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Bambù: l'”acciaio” vegetale ideale anche per case low cost

Lo chiamano così per la resistenza e la versatilità ed è un materiale da costruzione che ha grandi chance di sviluppo anche nel nostro Paese. Come racconta un architetto che lo utilizza da sempre: Mauricio Cárdenas Laverde

Olivia Rabbi
29 luglio 2013

vetro versatile sostenibilità social housing riciclo resistenza progettazione consapevole Politecnico di Milano ossigeno nuovi materiali Mauricio Cárdenas Laverde legno Fuorisalone del Mobile formazione professionale ecostostenibile design Colombia collaborazione carbonio botanica bambù acqua acciaio vegetale abitazioni low costSfatiamo subito un luogo comune: il bambù non è sinonimo di edilizia esotica o mobile etnico di gusto orientale, ma un materiale che offre opportunità di ricerca e sperimentazione di alto livello architettonico e ingegneristico. E, parola di Mauricio Cárdenas Laverde, architetto nato in Colombia e dal 2004 titolare di uno studio professionale a Milano, si candida a diventare uno dei protagonisti dell’architettura contemporanea e futura. Il segreto per costruire con il bambù, secondo Cárdenas che con questo materiale lavora da anni, è conoscerne la natura e saperne valorizzare a pieno le caratteristiche meccaniche ed estetiche.

Senza dimenticare quelle legate alla ricaduta sociale, in particolare nelle regioni più povere del pianeta, che derivano dall’utilizzo di un prodotto naturale ed ecosostenibile facile da lavorare a basso costo. Un approccio che ben rispecchia il concetto di “Conscious Design”, progettazione consapevole, caro all’architetto di origine colombiana, che mette in un’unica cornice il rispetto dell’ambiente, la lotta ai gas serra e all’inquinamento e il contributo allo sviluppo delle aree svantaggiate.

I vantaggi di un perfetto prodotto della natura

 

Come mai ha scelto di lavorare con il bambù?

Prototipi in studioL’uso di questo materiale deriva dal mio percorso professionale e di formazione, legato anche alla mia tesi di laurea in Colombia, nella regione Cafetera: lì la pianta di bambù cresce spontaneamente, arrivando a dimensioni eccezionali (30 metri di altezza e diametro di 20 centimetri) e viene spesso utilizzata nelle costruzioni locali. Il fatto di vivere e lavorare in Italia mi ha permesso, poi, di approfondire anche altre tecniche costruttive basate su vetro, acciaio, terracotta e altri materiali. Sono due percorsi paralleli che a un certo punto si sono incontrati.

Tradizionalmente, il bambù è utilizzato nei Paesi dove la manodopera specializzata non è costosa, le tecniche di costruzione sono diffuse e le normative lo consentono maggiormente rispetto a quelle italiane. Ora il mio obiettivo è portare il bambù, prodotto perfetto della natura, al livello degli altri materiali più consueti, per esempio all’interno di sistemi costruttivi che utilizzano anche acciaio e vetro. Il bambù, in fondo, è considerato anche un sorta di “acciaio vegetale”.

Quali sono le caratteristiche di questo materiale?

Struttura architettonica con il bambùIl bambù ha il vantaggio di crescere molto velocemente anche alle latitudini europee, è la pianta che assorbe più ossigeno e carbonio durante il ciclo di vita, con le radici evita l’erosione del suolo, può essere utilizzato per produrre artigianato, design, architettura e costruzioni, finiture, è commestibile come vediamo nei piatti della cucina orientale.

È versatile ed esteticamente bello, personalmente non vedo perché non possa essere considerato utile anche nel contesto italiano, quanto il legno lamellare. In questa fase di maggiore sensibilità ambientale è ora che fra i materiali di riferimento rientri anche il bambù, io lavoro per questo.

C’è attenzione, su questo, da parte del mercato italiano?

Think green schizziIn Italia attualmente sono attivi vivaisti o importatori ma sono già coltivate anche specie locali di bambù nel Bresciano e in regioni come Liguria, Sicilia e Calabria, stiamo vivendo la stessa situazione del legno lamellare quindici anni fa, quando mancavano produttori nazionali e non esistevano normative specifiche, mentre oggi ci sono già aziende che mi stanno contattando perchè vogliono lavorare con questo materiale, e presto arriveremo a una scheda tecnica specifica.

Come tutte le novità poco conosciute servirà tempo per permettere ai committenti di imparare a percepire come un pregio anche i difetti naturali del bambù, come una macchia, una piccola fessura, un nodo. Inoltre lavorare con il bambù porta a modificare l’iter progettuale, perché le esigenze sono diverse e richiama consulenti non tradizionali, come gli esperti di botanica e di sostenibilità a tutto campo. Tenere conto delle tolleranze del bambù insieme con quelle degli altri materiali come vetro e acciaio cambia la mentalità e l’approccio alla progettazione.

Un’attenzione che io trovo molto gradevole, perché a differenza di un modo di lavorare frenetico per consegnare velocemente un progetto, magari già pronto e tirato fuori dal cassetto, lavorare con il bambù vuol dire continua creazione, miglioramento e ripensamento. Un boccata di ossigeno.

Come può essere usato nell’edilizia

 

È difficile lavorare il bambù?

 

Studio di soluzioni costruttive con il bambóInnanzitutto non parliamo di un albero, ma di una pianta particolare che fin dalla crescita e dalla selezione di quali fusti tagliare (da un’unica famiglia di origine) richiede una preparazione specifica e approfondita. Solitamente in tre anni le piante sono già mature per essere lavorate, anche se in Italia i tempi di crescita sono più lunghi e possono arrivare a dieci anni per le diverse caratteristiche climatiche rispetto ai Paesi asiatici.

Una volta tagliato deve essere essiccato, il metodo naturale sfrutta il sole con un’esposizione di tre settimane, e occorre proteggerlo da insetti e funghi con diversi tipi di trattamento, chimici o naturali. L’ideale è l’utilizzo di trattamenti naturali, anche se riducono in parte la durabilità che rimane comunque da 15 anni in su contro i 30 di quelli chimici, con esempi di edifici realizzati che hanno più di 150 anni.

Questo punto è molto importante per il lavoro dell’architetto: se si progetta una struttura che dura 20 anni anziché 40 si deve permettere che i pezzi siano sostituibili, quindi facilità di montaggio-smontaggio e leggerezza diventano molto importanti.

Un esempio di studio interessante applicato all’abitare?

Think green fuorisaloneAbbiamo studiato un sistema costruttivo per abitazioni low cost nei Paesi situati sull’anello tropicale del pianeta, dove si concentra la maggiore povertà. Dal taglio del fusto della pianta ricaviamo i moduli per le pareti, le travi a traliccio naturali, e i pilastri. A questi aggiungiamo la terra, altro materiale naturale, con la quale riempiamo i blocchi assicurando stabilità statica e ottimo isolamento termico e acustico.

Potrebbe essere immediatamente utilizzabile?

Basta un giardino di 9 metri quadrati di terra su tre dei quali coltivare il bambù che poi sarà utilizzato per la costruzione della casa. Con la crescita costante del bambù e la sua vendita è possibile incrementare nel tempo la dimensione del lotto di partenza, garantendo anche una autosufficienza economica.

Perchè fa risparmiare sui costi di costruzione

 

In Italia si parla molto di housing sociale per la costruzione di case a basso costo, il bambù può essere una risorsa anche in questo ambito?

Sicuramente. Anzi, bisogna considerare i nuovi edifici anche dal punto di vista della possibilità di uso del bambù, pensiamo a strutture orizzontali o solai collaboranti, ai pannelli portanti. Il bambù ha una fibra paragonabile a quella di carbonio per resistenza, per svilupparne il mercato basterebbe per esempio che le aziende produttrici di pannelli di legno dessero il via alla ricerca e sviluppo anche dei pannelli di bambù. Ma il problema resta soprattutto di approccio psicologico.

Lei ha sperimentato altri materiali inediti oltre al bambù?

Ho utilizzato l’acqua come involucro esterno per il progetto di un padiglione galleggiante sul Tamigi a Londra, nel 2008, con la consulenza della società di ingegneria Buro Happold: l’idea era di riciclare una chiatta e trasformarla in un dispositivo di potabilizzazione dell’acqua che la reimmette nel fiume a fine ciclo come una fontana.

All’interno trovano sede due piani espositivi, mentre le pareti esterne d’acqua sono contemporaneamente filtro acustico, protezione solare e, con acqua tiepida, fonte di climatizzazione interna. Un progetto ancora sulla carta ma per il quale siamo arrivati al livello esecutivo, quindi fattibile al cento per cento.

 

Padiglione londra sezione

 

 

 

 

 

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6 risposte a Bambù: l'”acciaio” vegetale ideale anche per case low cost

  1. enrico

    Come questo: foglio in listellare di bambù mm40 da 244×122 da Baldo Legnami (Milano), prezzato qualche mese fa, solo materiale senza trasporto e senza alcuna lavorazione: 565 euro? E’ questa la tua idea di low cost?

    • salve enrico
      no non è questa l’idea di low cost, purtroppo bisagna fare moltra attenzione a chi propone il bamboo a prezzi di solo interesse personale e altamente speculativo, lo stiamo dimostrando noi con l’idea nata più di quattro anni fà, con la creazione di una vera e propria filiera tutta italiana legata alla produzione di bamboo grazie agli innumerevoli aderenti al progetto chishima o mandake. se desideri informazioni scrivici a romodio@gmail.com, con mio disappunto trovo ogni giorno navigando in internet situazioni paradossali e inaccettabili legati alla vendita di sole canne di bamboo, quando poi del bamboo non si butta niente, foglie tronco e germogli sono una ricchezza che oggi stiamo sfruttando al fine di far conoscere i benefici della pianta ricca di silicio organico e anche benefici economici, in quanto bamboo italia network raccoglie e riconosce agli associati di filiera un prezzo di mercato al ritiro del prodotto.
      saluti

  2. Franco

    Vivo in Marocco ed ho un terreno dove vorrei costruire una casetta di 100 m2
    Potremmo sentirci su skype e poi vederci a Milano per capire se la cosa é fattibile?
    Mi piace molto la casa colombiana di un architetto che mi oare si chiami Coto
    Mio skype f.coraglia1

    Grazie

  3. angela

    Salve, vorrei sapere se in un terreno di metri 1260 è possibile costruire una casa in bambù, il terreno non è edificabile. Grazie

    Distinti saluti.

  4. edoardo

    buongiorno, è possibile avere un consiglio su come proteggere dall’acqua una struttura ( cupola) in bambù
    grazie

    saluti
    edoardo fioramonte
    3396284693

  5. danilo

    Salve, sono attualmente in Kenya e sono un accanito sostenitore del bamboo , ho intenzione di costruire un intero villaggio nei pressi di kilifi, malindi logicamente sto’ cercando piantagioni in loco dove reperire i bamboo , ma avrò’ bisogno anche di info sul trattamento e tecniche di costruzione. Se qualcuno potesse aiutarmi ne sarei veramente grato la mia e-mail danilo.alessi58@gmail.com

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