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Donatella Cinelli Colombini: voglio un turista sano e consapevole

È un’imprenditrice di successo che a Montalcino produce un apprezzatissimo Brunello, ma anche l’inventrice del trekking urbano, una nuova formula di turismo sostenibile che fa bene alle città e a chi lo pratica

di Metella Ronconi
15 luglio 2010

Proviene da una famiglia toscana di antiche origini e in eredità ha ricevuto una proprietà in Val d’Orcia che ha trasformato in uno splendido agriturismo e due cantine a Montalcino che oggi producono vini di altissimo livello tra cui un famoso Brunello Casato Prime Donne. Nel 1993, Donatella Cinelli Colombini ha fondato il Movimento Turismo del Vino e ha inventato la manifestazione Cantine Aperte, nel 2003 ha ricevuto l’Oscar quale miglior produttore italiano. Da nove anni è assessore al turismo del Comune di Siena dove ha dato vita al Trekking Urbano, un nuovo tipo di turismo che oggi vanta una Giornata Nazionale alla quale partecipano 33 capoluoghi italiani.

Donatella Cinelli Colombini, imprenditriceCome ha avuto l’intuizione di creare la giornata Cantine aperte?

Nel 1993 ha fondato il Movimento Turismo del Vino e ho inventato Cantine Aperte quasi per caso. Allora in Italia c’erano soltanto 25 cantine accessibili ai visitatori. Uno studio dell’Università Bocconi assegnava al passaparola il primo posto fra i sistemi di divulgazione. Mi venne l’idea di chiedere a 100 amici produttori toscani di aprire contemporaneamente le loro porte ai visitatori nella stessa domenica. Accettarono per amicizia, nessuno credeva veramente che sarebbero arrivati i turisti; invece il miracolo avvenne. 5.000 pionieri, i primi turisti del vino, che a noi sembrarono un’enormità. L’anno successivo, la giornata Cantine Aperte interessava contemporaneamente 7 regioni per poi diffondersi rapidamente in tutta Italia. Oggi, dopo 17 anni, si contano 154 Strade del Vino e 12.000 cantine visitabili; in pratica una bottiglia su 5 viene acquistata direttamente in cantina. Un bel record!

La sua azienda Casato Prime Donne vanta diversi primati, tra cui quello di annoverare soltanto cantiniere donne.

Quando mi sono staccata dall’azienda di famiglia oltre a due proprietà da ristrutturare mi hanno dato anche una piccola scorta di Brunello per finanziare i restauri e questo vino aveva bisogno di un cantiniere. Telefonai alla scuola di enologia di Siena, ma mi risposero che non c’erano cantinieri disponibili. Provai allora a chiedere se vi fossero cantiniere libere e la risposta fu:” Ah di quelle quante ne vuole! Non le chiede nessuno!”
E così è  nato Casato Prime Donne, un progetto tutto al femminile, con il quale abbiamo ampiamente dimostrato che l’enologia non richiede muscoli, ma cervello.
È un mondo molto maschile, nei ruoli dirigenti le donne non arrivano all’1%; stanno acquistando più importanza solo di recente, proporzionalmente con la loro crescita come consumatrici esigenti ed esperte. Oggi Casato Prime Donne è un progetto a 360°: non solo vino e una cantina tutta al femminile, ma anche un premio, un riconoscimento per donne che hanno dato un particolare contributo nel migliorare la presenza femminile nella società e nel lavoro.
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È diventata assessore al Turismo del Comune di Siena nove anni fa. Come le è venuta l’idea di dare vita all’esperimento del trekking urbano?

 

Avevamo commissionato una ricerca al Centro Studi Turistici d Firenze per vedere quale fosse l’impatto dei turisti a piedi sul centro storico di Siena. Ci rendemmo conto dalle risposte che erano state raccolte che il percorso a piedi poteva essere anche un’attrattiva turistica a sé, non solo un fattore incidentale per raggiungere una destinazione, ma un vero e proprio piacere di per sé.
Allora cominciammo a fare i primi depliant, trasferendo in città i segnali, le modalità tipiche del trekking in campagna.
Diversi itinerari, e per ognuno l’indicazione della lunghezza, del grado di difficoltà, cosa portarsi dietro, quali sono i punti panoramici ecc.
E l’effetto fu molto superiore a quanto ci aspettavamo; ci fu un grandissimo interesse non solo da parte della stampa, ma anche dei tecnici. Arrivò addirittura una delegazione di urbanisti americani per capire come funzionava il nostro modello di trekking urbano. E allora decidemmo di “allargarci”: organizzammo una Giornata Nazionale, la prima volta aderirono 12 capoluoghi di provincia, oggi siamo arrivati  a 34. L’obiettivo della giornata nazionale è proprio quello di far crescere il turismo del trekking urbano rendendolo stabile tutto l’anno. Si punta dunque a strutturare percorsi che siano sempre disponibili per i turisti e i cittadini che risiedono nelle varie città.
Per la Giornata 2010 che si terrà il 31 ottobre ad Halloween, vigilia di Ognissanti, il tema sarà la multisensorialità: non sarà sufficiente usare le gambe per camminare e gli occhi per guardare, dovranno essere attivati tutti e 5 i sensi… Ve lo assicuro, sarà molto divertente!

Siena trekking urbanoQuali sono gli effetti benefici del trekking urbano?

Gli itinerari podistici da seguire sono semplici visto che il dislivello del suolo nelle città è lieve e l’effetto sorpresa è garantito. Possono parteciparvi i più giovani, ma anche i meno allenati. Fare trekking nella “natura artificiale” della città è un modo per riappropriarsi del luogo in cui si vive, si scopre un altro luogo e si presta attenzione a ciò che normalmente non si osserva. Si percorrono sentieri sconosciuti all’interno dei centri storici; “si scalano” monumenti; ci si arrampica lungo decine di scale per visitare musei, palazzi ed edifici normalmente chiusi al pubblico.
Per chi lo pratica, è stato rilevato un effetto positivo anche da un punto di vista del benessere fisico: se fatto regolarmente combatte la depressione, l’obesità, il diabete, l’osteoporosi. Ci sono percorsi dedicati agli adulti e altri per i bambini e persino uno notturno, per le coppiette in cerca di romanticismo!
Ovviamente noi sollecitiamo i trekkers a non evitare le asperità del suolo; incontrando una salita, o una scalinata. Dipende dalla buona volontà del trekker: se viene a Siena e sale in cima alla Torre del Mangia, con circa 400 gradini, ottiene più benefici di una seduta in palestra! Gli itinerari in genere vanno dai 2 ai 6 chilometri per i più sportivi. Comunque teniamo presente che in città se sei stanco e non ce la fai più, puoi sempre tornare indietro con l’autobus!

E gli effetti positivi per la città?

Come primo risultato si ottiene di decentrare il turismo, quindi si evitano gli itinerari più scontati e affollati e si scelgono invece le opere d’arte, gli scorci meno famosi. Inoltre si tende anche a destagionalizzarlo perché ovviamente il trekking urbano si può fare anche in inverno, quando quello in campagna o in montagna non è praticabile. La manifestazione è nata a Siena nel 2002 da una collaborazione tra le diverse amministrazioni comunali e l’associazione guide turistiche, e il programma di lavoro è sinergico: i comuni interpellati su un tema contribuiscono al progetto inviando a Siena itinerari e fotografie che verranno pubblicati sul sito ufficiale www.trekkingurbano.info
In effetti la formula del trekking sull’asfalto sta letteralmente prendendo piede nei piccoli come nei grandi centri. A New York sono attive quattro società specializzate nelle visite turistiche a piedi, una moda in linea con uno stile di vita salutista e che contrasta il sempre più diffuso ‘mordi e fuggi’ del turista frettoloso.

Siena ortodepecci

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