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La telemedicina sale in alta quota

Inaugurata in Valle d’Aosta una postazione sperimentale di teleconsulto e telemedicina rivolti a residenti, turisti, sportivi e professionisti della montagna

Andrea Ballocchi
6 settembre 2017
telemedicina, alta quota, assistenza sanitaria

Tra le finalità del progetto lo sviluppo dell’assistenza sanitaria basato su un servizio di telemedicina e teleconsulto virtuale rivolto agli abitanti delle valli laterali, turisti, escursionisti, alpinisti, foto: Regione Valle D’Aosta

Lassù sulle montagne… arriva la telemedicina. L’innovazione tecnologica sale in quota per curare e prevenire patologie legate all’elevata altitudine. Il mal di montagna sarà il principale aspetto cui saranno rivolti i servizi sanitari, ma attenzione particolare sarà anche rivolta alle medicazioni per il trattamento dell’assideramento. Inoltre, verrà realizzato uno studio rivolto alle risposte fisiopatologiche all’alta quota e uno genetico legato alla prestazioni degli atleti che partecipano a “ultra maratone” come il Tor des Géants o l’Ultra Trail du Mont-Blanc.

Da casermetta militare a presidio medico – Tutto questo è partito ufficialmente in Valle d’Aosta con l’inaugurazione al Col de la Seigne, in Val Veny (Courmayeur), della postazione sperimentale di teleconsulto medico alla Casermetta dell’Espace Mont-Blanc, a 2.365 metri di altezza, posta sul percorso escursionistico del Tour du Mont-Blanc, che tocca Italia, Francia e Svizzera. In questo edificio dell’ex demanio militare viene gestito, con l’ausilio di un’infermiera, un servizio di teleconsulto per tre giorni alla settimana fino a metà settembre. L’innovativo progetto dedicato alle nuove tecnologie di telemedicina a favore del sistema sanitario valdostano, oltre alla ex casermetta, viene attuato ai rifugi Torino, Arbolle e città di Mantova, oltre che a Cogne nel presidio sanitario dell’Azienda sanitaria locale. L’obiettivo è estenderlo anche in altri rifugi alpini.

IL PROGETTO E-RÉS@MONT ANTI SPOPOLAMENTO- Tutto questo è parte del progetto E-Rés@mont, un progetto finanziato dal programma Alcotra, il cui obiettivo è aumentare la sicurezza sanitaria in montagna attraverso lo sviluppo, il perfezionamento e la promozione di servizi di medicina di montagna “innovativi e di prossimità” e rivolti a residenti, turisti e professionisti della montagna, come spiegato in una nota. L’idea alla base del progetto non è solo rivolta a prevenire e curare mali riguardanti i turisti o gli sportivi che transitano nelle zone d’alta quota, ma a rinforzare i servizi sanitari dei territori più isolati, contribuendo a contrastare lo spopolamento delle aree periferiche, “migliorando così l’attrattività dei territori e favorendo, al contempo, un auspicato maggior afflusso turistico”, è l’auspicio degli organizzatori del progetto, i cui partner sono Fondazione Montagna sicura, l’Azienda sanitaria locale della Valle d’Aosta – capofila – il Cnr di Pisa, l’istituto francese Ifremmont di Chamonix-Mont-Blanc e si avvale della cooperazione di due partner svizzeri del Cantone Vallese.

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Contro il mal di montagna arriva la telemedicina, foto: Regione Valle D’Aosta

IL MAL DI MONTAGNA SI CONOSCE CON LA APP – Le finalità del progetto sono diverse; tra queste lo sviluppo e verifica di un modello di assistenza sanitaria basato su un servizio di tele cooperazione e teleconsulto virtuale rivolto sia agli abitanti delle valli laterali che a turisti, escursionisti, alpinisti, compreso la realizzazione di un’app specifico per accedere a informazioni specifiche sul male acuto di montagna, comprensivo di questionari per l’auto-valutazione del proprio stato di salute e di diverse informazioni sui numeri da contattare in caso di urgenza. Tra le finalità mediche alla base del progetto c’è anche quello di condurre uno studio fisiopatologico sulla risposta all’alta quota nei soggetti con patologie cardiovascolari e cerebrovascolari, sviluppare un dispositivo individuale come una maschera buccale per trattare il mal di montagna acuto o anche testare l’efficacia di un trattamento medico per trattare l’assideramento. Non mancherà neanche uno studio genetico sulle conseguenze di livelli prolungati di stress e mancanza di sonno in atleti di endurance.

Il percorso formativo e progettuale di E-Rés@mont, cominciato lo scorso maggio, terminerà a dicembre 2017.

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