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Daniele Bignami: «L’Ict di tutti i giorni»

Daniele Bignami racconta i vari ambiti di azione della Fondazione Politecnico di Milano e i suoi progetti innovativi, dalla salute alla mobilità sostenibile

Andrea Ballocchi
31 ottobre 2014
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Auto elettriche Cosa hanno a che fare la salute col trasporto pubblico, la gestione delle smart grid con l’edilizia sostenibile? Apparentemente niente. Ma la prospettiva cambia se parliamo di Fondazione Politecnico di Milano e dei progetti seguiti da questa realtà nata nel 2003 per volontà dello stesso “Polimi” e di istituzioni pubbliche e aziende private, con l’obiettivo di sostenere la ricerca dell’Ateneo e di contribuire a innovare e a sviluppare il contesto economico, produttivo e amministrativo. Molti sono i progetti sviluppati, in diversi casi essi hanno a che fare con l’Ict, ossia le tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Nella gestione intelligente dei trasporti il più recente esempio è Motus (Mobility and Tourism in Urban Scenarios), presentato in occasione di Citytech Milano 2014. Per comprendere di cosa si tratta abbiamo incontrato Daniele Bignami, project manager Fondazione Politecnico di Milano.

Partiamo da Motus: cos’è, come entra in gioco la Fondazione e a chi si rivolge?

Motus è un progetto cofinanziato dal ministero dello Sviluppo economico e la Fondazione è partner per il suo sviluppo. Si tratta di una piattaforma di servizi diversi, ma non dedicati allo stesso fruitore, per la gestione della mobilità urbana. Per quel che riguarda i cittadini c’è un’applicazione quale Motus Rosso, testata col prototipo funzionante su Milano per supportarli nel caso di disservizio nel trasporto pubblico. Per esempio: se la metropolitana subisce un interruzione di servizio, Motus Rosso, in tempo reale – in base ai dati relativi alla congestione della rete di trasporto pubblico – consiglia l’utente su come reimpostare il proprio percorso. In più, è in grado di avvertirlo e di fornirgli opzioni sul mezzo di trasporto più idoneo, compreso anche il bike sharing e il car sharing, se è abbonato. Ci sono poi i servizi per l’utente-turista, che prevedono tutto ciò che può essergli utile: è il caso di Motus Giallo. Motus Blu è pensato, invece, per un altro tipo di fruitore: il gestore della viabilità e dei flussi di transito che, grazie all’analisi dei flussi di infomobilità e alla aggregazione dei dati, ha un quadro completo per decidere in modo tempestivo ed efficace come pianificare la mobilità e monitorare le situazioni critiche.

Motus è un progetto che ha nell’innovazione uno dei suoi punti di forza. Lo stesso concetto di innovazione è ben presente in diversi progetti portati avanti dalla Fondazione in diversi contesti. Possiamo illustrare i più recenti?

Parlando di energia, vale la pena descrivere il progetto approvato di recente nel programma Smart City nell’ambito di Regione Lombardia: Scuola (Smart Campus as Urban Open LAbs) sviluppato insieme ad A2A e ad altri partner, si preoccupa di trovare soluzioni per la gestione delle reti elettriche in un’ottica smart grid, ossia inserire “intelligenza” nelle reti elettriche ottimizzando gli impianti energetici. Sempre in tema di mobilità c’è Green Move: si tratta del primo progetto italiano di car sharing elettrico, in grado di gestire tutti gli aspetti, dalla distribuzione delle flotte alla ricarica dei veicoli. Tra i tanti progetti di partenariato che gestisce Fondazione, citerei anche Thesis Rail, sui trasporti ferroviari, concepito per sviluppare nuove vie rotabili in maniera tale da prevedere la possibilità di fare diagnostica in tempo reale, risparmiare energia, aumentare la sicurezza e, persino, introdurre contenuti multimediali. Per quanto concerne un altro impiego dell’Ict, stavolta combinato con le geoscienze, c’è Torcia (PiaTtafORma di gestione CollaboratIvA delle emergenze), un sistema di risk management in grado di analizzare in tempo reale le informazioni dei social network per gestire le emergenze.

La qualità della vita nel futuro sarà migliorata grazie alla gestione intelligente dei sistemi?

La gestione “smart” dei sistemi che sovrintendono tanti aspetti della nostra vita quotidiana può sicuramente apportare notevole efficienza dal punto di vista economico e del confort della vita. Tuttavia vanno considerati altri aspetti anche di natura pratica: un progetto interessante in questo senso è Sinergie attive, che intende sviluppare nuove tipologie di cementi fibro-rinforzati, contenenti fibre di vetro alcali resistenti, in grado di essere molto più adattabili nella costruzione degli edifici e migliorare le prestazioni al fuoco, la resistenza antisismica e integrare dispositivi senza creare discontinuità nell’edificio. Anche questo è un esempio di gestione integrata in cui non si trascura nulla, dal mattone alla fibra ottica passando dai biomateriali.

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