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Anna Dell’Isola: finché la noia non vi separi…

Piccoli tic che nascondono grandi problemi.Vivere bene la vita di coppia nonostante la routine della quotidianità è spesso un'impresa. Che sembra essere più o meno ardua secondo l'età. E voi chi pensate siano più affidabili: i ventenni o i quarantenni?

di Francesca Tozzi
11 aprile 2011

Anna Dell’Isola, psicologaAnna Dell’Isola, psicologa e psicanalista, è nata a Milano il giorno 11 settembre, data su cui lei stessa ama ironizzare definendosi “una catastrofe”. E di catastrofi ben se ne intende dato che si occupa da diverso tempo di problemi legati alla coppia, di tutte le età. Battitore libero in tutti i sensi, ha dalla sua la molta esperienza e il temperamento vivace: di certo non le mancano le parole, assennate, a volte pungenti, quando si parla di relazioni fra uomo e donna. L’abbiamo incontrata per farci spiegare se anche nella coppia esista una sorta di “stressometro” con il quale misurare i cortocircuiti tra maschi e femmine e quali sono i problemi più ricorrenti e stressanti nei rapporti a due.

Come si misura lo stress nella coppia?

 

Faccio una premessa: non si può generalizzare e per analizzare lo stress della coppia bisogna distinguere almeno tre fasce d’età e capire che i diversi approcci al rapporto si riflettono nella relazione e sono alla base dei problemi e della volontà o meno di affrontarli e risolverli.

Partiamo dagli over 50: sono cresciuti con un’abitudine mentale alla coppia, disposti a costruirla pur conoscendone la fatica; e così le coppie consolidate di quell’età sono capaci di accettare che stabilità e passione non coincidano. Cosa che non riesce a fare la generazione intermedia, dai 35 ai 45 anni, poco disposta al sacrificio e all’impegno che una relazione seria comporta. Le coppie di questa età tendono a essere infedeli un po’ perché le tentazioni si sono moltiplicate, anche grazie a Internet, un po’ perché sopportano a denti stretti la quotidianità: la routine e gli obblighi che comporta sono la prima fonte di stress e così l’infedeltà diventa un modo per evadere dalla gabbia, per alleggerire il peso. Al contrario vedo nei più giovani un ritorno di fiducia nella coppia e una forte idealizzazione della famiglia; hanno il senso del dovere e sono responsabili per cui quando trovano un partner tendono a essere molto affidabili e collaborativi nella suddivisione di ruoli e oneri.

Couple in love, album di pedrosimoes7/flickr

In base alla sua esperienza, quali sono le situazioni più stressanti nel quotidiano?

 

Le recriminazioni sono all’ordine del giorno. Potrà sembrare buffo ma la più frequente è legata al fatto che lui non porta mai giù la spazzatura, cosa che alla lunga porta lei all’esasperazione. Per cui quello che consiglio ai signori uomini è di non trascurare questo aspetto. Anche la tavoletta del water che rimane puntualmente alzata è causa di grande irritazione. Non lo è più il tubetto di dentifricio spremuto a metà, ma solo perché ormai è di plastica e flessibile. È chiaro che queste situazioni mascherano insofferenze ben più profonde: per la donna riflettono la scarsa attenzione dell’uomo alle necessità della casa, la percezione che alla fine è lei a doversi fare carico di tutto.

Ed è così?

 

Noi donne non amiamo delegare, ammettiamolo: preferiamo fare noi molte cose che pensiamo che il nostro partner non sia in grado di eseguire bene. Se le donne sono ipercritiche, gli uomini peccano però di arroganza per cui in una stessa situazione, per esempio, rughe e pancetta, lei corre ai ripari costi quello che costi, mentre lui si sente in diritto di cercare partner molto più giovani.

Facebook e i social network sono fonte di guai o di stress nella coppia?

 

Le “corna” virtuali sono diventate un altro degli sport nazionali. Non è detto che si traducano in un tradimento reale ma certo non aiutano la coppia: a nessuno fa piacere che il proprio compagno, uomo o donna che sia, passi intere serate in chat con un’altra persona stabilendo con lei un rapporto privilegiato e di confidenza. Poi vale la legge dei grandi numeri per cui i contatti sono così tanti ormai che è più probabile che l’incontro in Rete sfoci in un caffè e poi in altro ancora, sfondando la barriera del virtuale e andando fuori controllo.

Twitter vs. Facebook, album di cambodia4kidsorg/flickr

Che dice dello stress in camera dal letto?

 

Diciamo che nel sesso non c’è ancora la famosa par condicio: mentre l’uomo dichiara con disinvoltura le sue preferenze, la donna deve stare attenta a fare proposte e dare indicazioni su cosa le piace e non perché c’è il rischio che lui perda, diciamo, l’ispirazione. Se vuole vivacizzare il rapporto e renderlo più creativo e vicino alle proprie esigenze può cercare di farglielo capire in modo indiretto; se è troppo esplicita e disinvolta, e il rapporto non è caratterizzato da libertà e pari cultura sessuale, lei rischia di smorzare i suoi entusiasmi o di passare per una poco di buono. Ci sono poi quelle coppie di lunga data dove lui e lei hanno avuto nella vita un solo partner sessuale e che sono felici finché non scoprono l'”America”: di solito non sono molto esperte e vanno in crisi se dopo un incontro scoprono che si può fare l’amore anche in modo diverso. Allora sì che il quotidiano diventa stressante.

Crossed fingers, album di Katie Tegtmeye/flickr

Ma nelle coppie italiane c’è accordo sul come e quando fare sesso?

 

Dipende dai punti di vista. C’è una famosa sequenza del film Io e Annie dove Woody Allen intervista i due protagonisti usando l’artificio dello schermo diviso a metà: alla domanda “quanto sesso fate?” lei risponde “tantissimo, almeno tre volte alla settimana” e lui “quasi niente, non più di tre volte alla settimana”. È anche vero che nel sesso funzionano le più elementari regole della domanda e dell’offerta: se cresce la prima, cala la seconda ovvero più un partner lo chiede, più all’altro passa la voglia, e al primo viene sempre più.

Altre fonti di stress?

 

I problemi esterni alla coppia di oggi sono oggettivamente più pesanti. Tutti guadagnano di meno, il lavoro è precario, manca l’assistenza ai bambini: dal nido, che costa troppo, alla scuola. Con il mutuo da pagare, il lavoro che oggi c’è e domani forse no, i figli da piazzare non si sa bene dove, le fonti quotidiane di stress non mancano. Il malessere economico e sociale che stiamo vivendo non può non riflettersi sulla tranquillità e il benessere della coppia.

Che ne pensa delle coppie dove la donna sceglie un partner molto più giovane?

 

È tipico della fascia intermedia dai 35 ai 45 anni nella quale le donne italiane difficilmente trovano coetanei che abbiano voglia di impegnarsi in un rapporto serio e duraturo per via dei sacrifici e dei compromessi che impone. Ragion per cui o cercano un partner straniero o si buttano sugli over 50, oppure sui trentenni (e più giovani), entrambi maggiormente disposti ad accettare gli impegni di cui sopra e ad avere un approccio più serio e responsabile. Allo stesso modo gli uomini della fascia 35-45 preferiscono donne molto più giovani o molto più mature. Dietro a questa scelta c’è però spesso lo spettro del bilocale con figli da andare a prendere, lavatrici da fare, cene da preparare e il tutto finisce davanti alla tv. Mi spiego meglio: la predilezione per le situazioni “squilibrate” a scapito della coppia “normale” nasconde la paura e il rifiuto di una quotidianità che si percepisce come soffocante.

He and she, album di rolands.lakis/flickr

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Una risposta a Anna Dell’Isola: finché la noia non vi separi…

  1. Jose De Bona

    La vero, verità…

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