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Il genio? E’ artigianato, tecnologia e condivisione

Sono molte le persone e realtà artigianali che, grazie al digitale e al Web, hanno messo in pratica la loro idea all’insegna della sostenibilità. Un libro le racconta

Andrea Ballocchi
12 gennaio 2018

Cos’è il genio? «È fantasia, intuizione, decisione e velocità di esecuzione», avrebbe risposto il Necchi, personaggio interpretato da Renzo Montagnani in Amici miei atto II del maestro Mario Monicelli. Ma questa definizione calza a pennello all’idea alla base di un libro che narra le storie geniali di artigiani italiani che, grazie alla tecnologia, sono riusciti a portare la loro idea alla realizzazione, condivisione e in diversi casi a creare realtà di successo. Gli esempi sono il cuore stesso di Sei un Genio! La rivoluzione degli Artigeni, artigiani e lavoratori dalle idee geniali, scritto da Giampaolo Colletti, manager della comunicazione e storyteller digitale (Hoepli editore).

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La copertina del libro “Sei un genio!” di Giampaolo Colletti che narra le storie geniali di artigiani italiani che, grazie alla tecnologia, sono riusciti a portare la loro idea alla realizzazione, condivisione e in diversi casi a creare realtà di successo

Ma tanto per capirci, l’artigenio può essere rappresentato da una famiglia di pastori sardi che si apre al web, facendo sì che i clienti online possano adottare una pecora a distanza e con una quota annua d’investimento si ricevono a casa venti chili di prodotti e si può monitorare online la pecora adottata.

SPIRITO DI COMUNITA’ E VISIONE DI RETE – Ma l’idea non esaurisce il valore dell’impresario virtuoso, perché da quanto si evidenzia nel libro gli Artigeni sono artigiani del fare comunità, manifestando così un forte valore legato alla sostenibilità sociale. Come sottolinea lo stesso autore: «Perché gli artigiani si possono definire sostenibili? Perché danno una chiave di lettura al territorio e quindi riescono a generare e a mettere a fattor comune delle professionalità. Ci sono storie che raccontano questa evoluzione, per esempio nuovi distretti che nascono». Ma queste idee, sostenibili a livello sociale, lo sono anche in senso economico? «Posso dire che la visione necessaria in questi casi è a medio termine, proprio per la mancanza di capitali disponibili. Però la strada è tracciata nel segno di mestieri tradizionali contaminati da tecnologie digitali, utili per vendere, dialogare o per innestare un cambiamento».

Non manca nemmeno l’ecosostenibilità in diverse di queste storie: per esempio l’impresa AquiLana di Valeria Gallese, 36enne abitante della provincia de L’Aquila. Una terra martoriata dal terremoto del 2009, che vede tanta distruzione e la nascita dell’idea imprenditoriale basata sull’allevamento di pecore, che pensa un modo per vendere la lana sporca, altrimenti votata alla procedura costosa di smaltimento, sotto forma di matasse sul mercato italiano.

MODERNO E NATURALE S’INCONTRANO – L’imprenditrice racconta il miglioramento della qualità che passa anche attraverso tecniche moderne di tosatura dolce e dalla scelta di adottare la pratica della pettinatura della lana, che permette una maggiore morbidezza del filamento. E poi il tocco davvero ecologico di tingere la lana a mano, impiegando elementi della natura e del territorio: radici, foglie, cortecce. Poi dall’imprenditorialità si è passati alla formazione, con l’avvio di una vera scuola di tosatura. Infine, il valore aggiunto di fare rete: l’idea di Valeria ha permesso a 54 aziende di famiglie specializzate nella lavorazione della lana di superare il trauma post sisma. Passano, nella descrizione di Colletti, diversi concetti, tra i quali quello della responsabilità sociale di impresa, un tema al centro del Salone della CSR e della innovazione sociale, dove l’autore ha presentato di recente il libro.

L’idea di mescolare web e condivisione di intenti è spesso presente in Sei un Genio! “A Bologna settemila cittadini hanno deciso di darsi da fare per ristrutturare il portico più lungo al mondo – scrive – E lo hanno fatto mettendo mano al portafogli. Insieme al comune hanno raccolto la cifra record di 338 mila euro grazie al crowdfunding, ovvero una colletta sul web. ”

CHI E’ L’ARTIGENIO – Ma quali sono le caratteristiche che rendono un artigiano un Artigenio? «Direi diversi parametri, legati alla differenziazione prodotto/servizio, quanti attori sono coinvolti nell’idea imprenditoriale, se è un’idea originale, se il prodotto è caratterizzato dalla verticalità, ovvero più vai in verticale, più ti distingui e trovi mercato. Poi occorre comprendere bene quale sia il target di riferimento e quanti possono attingere a quel prodotto/servizio».

Infine, qual è l’identikit dell’Artigenio? Il genere maschile e femminile sono equamente rappresentati, l’età tendente al giovane è però compensata con tanti esempi di persone mature, l’area geografica, pur tendendo al Nord Italia, conosce anche diverse realtà nel Sud. Perché il genio è ubiquo. Ma Artigenio si può diventare. Come lo spiega lo stesso Colletti nei dieci passi necessari: avere disponibilità all’ascolto del mercato e della Rete, segmentare la fascia di utenza e verticalizzare il prodotto, saper dialogare e mettersi in confronto, essere capaci di stupire, lavorare armati di smartphone, saper coinvolgere, saper essere attrattivi online e offline, legare passato e presente valorizzando la tradizione, aprirsi ai mercati in modo fisico sul proprio territorio o in Italia e in maniera virtuale nel mondo, essere in grado di offrire prodotti e servizi in grado di fare la differenza.

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