Wise Society : Moto elettrica, corre forte l’idea della startup italiana
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Moto elettrica, corre forte l’idea della startup italiana

Al via le prove su strada dei primi modelli della Lacama, veicolo elettrico su misura e a zero emissioni della startup Italian Volt: da 0 a 100 in meno di 5”

Andrea Ballocchi
13 settembre 2017

La moto cambia pelle e diventa elettrica. È la tendenza sintetizzata anche da ricerche di mercato: una delle quali, riportata da Global Market Insights, prevede un mercato specifico in grado di superare i 55 miliardi di dollari entro il 2024 con 60 milioni di unità (moto e scooter elettrici). Altre stime segnalano che nel 2018 il segmento degli e-scooter rappresenterà il 78% del mercato mondiale dei veicoli elettrici a due ruote: circa 4 milioni su un totale di 5,3 milioni di veicoli elettrici a due ruote. Se così sarà, la progressione in questi anni si preannuncia esponenziale. L’attenzione all’ambiente comincia a farsi strada e così un prodotto considerato fantascientifico, fino a qualche anno fa, ora è una realtà. Tangibile e già visibile sulle strade, anche quelle italiane, dove stanno circolando in questi giorni alcuni prototipi della Lacama, prototipo della Italian Volt, startup nata alle porte di Varese.

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Il modello di moto elettrica Lacama della start up Italian Volt green e a zero emissioni ma dagli alti standard di performance, foto: Italian Volt

UN’IDEA NATA DA ESPERTI E APPASSIONATI – I fondatori di Italian Volt sono tutti appassionati di moto. Due di loro – Nicola Colombo e Valerio Fumagalli – sono entrati nel Guiness dei Primati con il viaggio più lungo realizzato con una moto elettrica: nel 2013 hanno percorso l’intera Via della Seta da Shangai a Milano. «Questa esperienza ha fatto nascere il seme del progetto di Italian Volt, che è maturato e si è concretizzato grazie all’incontro con Adriano Stellino, un designer che ha collaborato con realtà automobilistiche del calibro di Lamborghini e Bertone. Durante una chiacchierata Adriano ha preso una matita e ha abbozzato l’idea che Nicola gli stava raccontando» spiegano i titolari. È nata così questa startup innovativa, società giovane, ma decisamente ambiziosa. «Vogliamo costruire e distribuire una moto elettrica unica nel suo genere, totalmente personalizzabile – illustrano Nicola, Valerio e Adriano – Vogliamo portare l’idea di mobilità a un livello ulteriore e costruito intorno all’esperienza del proprietario, in un continuo flusso di dati che permettono di migliorare costantemente esperienza e performance».

Italian Volt ha puntato da subito sulla ricerca, stringendo collaborazioni a vari livelli con i principali poli universitari del territorio, accomunati dalla identica passione per le moto e l’interesse per l’innovazione, non solo docenti, ma anche studenti. «Il nostro team si compone di figure di grande professionalità, ma abbiamo voluto accogliere anche delle risorse junior: vogliamo offrire loro gli strumenti necessari a completare il percorso formativo, ma anche mettere a frutto il loro entusiasmo», proseguono i fondatori.

SEGNALI DI CRESCITA – Ci sono molte aspettative sui veicoli elettrici. A parte la Tesla che ha, di fatto, rivoluzionato l’idea di trasporto, proponendo un diverso modo di concepire il veicolo, sono molte le aziende “tradizionali” stanno sviluppando progetti che prevedono lo sviluppo di soluzioni applicabili alla mobilità elettrica e ibrida. Gli stessi comproprietari della startup varesotta spiegano che anche i grandi player sono al lavoro: tra gli altri, anche BMW, Ducati, Honda stanno sviluppando la propria proposta elettrica. «Anche dal punto di vista legislativo e governativo si stanno facendo parecchi passi avanti, confortante perché questo dimostra una certa sensibilità della politica e delle organizzazioni nei confronti di una tendenza che pare inarrestabile: in Inghilterra pare siano previste nuove infrastrutture e incentivi, come in gran parte d’Europa».

Con la Cina, al momento, alla guida del boom elettrico, gli Stati Uniti e il Nord Europa seguono questo cambiamento. «Durante i primi 3 mesi del 2016 in Europa la vendita di auto elettriche è aumentata del 33%, ma l’Italia è ancora molto indietro su questo fronte – spiegano Nicola, Valerio e Adriano – il numero dei veicoli elettrici immatricolati, per ora i dati sono limitati alle auto, è circa lo 0.01% del totale, contro il 25% della Norvegia, o il 10% dell’Olanda. La discriminante è, ancora per l’Italia, soprattutto il prezzo. Ma, di giorno in giorno, anche in Italia aumenta il numero delle persone che sta maturando la giusta sensibilità».

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Moto elettrica: ancora molto pochi i veicoli circolanti in Italia, foto: Italian Volt

IN SELLA A UNA ELETTRICA – Ma ci sono differenze di guida tra una moto tradizionale e una elettrica? La risposta è univoca: «La differenza principale sta nelle sensazioni di guida. Banale da dire, ma alla guida di una moto con il motore a scoppio si sentono il rumore e la vibrazione del motore, gli odori della benzina e dell’olio. Con una moto elettrica invece le sensazioni sono completamente diverse, i rumori sono quelli dell’ambiente: le ruote sul terreno, il sibilo dell’aria mentre si guida, i suoni di quello che si sta attraversando. Con le dovute differenze, è analogo a quello che si prova quando si scia. È diversa anche la sensazione di stabilità del mezzo: una moto elettrica risulta più stabile perché il baricentro è spostato verso il basso e questo regala una maggiore sensazione di tenuta di strada. D’altra parte la coppia di una moto elettrica è significativamente più alta di quella di una moto normale. L’insieme offre un’esperienza di guida unica, entusiasmante». Quindi, la formula “e-moto” è destinata a piacere e parecchio ai motociclisti, anche quelli “duri e puri”. «La nostra moto si rivolge a dei veri appassionati – spiegano – La possibilità di potersi costruire la moto a propria immagine, la ricercatezza di ogni dettaglio, la possibilità di decidere insieme ai designer l’aspetto finale, fanno della nostra moto un puro oggetto del desiderio. Il nostro target è composto da persone molto attente a ciò di cui si circondano con una capacità di guardare al futuro in maniera critica. Ci rivolgiamo ad appassionati di innovazione e tecnologia, a persone con uno stile distintivo e ricercato».

Ma per chi pensa che sia un “gingillo” per agiati collezionisti si sbaglia: la moto fila che è un piacere: ci mette 4,6 secondi per raggiungere i 100 chilometri orari e può raggiungere una velocità massima di 180 km/h (autolimitati).

COM’È “VERDE” LA MIA MOTO – Oltre alla motorizzazione, di green ci sarà ben di più, promettono dalla startup: «ci impegniamo in una continua ricerca e ogni alternativa in futuro potrebbe essere prevista. Abbiamo preso in considerazione tanti aspetti a partire dalla corporate social responsibily (CSR) e la sua adozione in azienda. Questa comporta significativi impatti organizzativi. Anche l’alimentazione da fonte rinnovabile di tutto l’eco-sistema aziendale è un obiettivo di breve periodo. Nel medio periodo abbiamo dei progetti importanti in tal senso».

La moto, oltre che puntare su una scelta “a zero emissioni” avrà il suo punto di forza la completa personalizzazione. «Stiamo realizzando una moto che sia espressione della personalità e del gusto del suo proprietario, pur mantenendo inalterati gli standard di performance. Lo stesso nome della nostra moto lo rivela: Lacama sta per ‘La Camaleonte’. Adesso siamo consolidando la fase di pre-produzione e collaudo e apriremo le prenotazioni in autunno». Il prezzo di questo oggetto del desiderio? Dall’azienda fanno trapelare che il prezzo della moto partirà dai 35.000 euro.

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