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Cesare Sciarra: correre fa bene, ma non esagerare

Praticato da uomini e donne di ogni età, il jogging è una delle attività più benefiche per la salute del corpo e della mente. Tutto ciò che bisogna sapere per mantenersi in forma dagli otto agli ottant'anni

di Giulia Cappelli
15 dicembre 2009

Cesare Sciarra, psicologo dello sportLo psicologo dello sport Cesare Sciarra va alla scoperta di pregi e difetti di quello che sembra essere lo sport più democratico del mondo.

Cominciamo con la domanda più importante, correre fa bene?

Si, correre è senz’altro un’ottima attività per la nostra salute e, soprattutto, un esercizio che non presenta particolari aspetti negativi. Gli accorgimenti sono semplici, è sufficiente utilizzare delle calzature adatte, facilmente reperibili in qualsiasi negozio di sport. e monitorare la propria frequenza cardiaca.

Se c’è, qual è la giusta frequenza cardiaca?

Se l’obiettivo è la salute si può eseguire un rapido calcolo, un po’ generico ma utile per calcolare la frequenza media indicativamente più adatta. Sottraendo a 220 l’età di ognuno di noi si ottiene la frequenza massima, calcolando il 60-70% della frequenza massima il risultato è la frequenza media (ad esempio per una persona che ha 46 anni: 220-46 (età) = 174, il 70%  di 174 (frequenza cardiaca massima) è 121,8.

Quali sono, nello specifico, gli effetti positivi della corsa sul nostro organismo?

In primo luogo correre favorisce l’angiogenesi, ossia la costruzione di nuovi vasi sanguigni a partire da altri già esistenti. Si tratta di un processo di fondamentale importanza in molti aspetti fisiologici quali la normale crescita del tessuto, lo sviluppo embrionale, la cicatrizzazione delle ferite o anche il ciclo mestruale. Altro aspetto interessante è che fare jogging aumenta la produzione di serotonina, un neurotrasmettitore monoamminico capace, tra le altre cose, di migliorare l’umore.
Inoltre, correre potenzia le nostre capacità aerobiche così da avere maggiore resistenza e capacità di adattamento che, con l’invecchiamento, tendono a diminuire.
Ovviamente, come qualsiasi altra attività sportiva, anche la corsa deve essere fatta senza esagerare.

Quand’è che una corsa è corretta e quando diventa “esagerata”?

Correre oltre i 20 kilometri, ossia superare quella che viene definita la mezza maratona, può essere dannoso. L’ideale è correre non più di un’ora al giorno e, se proprio si desidera andare oltre i 60 minuti, correre al massimo un’ora al mattino e un’altra ora la sera.

Quindi la maratona, abitudine sempre più in voga, è dannosa in realtà. Perché?

La maratona, a livello di organismo, non è adattiva ma massacrante. Questo perché in primo luogo produce uno stress fisico a causa dell’eccessiva produzione di radicali liberi, in secondo luogo perché ogni qualvolta il nostro corpo si trova a dover far fronte a uno sforzo o a uno stress eccessivo entra in catabolismo, ossia consuma eccessivamente le risorse di cui è dotato. Correre troppo a lungo produce anche stress ossidativo che causa l’invecchiamento cellulare.

Qual è secondo lei l’età migliore per iniziare a correre?

Partendo dal presupposto che correre fa bene a tutti, uomini e donne di tutte le età, sconsiglierei dei corsi di running per i bambini. Questo perché uno degli obiettivi della corsa è quello di migliorare la resistenza che, nei bambini, è già molto elevata. Credo che per loro sia meglio praticare sport che stimolino il divertimento. L’età migliore per iniziare con la corsa, a mio parere, sono i 20 anni.

Quali sono i luoghi in cui è meglio correre?Parliamo dei luoghi in cui è preferibile correre. Correre nelle aree verdi porta ulteriore beneficio? E al contrario correre in strada è dannoso?

Correre in un parco è sicuramente la cosa migliore, specialmente a Milano o in tutte quelle città con un’alta concentrazione di smog. Le piante emettono l’ossigeno e in questo modo l’aria che respiriamo è sicuramente migliore.
Qualora non avessimo possibilità di correre in un’area verde possiamo farlo in strada, lo smog nell’aria saremmo purtroppo destinati a respirarlo in ogni caso e non è giusto precludersi un’attività salutare come quella della corsa. E’ possibile però cercare di correre in situazioni favorevoli come ad esempio la mattina dove la percentuale di smog nell’aria è inferiore. Oppure si può sempre chiedere alle sezioni locali dell’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) che, tra le altre cose, possono fornire dati utili sull’inquinamento di un’area in un preciso momento della giornata.

Se a una persona semplicemente non piace correre, la camminata veloce ha comunque in buon effetto sulla salute?

Si, la camminata veloce è anch’essa un’ottima abitudine anche se la corsa è un allenamento migliore e permette di bruciare più grassi. L’ideale sarebbe praticare la camminata veloce nel momento in cui non si è allenati e poi proseguire con la corsa.

Esistono persone che della corsa hanno proprio una mania, perché? E’ possibile che scatti qualcosa di fisiologico?

Si, correre fa parte del nostro Dna e se non corriamo violiamo le regole del nostro genoma. La nostra conformazione fisica è perfetta per questa attività: la struttura degli arti inferiori, le braccia e anche il collo che bilancia lo spostamento in corsa ci rendono ideali candidati a svolgere questa attività. In più, valore fondamentale ha la serotonina: viene sintetizzata per coordinare lo sforzo braccia-gambe, ma nelle lunghe distanze produce un grande benessere. Chi corre vi si abitua e rinunciarvi è molto difficile.

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Una risposta a Cesare Sciarra: correre fa bene, ma non esagerare

  1. carlo

    io ho sperimentato la corsa in giovane età,la preferisco in zone di campagna anzichè in palestra perchè nei luoghi chiusi si è fortemente condizionati sia dall’ambiente che dai rumori che dalle sensazioni di stare in mezzo ad altri.In campagna la corsa è più primitiva quindi più salutare.Sono consapevole del fatto che la corsa fa bene al cuore e aiuta a produrre ormoni rigeneranti e poi favorisca la vascolarità.Spero di provare questa sensazione sin quando mi sarò consentito.ciao carlo

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