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Ecosia, il motore di ricerca che contribuisce alla riforestazione

Il social business fondato nel 2009 in Germania da Christian Kroll investe l'80% dei ricavi pubblicitari nella piantumazione di alberi in tutto il mondo

Maria Enza Giannetto/Nabu
27 marzo 2018
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Il team di Ecosia motore di ricerca che da 9 anni si occupa di riforestazione e pianta alberi con i suoi introiti pubblicitari.

Contribuire alla riforestazione del pianeta mentre si fanno ricerche su internet. È questo lo scopo, che da 9 anni, persegue Ecosia, motore di ricerca che pianta alberi con i suoi introiti pubblicitari.

Ideatore del motore di ricerca verde è Christian Kroll,  studente di Economia a Norimberga che, a 25 anni, decise di viaggiare per il mondo cercando ispirazione per ideare un business con attenzione al sociale. Durante il suo viaggio, lo studente tedesco s’interessò di riforestazione e decise di avviare un progetto ecologico per la salvaguardia delle foreste.

Così Kroll, oggi amministratore delegato, nel dicembre 2009 a Wittenberg in Germania fonda, in associazione con Bing, Yahoo ed il WWF, Ecosia. All’inizio dell’avventura, non sono mancati i dubbi sull’anima green del progetto, anche per questo l’azienda ha da subito lavorato molto sulla trasparenza, pubblicando report mensilmente e ottenendo persino la certificazione di B-Corporation da da B Labs rilasciata alle aziende che rispettano alti livelli di sostenibilità ambientale e sociale.

Oggi l’azienda ha sede a Berlino, circa 20 dipendenti e conta più di 7 milioni di utenti attivi. I dati sui fondi investiti, l’80% dei suoi ricavati (quasi sette milioni ad oggi) e sugli alberi piantati sono costantemente aggiornati e visibili sull’homepage del sito. Il progetto, che in media finanzia un nuovo albero ogni 50 ricerche (in questo periodo addirittura un albero ogni 1,1 secondi) e ha progetti di riforestazione in Perù, Nicaragua, Tanzania, Indonesia, Burkina Faso e Madagascar, con l’ambizioso obiettivo di riuscire a raggiungere un miliardo di nuovi alberi nella foresta atlantica entro il 2020.

«Se pianti un albero – si legge sul sito – , puoi contribuire a combattere i cambiamenti climatici, a far ripartire il ciclo dell’acqua, a trasformare i deserti in foreste fertili e a fornire cibo, lavoro, educazione, assistenza medica e stabilità politica ed economica».

Ecosia è quindi un “social business”: il successo si misura in base all’impatto positivo che si ottiene sulle persone e sull’ambiente. La sua missione è, quindi, quella di “coltivare concretamente un mondo più sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico”. «Per Ecosia – riporta, ancora, il sito – il benessere delle persone viene prima della massimizzazione del profitto. Crediamo che diversità, giustizia e pari opportunità siano le chiavi per la soluzione dei problemi mondiali più urgenti».

Il fatturato aziendale si genera tramite i proventi pubblicitari delle ricerche effettuate dagli utenti e, grazie alla tecnologia sviluppata da Yahoo, i risultati della ricerca con il motore di ricerca green includono pubblicità che generano guadagni attraverso i clic degli utenti stessi. Inoltre, nelle ricerche compaiono dei link affiliati, denominati Ecolinks, che consentono agli utenti di generare donazioni attraverso gli acquisti online. Le aziende dei link affiliati online pagano a Ecosia fino al 5% degli acquisti effettuati sul loro sito.

L’impegno per la sostenibilità di Ecosia non è solo legato ai fondi. Il motore di ricerca è CO2 neutrale, ovvero in grado di “neutralizzare” il 100% delle emissioni causate dal server, dall’infrastruttura, dagli uffici e dai dispositivi degli utenti attraverso progetti di compensazione del carbonio attuati dal partner myclimate.

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