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Annarita Sabbatini: «Vi spiego cosa sono i multivitaminici»

La dietista dello IEO di Milano racconta quando è consigliato assumerli facendo attenzione alle etichette e ai dosaggi

Valentina Schenone
13 novembre 2014

Image by CorbisDa anni ormai si trovano anche sui banchi dei supermercati, oltre che nelle farmacie. E spesso gli esperti consigliano di assumerli nei casi di stanchezza e affaticamento fisico e/o mentale. Ma cosa sono i multivitaminici? E qual è il modo corretto di integrarli nella dieta quotidiana? Wisesociety.it lo ha chiesto alla dottoressa Annarita Sabbatini, Dietista Coordinatore dell’Unità Tecnica dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano.

Cosa si intende per multivitaminici?

Il Ministero della Salute definisce con la normativa che li disciplina (Direttiva 2002/46/CE, attuata con il decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 169) gli integratori alimentari come: “Prodotti alimentari destinati ad integrare la comune dieta e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali le vitamine e i minerali, o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, in particolare, ma non in via esclusiva, aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti di origine vegetale, sia monocomposti che pluricomposti, in forme predosate”. I multivitaminici rientrano in questo gruppo di prodotti.

Qual è la differenza tra quelli naturali e quelli sintetici? Hanno effetti diversi?

La scelta di una dieta varia e di cibi ricchi di nutrienti è di per sé la migliore strategia per la promozione di un corretto stile di vita e di salute, che comprende soprattutto la prevenzione delle malattie croniche. In letteratura ci sono alcune considerazioni contrastanti circa l’utilità delle supplementazioni e si ribadisce che, indipendentemente dall’età, un’alimentazione equilibrata e corretta combatte eventuali carenze di sali minerali e vitamine. Inoltre, da un recente riesame effettuato dall’OMS, risulta che l’effetto protettivo di un nutriente assunto sotto forma di alimenti non implica che l’assunzione di tale nutriente sotto forma di integratore abbia lo stesso effetto benefico.

Per chi sono indicati e per chi no? E qual è il loro corretto utilizzo?

Vi sono alcune situazioni in cui determinati nutrienti possono aiutare specifiche categorie di persone a soddisfare i propri fabbisogni, secondo gli standard previsti dalle Linee Guida scientificamente documentate. La Commissione Unica per la Dietetica e la Nutrizione Clinica del Ministero della Salute ha prodotto delle raccomandazioni sul corretto utilizzo degli integratori alimentari. Le raccomandazioni ministeriali hanno lo scopo di identificare le situazioni nelle quali un integratore può essere razionalmente suggerito e si articolano in 3 diverse sezioni: età pediatrica, durante la gravidanza e l’allattamento, nell’adulto e nell’anziano. Le raccomandazioni ricordano che in Italia, in mancanza di effettiva e dimostrata carenza di fattori nutrizionali, non appare giustificata l’assunzione generalizzata di integratori.

Image by CorbisHanno controindicazioni? Possono arrecare danni?

E’ necessario considerare che l’immissione in commercio di un supplemento è subordinata alla procedura di notifica dell’etichetta al Ministero della Salute. Una volta superata tale procedura, i prodotti sono inclusi in un apposito elenco con uno specifico codice, i cui estremi possono essere riportati nella stessa etichetta. A livello nazionale, le linee guida ministeriali sugli integratori alimentari contemplano una serie di disposizioni per quanto riguarda gli apporti di vitamine, minerali, aminoacidi, acidi grassi, fibra alimentare, probiotici. E’ tuttora in corso a livello comunitario la definizione dei livelli di apporto ammessi per le vitamine e i minerali, mentre non vi sono ancora riferimenti armonizzati per quanto concerne l’impiego degli altri nutrienti e delle sostanze di altro tipo.

Premesso questo, esiste un’evidente problematica sulla comprensione delle etichette e i consumatori non sono ben informati circa la sicurezza e l’efficacia dei prodotti che assumono. A fronte di questo esiste una certa preoccupazione sul fatto che l’uso disinformato di supplementi e improprio possa avere sulla salute dei consumatori un risvolto negativo e tutt’altro che benefico. Per ultimo, non certo per importanza, il caso emblematico del supplemento con carotenoidi e insorgenza di tumore al polmone. Negli anni scorsi tante ricerche hanno provato a dimostrare che i carotenoidi proteggono da questa patologia. Attualmente, dopo la revisione degli studi condotti sull’argomento, è stato emanato un verdetto negativo e senza appello. Le proprietà anticancro dei supplementi a base di carotenoidi, sono pressoché nulle.

Qual è e cosa dice il regolamento sui dosaggi? E’ garantita la sicurezza d’uso alle dosi consigliate?

E’ importante sottolineare che una sostanza, per poter essere usata in un integratore alimentare, deve aver fatto registrare in ambito UE un pregresso consumo significativo come prova di sicurezza. Se non ricorre tale condizione, la sostanza si configura come un nuovo ingrediente (“novel food”) o un nuovo prodotto alimentare ai sensi del regolamento (CE) 258/97 e, pertanto, un eventuale impiego anche nel solo settore degli integratori richiede una preventiva autorizzazione a livello comunitario. Inoltre, se il pregresso consumo è avvenuto con i soli integratori, l’aggiunta della sostanza agli alimenti porta comunque ad applicare a questi ultimi il regolamento (CE) 258/97 per la nuova situazione di consumo che si determina, da rivalutare in relazione all’aumento delle fonti disponibili della sostanza in questione e dei livelli di esposizione da parte dei consumatori.

I dosaggi indicati sulle confezioni, possono venire tranquillamente aumentati? Con questo utilizzo possono avere un effetto farmacologico?

No, ci si deve attenere ai dosaggi indicati e usare un dosaggio maggiore non significa obbligatoriamente che sia farmacologico.

Image by © 2/RunPhoto/Ocean/Corbis

Crede che il consumatore finale sia correttamente informato sull’uso dei multivitaminici? E il personale medico/sanitario?

Spesso il consumatore non è bene formato e a volte non si vuole informare. Alcuni studi rivelano che gli stessi pazienti non comunicano ai Medici l’uso di supplementi e, viceversa, i Medici non chiedono se vengono assunti degli integratori. I primi pensando che, comunicandolo, i Medici possano far sospendere l’uso. I secondi, perché non sono interessati o non li conoscono, quindi preferiscono lasciare l’argomento in sospeso.

Esistono studi secondo cui gli integratori multivitaminici servirebbero a poco, se non addirittura a nulla, nel prevenire le malattie, migliorare lo stato di salute e allungare la durata della vita. Cosa ne pensa?

Sono abbastanza d’accordo, anche se alcuni studi hanno dimostrato degli effetti positivi sulla salute. Però non sono sufficientemente confermati da poter far entrare i supplementi nella quotidianità. Credo che la supplementazione debba essere fatta se è presente uno stato conclamato di carenza o in condizioni particolari (pediatria, gravidanza, anzianità).

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