L’Arte del Vivere con Lentezza Onlus
L'Arte del Vivere con Lentezza Onlus è un progetto nato nel 2005 per riflettere su cambiamenti possibili e duraturi, in un mondo in trasformazione rapida e imprevista. Il rallentare deriva da una visione, significa adottare e proporre, a partire dal proprio quotidiano, soluzioni che reggano nel tempo e che innestino un'inversione nella vita, profondendo impegno e passione, sapendo di essere pianeti dell'intera costellazione umana. Dopo più di 10 anni siamo anche cohousing diffuso e luogo di meditazione.
Numero Zero: la redazione delle Risorse Umane.

L’Arte del Vivere con Lentezza Onlus opera in vari settori proponendo a cittadini, aziende, scuole, università e amministrazioni progetti nel campo della formazione e dell’istruzione. Dal Gruppo di Lettura ad Alta Voce (che quest’anno fa parte della giuria del Libro dell’anno, della trasmissione Fahrenheit, Radio Rai3) nella Casa Circondariale di Pavia, è nato Numero Zero, foglio culturale mensile, ospitato dal settimanale della diocesi Il Ticino (4000 copie) che affronta dal punto di vista di chi sta dentro, senza vittimismi, temi specifici e non, di quella realtà. Lavorare in una redazione che si rinnova continuamente, obbliga a trarre ispirazione e a operare con flessibilità e fantasia nelle difficoltà. In questo siamo confortati dai miglioramenti delle persone che si affacciano a un cammino di cambiamento. Nasce così una banca di talenti che vive di passione e impegno. In seguito a questa esperienza, nella Casa Circondariale di Piacenza abbiamo riavviato la Biblioteca maschile e femminile e un gruppo di lettura nella sezione “protetti”. Il fenomeno della recidiva può essere contrastato dando fiducia e strumenti per il dopo, anche con piccole iniziative come l’insegnare a rilegare libri o produrre agende. Un filo di continuità lega Pavia e Piacenza a Jaipur (India) dove con il progetto Scuoline sotto l’albero, lavoriamo in alcune baraccopoli in partnership con realtà locali, per consentire l’accesso all’istruzione di bambine e bambini, che non potrebbero godere di questo diritto elementare e per favorire la nascita di piccole realtà economiche di donne che si possono rendere autonome dai mariti e dall’accattonaggio.