Wise Society : 10 indicatori per una sostenibilità aziendale reale e credibile
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10 indicatori per una sostenibilità aziendale reale e credibile

Quanto pesano davvero nei bilanci delle aziende impatto ambientale e gestione delle risorse umane? Istat e Csr manager network hanno messo a punto dieci indicatori statistici per misurare la sostenibilità delle imprese

Francesca Tozzi
27 settembre 2013

indici sostenibiliSempre più imprese si proclamano sostenibili e mettono in bilancio questa voce. La sostenibilità, d’altra parte, si sta a ragione conquistando l’attenzione della gente e dei media come unica via per la produttività nel prossimo futuro.

Ma i consumatori come possono sapere se dietro l’etichetta c’è della sostanza e, soprattutto come possono scegliere il prodotto più sostenibile tra quelli presenti sugli scaffali dei supermercati? Finora la soggettività in termini di rendicontazione ha ridotto la possibilità di procedere a confronti interaziendali.

Per questo Istat e Csr manager network, l’associazione dei responsabili delle politiche di sostenibilità delle maggiori aziende italiane, hanno messo a punto alcuni indicatori statistici per misurare la sostenibilità delle imprese.

Uno di questi riguarda la produttività ed è il valore economico diretto complessivamente generato e distribuito dalle singole aziende. Gli altri riguardano o l’impatto ambientale – consumo diretto di energia suddiviso per fonte energetica primaria; spese e investimenti delle imprese per attività di protezione dell’ambiente, suddivise per tipologia; emissioni totali dirette ed indirette di gas ad effetto serra – o l’ambito della gestione delle risorse umane – composizione dei dipendenti per tipologia di contratto di lavoro; turnover del personale e tasso di nuovi dipendenti assunti; ore medie di formazione annue per dipendente; rapporto dello stipendio base di uomini e donne; tasso di rientro post-maternità; numero di violazioni per discriminazioni sul luogo di lavoro.

Nel complesso 10 indicatori di sostenibilità, ulteriormente raccordati con i dati della statistica ufficiale, da riportare nei bilanci volontari delle imprese. Indicatori che, se venissero adottati da tutte le realtà produttive che arrivano sul mercato dicendosi sostenibili, consentirebbero per la prima volta di misurare e comparare le performance ambientali, sociali e di governance delle aziende italiane. Aggiungendo alla qualità e alla sicurezza un valore che potrebbe aumentarne la competitività in Italia e all’estero. Come ha sottolineato Fulvio Rossi, presidente del Csr manager network, l’utilizzo di indicatori oggettivi e confrontabili “è importante per stimolare la tensione al miglioramento delle singole imprese e, soprattutto, è la strada maestra per rendere credibili le iniziative di sostenibilità delle imprese agli occhi dei consumatori, degli investitori, delle istituzioni e dei cittadini in generale”. Hanno contribuito alla realizzazione del progetto alcune grandi imprese italiane che hanno partecipato alla definizione del set di indicatori: Autogrill, Bureau Veritas, Enel, Generali, Hera, Holcim, Obiettivo Lavoro, Pirelli, San Pellegrino, Terna, Unipol, Vodafone e Gucci.

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