Wise Society : L’associazione CanaPuglia rilancia la produzione della canapa
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L’associazione CanaPuglia rilancia la produzione della canapa

L'idea è venuta a un gruppo di giovani pugliesi che, tramite la loro associazione, hanno seguito la semina di 120 ettari di terreno. La canapa verrà utilizzata per vari scopi, dai tessuti ai materiali edili, dall'energia ai carburanti

Francesca Tozzi
18 giugno 2013

CanaPugliaNon tutti sanno che con la canapa italiana non solo si possono realizzare abiti “made in Italy” di qualità ed ecologici ma anche le case: la canapa, di cui siamo stati nel passato il secondo produttore mondiale, è versatilissima oltre che ecosostenibile. Per questo l’associazione CanaPuglia l’ha messa al centro di un progetto nato due anni fa ma già ben avviato: in aprile sono stati seminati circa 120 ettari di terreno sparsi per tutta la Regione; la canapa verrà usata per vari scopi, dai tessuti, ai materiali edili, all’energia, ai carburanti. Prima Capannori, poi la Puglia. Il Comune toscano ha creduto a questo materiale al punto che di recente il suo sindaco, Giorgio Del Ghingaro, si è visto assegnare il premio AbitareVerde per gli incentivi alle case ecologiche e alla coltivazione della canapa nel comparto produttivo. Capannori è famosa per la sua efficiente gestione dei rifiuti e per aver costruito le prime case ecologiche della Toscana in classe A+, destinandole all’edilizia popolare nel tentativo di rendere il territorio il più possibile green. Grazie alla coltivazione della canapa.

Prima di essere soppiantata dalle fibre sintetiche, preferite nella produzione su larga scala, e prima che ne venisse vietata la coltivazione – non parliamo del consumo – la canapa italiana era lavorata ed esportata in tutto il mondo. Oltre a fornire materia per i capi d’abbigliamento, era usata come combustibile e come antidolorifico.

Oggi la sua coltivazione è ripresa anche grazie a progetti come CanaPuglia. L’idea è venuta a un gruppo di ragazzi che ha usato gli incentivi regionali (i fondi del bando Principi Attivi) per fondare l’omonima associazione con l’obiettivo di favorire la coltivazione della canapa offrendo informazioni, consulenza e assistenza alle aziende coinvolte. Un esempio interessante di recupero di un’attività del passato da parte dei giovani.

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