Wise Society : “Green economy” fa sempre più rima con good economy
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“Green economy” fa sempre più rima con good economy

In Italia, dall'inizio della crisi, un'impresa su cinque ha fatto investimenti mirati alla sostenibilità e alla riduzione dei consumi energetici. 100,8 miliardi di euro di valore aggiunto nominale creato e 3 milioni di posti di lavoro sono i lusinghieri risultati, presentati dal rapporto "GreenItaly 2013. Nutrire il futuro" redatto da Symbola e Unioncamere

5 novembre 2013

green economyInvestire “green” conviene. Lo testimoniano i 100,8 miliardi di euro di valore aggiunto prodotto dalle 328.000 aziende italiane (il 22% del totale) che nel 2012 hanno investito in tecnologie green per ridurre l’impatto aziendale e risparmiare energia. Investire “green” crea lavoro: sono 3 milioni i lavori verdi e nel futuro il 61,2% di quelle destinate alla ricerca e all’innovazione saranno inerenti all’area green.

La verifica di quello che, giorno dopo giorno, diventa sempre più evidente anche agli occhi di chi non è interessato ai temi della green economy, arriva dal rapporto annuale GreenItaly 2013. Nutrire il futuro a cura di Symbola e Unioncamere giunto alla quarta edizione. A vincere la speciale graduatoria degli investimenti verdi è la Lombardia che con le sue oltre 60.000 imprese green è al primo posto in Italia seguita dal Veneto (30.670) e da Emilia Romagna e Lazio con poco più di 28.000 imprese. Appena poco sopra quota 20.000 si attestano Piemonte, Campania, Toscana e Puglia mentre poco al di sotto (19.760) c’è la Sicilia. A livello provinciale a comandare è Roma (20.450) seguita da Milano (18.400) e Torino (11.090).

Per quanto riguarda i settori di diffusione delle buone “pratiche” ci sono il comparto agricolo con il 49,1%, il legno-mobile con il 30,6%, quello della fabbricazione delle macchine, attrezzature e mezzi di trasporto al 30,2% seguito dall’alimentare che si attesta al 27,7%. Settori tutti quelli citati che sono strategici per la crescita dell’economia italiana che, tra ottobre 2008 e giugno 2012, ha visto crescere il fatturato estero dell’industria più di quello francese e tedesco.

Particolare non trascurabile per quelle aziende che non riconoscono ancora il valore degli investimenti sulla green economy, è l’osservazione della propensione alla penetrazione dei mercati esteri per chi ha scommesso sin dal principio sui valori della sostenibilità. Secondo il rapporto di Symbola e Unioncamere, infatti, il 42% delle imprese manifatturiere che fanno eco-investimenti esporta i propri prodotti contro il 25,45% delle altre.

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