa manca a Milano per diventare una città più green davvero?

Soprattutto un progetto generale e alto sul paesaggio urbano che comporti uno”sguardo” diverso: per esempio un modo di intendere gli interventi non solo come mantenimento di quello che c’è, ma anche di progettazione e realizzazione del nuovo.

Lavorare, quindi, per la progettualità della città rispetto al suo paesaggio su diversi aspetti, anche in team con più persone diverse e qualificate. Una cosa che io sto portando avanti proprio in questo periodo.

L’importante è affermare e sviluppare una nuova e sostenibile cultura del verde, creando poli dove la gente possa conoscere da vicino la natura e la biodiversità. Ma credo anche che bisogna impegnarsi di più nella riduzione del consumo di suolo e delle fonti di inquinamento e lavorare, come anch’io sto facendo in prima persona, per una maggiore diffusione della mobilità sostenibile, del riuso e del riciclo.

Giardino condiviso di via Montello

Nuovi spazi di aggregazione

 

Quali iniziative state portando avanti in questa direzione come Consiglio di Zona 1?

Un progetto molto interessante è quello degli orti e dei giardini condivisi su cui abbiamo realizzato anche parecchi incontri pubblici. Nel primo caso, quello degli orti, è il Comune a identificare le aree su cui si può procedere, mentre per i giardini la richiesta parte dai cittadini stessi.

Negli ultimi tempi il nostro Consiglio di Zona ha ricevuto le richieste per diversi giardini (in via Montello e via Conca del Naviglio) da parte di associazioni che intendono occuparsene e abbiamo già dato il nostro consenso.

Funziona così: un gruppo di cittadini o un’associazione identifica un’area pubblica o privata di cui vuole occuparsi e fa arrivare la proposta al consiglio di zona. La proposta viene valutata dai settori competenti e nel caso di via libera si stipula una convenzione tra chi ha presentato la pratica e il consiglio di zona.

Il Comune si continua a occupare degli interventi importanti (per esempio tagliare un grande albero) e collabora ad alcune spese (tipo la fornitura dell’acqua) mentre i cittadini, oltre a occuparsi del verde, dovranno anche garantire l’apertura al pubblico per un certo numero di ore al giorno.

È un bel modo per inventare nuovi spazi di aggregazione e iniziative comunitarie legate ai temi del giardinaggio e dell’ambiente. Un altro progetto in via di realizzazione riguarda le ex serre di un vecchio giardino nel quartiere di Brera.

In questo caso c’è un bando per assegnarle al miglior progetto che verrà presentato e chi se ne occuperà, non solo dovrà aprire lo spazio al pubblico, ma anche organizzare corsi di botanica, eventi e iniziative per coinvolgere i cittadini e sensibilizzarli verso la cultura del verde.

parking daySono previste altre iniziative o appuntamenti in questa direzione nel prossimo futuro?

Sicuramente ripeteremo anche nel 2013 l’iniziativa del Park(ing) Day, un appuntamento internazionale che si svolge anche in tante altri città d’Italia e del mondo nel mese di settembre: un’intera giornata in cui gli spazi dove di solito sostano le auto si trasformano in mini-giardini e luoghi di divertimento per grandi e piccoli, giochi e incontri.

Tra l’altro tutto quello che viene usato per “arredare” gli stalli di sosta (manto erboso, piccoli alberi, piante) non viene buttato via ma riutilizzato. È un progetto nel quale ho creduto subito perché lo ritengo sostenibile, ecologico e in grado di dare una nuova immagine di Milano.Un modo anche per dimostrare che i cittadini possono e devono partecipare attivamente alla città, alla cura del verde, al miglioramento degli spazi e quindi della qualità della vita.

 

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