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Fukushima: in un libro 100 domande sul nucleare

Francesca Tozzi
7 marzo 2012

Foto di Luigi Rosa/flickrÈ passato quasi un anno dal disastro giapponese di Fukushima, dallo tsunami che in quel 11 marzo ha distrutto le coste giapponesi danneggiando la centrale nucleare con effetti ad oggi non ancora del tutto valutabili. È un enigma.

Enigma nucleare è, non a caso, il titolo che i giornalisti scientifici Luca Carra e Margherita Fronte hanno dato al loro ultimo libro dedicato a questo tema difficile: con cento domande e risposte il lavoro esplora il groviglio di temi che gravitano attorno all’energia nucleare: la fisica dell’atomo, la biologia delle radiazioni, pile e bombe atomiche, trattati internazionali, bidoni di scorie, rinnovabili, cambio climatico e un po’ di conti economici che non possono mancare.

In Italia, gli effetti dell’incidente sono stati trascurabili per via della lontananza della centrale e delle quantità di radioattività rilasciata in atmosfera. La rete di monitoraggio delle Agenzie di protezione ambientale misura quotidianamente la radioattività proveniente da Fukushima. Si è potuto per ora misurare lo iodio 131, presente – soprattutto nell’Italia del Nord – in tracce. La contaminazione non indifferente del tratto di mare prospiciente la centrale giapponese ha sicuramente interessato la flora e la fauna locale, ma non ci sono conseguenze che riguardino l’Italia. Quanto al pesce, va tenuto presente che il Giappone è consumatore di pescato del Mediterraneo, ma l’Italia sostanzialmente non consuma pesce proveniente dal Giappone.

L’enigma che ci troviamo davanti rimane però sempre lo stesso: l’energia nucleare ci conviene? È davvero una valida alternativa alle energie esistenti?. Il libro, edito da Scienza Express, cerca di rispondere a queste domande attraverso considerazioni sulla situazione italiana e internazionale. Per quanto riguarda il nostro Paese, ad esempio, si sa che a meno di 250 chilometri dai nostri confini ci sono ben 13 centrali, alcune delle quali molto vecchie, e che inoltre l’atomo ci ha lasciato 75.000 metri cubi di scorie ancora da smaltire. Sullo sfondo la necessità di trovare alternative al petrolio valide anche da noi, perché, come spiegano gli autori, «l’energia elettrica in Italia costa il 30% in più rispetto alla media europea, ed è un lusso che non ci possiamo più permettere». Enigma nucleare, agile e pratico nella forma, è un compendio che cerca di dare delle risposte senza nulla per scontato.

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