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Angelo Compare: ve lo misuro io lo stress

E' una vera malattia sociale e un importante fattore di rischio all'interno dell'ambiente di lavoro. Uno psicologo, consulente di circa 80 aziende italiane, ci spiega come ci si deve attrezzare. E come si potrebbe cogliere l'occasione per organizzarsi in modo più efficiente

di Sara Donati
3 febbraio 2011

Angelo Compare, docenteAngelo Compare, docente di Metodi e tecniche psicodiagnostiche presso l’Università di Bergamo, psicologo e psicoterapeuta, ha condotto importanti ricerche e pubblicato numerosi articoli scientifici sul tema dello stress da lavoro correlato. Lavora inoltre come consulente, aiutando le aziende a fissare buone regole di gestione delle risorse umane chepossano conciliare la produttività con il rispetto della persona. Seguendo circa 80 aziende italiane medio-grandi, ha sviluppato il protocollo BenessereAzienda-CDI (Centro Diagnostico Italiano) con cui certifica efficienza organizzativa e ottemperanza alla legge. Ha dunque maturato un’esperienza tanto teorica quanto pratica per avere un punto di osservazione privilegiato su come le aziende siano state sensibilizzate sullo stress da lavoro correlato: un tema che in molti Paesi europei è da tempo una priorità e a  cui l’Italia si sta avvicinando solo ora.

Perché è obbligatoria la rilevazione del rischio di stress in azienda?


La legge 626 si occupava solamente di sicurezza. Il Testo Unico 81 del 2008 fa di più, e indica le regole per la tutela della salute e della sicurezza del dipendente, imponendo alle aziende di rilevare se la propria organizzazione può produrre nel dipendente lavoratore una condizione di rischio per la salute, codificata come stress.

Man getting injured hand bandaged, Ocean/CorbisQuali rischi sono connessi allo stress in termini di sicurezza?


Lo stress cronico diminuisce l’attenzione, la concentrazione e la precisione, esponendo il dipendente al rischio di infortuni.

Come deve essere fatta una valutazione rigorosa dello stress da lavoro?


E’ necessario fare una valutazione che consideri degli indicatori oggettivi, ma anche la percezione che hanno i dipendenti dell’ambiente di lavoro in cui operano. Gli indicatori oggettivi sono, ad esempio, il numero di assenze per malattia, la percentuale di infortuni, l’assenteismo. Ma la vera valutazione viene fatta attraverso strumenti che rilevano la percezione soggettiva del dipendente, consentendo di quantificare il rischio da stress. Soprattutto attraverso questionari.

L’azienda viene considerata come un ambiente unico o come un insieme di micro-ambienti?


Un’azienda complessa è divisa in tanti micro-ambienti organizzativi, che corrispondono ai gruppi di lavoro. Un gruppo di lavoro è caratterizzato dall’omogeneità delle mansioni dei dipendenti e da uno stesso responsabile. La valutazione del rischio stress viene realizzata per ogni unità organizzativa, consentendo di creare una vera e propria mappa organizzativa dei rischi da stress lavoro-correlato.

Lo stress ha però una funzione vitale per le persone. Anche sul posto di lavoro è così?


Lo stress di per sé non procura un danno alla salute, se non quando raggiunge livelli elevati per lunghi periodi di tempo, portando ad una condizione di cronicità. Quando il legislatore parla di stress, si riferisce a questa forma cronica. Il giusto livello di stress permette alle persone di affrontare in modo adeguato le attività della vita quotidiana, anche nell’ambito lavorativo. Una precisa e rigorosa analisi di tipo quantitativo consente di poter individuare anche le aree organizzative con ridotta efficienza, mettendo in atto dei cambiamenti organizzativi che favoriscono l’espressione delle potenzialità dei gruppi, facendoli rendere al meglio.

Come si sono avvicinate le aziende italiane a questo tema, confrontandole per esempio con quelle europee?


All’estero l’attenzione alla tematica dello stress lavoro-correlato è maggiormente associata al benessere organizzativo e a come questo favorisca maggiori prestazioni e migliori performance. In Italia l’attenzione si è più spostata sull’ottemperanza alla legge. Se sfruttata adeguatamente, al di là dell’obbligo legislativo, la valutazione dello stress-lavoro correlato potrebbe rappresentare per l’azienda un’opportunità per prepararsi al meglio al mercato, migliorando la qualità dei processi produttivi.

Man in warehouse surrounded by boxes, overhead view, Ocean/Corbis

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