Wise Society : È italiana la app che aiuta a risparmiare sulla spesa
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È italiana la app che aiuta a risparmiare sulla spesa

Si chiama Risparmiosuper ed è stata inventata da Barbara Labate, una delle 50 donne più hi-tech d'Europa. Inserendo la lista dei prodotti si sa dove si spende meno

Mariella Caruso/Nabu
30 gennaio 2017

 

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Contro il caro spesa: Barbara Labate, 40 anni, è la fondatrice di Risparmiosuper ed è tra le 50 donne più hi tech d’Europa

Quando, 17 anni fa, Barbara Labate arrivò a New York per prendere il suo Master in Business communications alla Columbia University non avrebbe mai pensato che la sua difficoltà a far quadrare i conti avrebbe fatto la sua fortuna. Fu in quel periodo di ristrettezze, «i prezzi newyorkesi non sono abbordabili per nessuno, per una studentessa squattrinata come me erano insostenibili», che nella mente dell’imprenditrice siciliana, oggi 40enne, cominciò a balenare l’idea di mettere a punto un sistema che confrontasse i prezzi dei supermercati per sapere quale fosse il più conveniente dove andare a fare la spesa. Quel sistema oggi esiste, si chiama Risparmiosuper, è fruibile tramite computer o scaricando l’omonima app in ambiente Android o dall’Apple Store e, oltre a permettere annualmente a una famiglia media di risparmiare circa 1.000 euro sulla spesa, ha fatto entrare Barbara Labate nella prestigiosa lista Inspiring Fifty, ovvero le 50 donne più tecnologiche d’Europa.

COME FUNZIONA – «Alla base del nostro sistema c’è la geolocalizzazione – spiega Labate -. Conoscendo la posizione di un utente, Risparmiosuper è in grado di comparare le offerte dei supermercati della zona e informare su quale sia il più conveniente. Chi utilizza il nostro sito o la nostra app può dare un’occhiata ai volantini, confrontare il prezzo di un singolo prodotto o inserire tutta la sua lista della spesa. In quest’ultimo caso la app individuerà il punto vendita nel quale l’ammontare del conto della spesa è inferiore». Naturalmente la lista della spesa potrà essere generica, con la app che si rifarà al prezzo più basso per un prodotto di quella tipologia (ad esempio biscotti per colazione), o specifica con l’esatta indicazione della marca del prodotto da mettere nel carrello. A fornire i dati con i quali funziona la app, nella maggior parte dei casi sono le stesse catene. «Il grosso del nostro lavoro consiste nell’inserimento dei dati perché una buona parte delle informazioni che ci necessitano per il funzionamento della app sono già on line – continua Labate -. La presenza fisica dei rilevatori di prezzo è ridotta all’osso anche perché ci sono piccoli centri dove, esistendo una sola catena, la comparazione è pressoché inutile».

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Risparmiosuper è una app che permette di risparmiare annualmente 1000 euro sulla spesa

SOSTENIBILITA’ – Anche se non si tratta di un sistema che mette al centro la sostenibilità in senso stretto, anche Risparmiosuper dà il suo contributo al benessere del pianeta e, in particolare, dell’Italia che è il Paese nel quale oggi è attiva. «Intanto ormai quasi tutti possediamo uno smartphone, quindi utilizzando la funzionalità che permette di consultare i volantini è possibile per i punti vendita stamparne meno risparmiando carta», fa notare Labate. È anche possibile risparmiare tempo da dedicare ad altre attività perché la scelta del posto dove andare a fare la spesa è immediata. «Nulla osta, inoltre, di compilare la propria lista della spesa inserendo prodotti bio e di alta qualità – aggiunge – ed esiste una specifica sezione dedicata ai prodotti senza glutine e senza lattosio».

L’IMPRENDITORIA IN ITALIA – Sede commerciale a Milano, sede legale a Catania dove lavorano gli sviluppatori, la società che gestisce “Risparmiosuper” unisce l’Italia, ma sottolinea Labate, «non credo che sarebbe nata se non io non avessi studiato e fatto esperienza all’estero. Se fossi rimasta a Messina, la città dove sono nata e dove mi sono laureata in Scienze politiche, non avrei avuto l’apertura mentale per mettere su l’azienda (che oggi ha a libro paga 20 persone, nda). Andare negli Stati Uniti mi ha aiutato ad allargare gli orizzonti sia per le modalità di reperimento dei fondi, sia per i servizi da offrire. Era il 2003 e in Italia non esistevano gli incubatori di imprese e si usavano soltanto gli sms, negli Usa imperavano i Blackberry. Non è un caso che la mia prima azienda, precorittrice di Risparmiosuper, è stata l’offerta di servizi tecnologici a valore aggiunto per la telefonia come suonerie e immagini».

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