Wise Society : A Dubai il lusso sostenibile è possibile
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A Dubai il lusso sostenibile è possibile

Lo sostengono Anthony e Patrick Chalhoub, co-CEO dell'omonimo colosso del lusso nei paesi del Golfo con oltre 600 negozi e 11mila persone impiegate.

18 giugno 2015

Image by © Jon Arnold/JAI/CorbisChi lo ha detto che lusso e sostenibilità non siano compatibili? E che addirittura il primo non possa influenzare positivamente il secondo? A dimostrarlo il documento “Luxury in the Gulf: a sustainable future?” del Gruppo Chalhoub, colosso degli Emirati Arabi Uniti e partner delle più grandi griffes mondiali per il Medio Oriente e i paesi del Golfo con oltre 600 negozi e 11mila persone impiegate in 14 Paesi.

Tra i punti principali del documento, la convinzione che lusso e sostenibilità non sono in conflitto ma sono legati da valori come tradizione, storia, artigianalità e qualità e che la sostenibilità sia radicata nei valori sociali della regione così come lo sono le imprese famigliari. Una sfida per una regione tra i principali fornitori di energia del mondo e grande consumatore di energia a livello globale ma che registra uno dei tassi di disoccupazione giovanile più elevati di tutto il mondo. Del resto qualche importante tentativo di dar vita a progetti sostenibili si è registrato. Come nel caso della costruzione di due delle più grandi eco-città al mondo: Masdar City ad Abu Dhabi, una città a bassa emissione di carbonio e ‘zero rifiuti’ e Desert Rose a Dubai. Il gruppo ha adottato già nel 2009 un primo progetto Chalhoub Impact, nel 2013 ha ricevuto il Csr Award dalla camera di commercio di Dubai, lo scorso anno ha aderito all’iniziativa Global Compact dell’Onu e ha presentato quest’anno il suo secondo bilancio di sostenibilità, redatto secondo i più avanzati criteri di reporting (il G4 della Global Reporting Initiative). «La prima sfida – hanno spiegato i due co-CEO Anthony e Patrick Chalhoub – è ancora quella di riuscire a cambiare la mentalità, in ottica sostenibile non solo all’interno della nostra azienda. Il nostro obiettivo è di lavorare con il settore sia pubblico che privato al fine di cambiare la mentalità nella nostra regione. Abbiamo già avuto modo di testimoniare un’evoluzione nelle mentalità tra i nostri membri del team, nel settore privato, nella visione del nostro governo e persino a livello dei consumatori. Pensiamo che il viaggio sia ancora lungo ma è certamente un percorso promettente per un miglior futuro per tutti».

 

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