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Dieci regole per scegliere bene la carne

Le regole d'oro per scegliere il pezzo migliore

Francesca Tozzi
25 maggio 2012

Carne sì, carne no. C’è chi la ama alla follia, chi la demonizza, chi ne consiglia un consumo moderato. Quello che fa la differenza, però, è sempre la qualità della carne che andiamo a mangiare dal punto di vista dei nutrienti e della sicurezza. Ecco qualche dritta per scegliere il pezzo migliore.

  1. Quando comprate un petto di pollo o di tacchino non fatevi incantare dal pezzo dal colore più intenso perché potrebbe essere il risultato di un’alimentazione addizionata con i carotenoidi.
  2. Tastate la superficie della carne e scegliete quella con la muscolatura più sviluppata, consistente e aderente alle ossa: di solito è segno che l’animale è stato allevato bene e in spazi ampi.
  3. L’indicazione “classe A”, se presente, rappresenta un valore aggiunto.
  4. La carne italiana è da preferire per la sostenibilità data dalla filiera corta e per la maggior sicurezza garantita dai controlli del servizio veterinario del Ministero della Salute. Il bovino deve essere nato, allevato e macellato in Italia per essere sicuri che non abbia subito stress da trasporto e alimentazioni forzate. Nel caso del pollo non è necessario indicare l’origine ma in Italia non si sono mai verificati casi di malallevamento.
  5. La data di scadenza fa fede ma non tiene conto delle condizioni in cui la carne è stata trasportata, frollata e conservata, tutti fattori che potrebbero accelerarne la deperibilità. Meglio acquistare sempre pezzi posizionati indietro a scaffale e che scadono il più tardi.
  6. La carne non va tenuta in frigo più di 3-4 giorni per il bovino e più di 1-2 giorni per il pollame.
  7. Nella carne trita già preparata nelle confezioni del supermercato presenta una possibilità di contaminazione da germi direttamente proporzionale alla superficie esposta all’aria durante la preparazione: meglio quindi acquistare un pezzo intero e farselo tritare al momento dal macellaio.
  8. Se muovendo la confezione di un taglio di carne bovina notate che intorno c’è molto liquido scegliete un altro pezzo: può indicare una cattiva lavorazione o il fatto che sia stata scongelata o idratata con ormoni.
  9. I tagli magri sono adatti alle cotture veloci mentre per stufare, bollire e brasare meglio orientarsi su tagli meno nobili ma più saporiti.
  10. Il taglio deve sempre essere perpendicolare alle fibre muscolari e mai longitudinale altrimenti il pezzo rimane duro in cottura.

Foto di bitslammer/flickr

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