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Maxxi: diamo spazio all’arte che verrà

Da ex fabbrica di camionette militari a moderna fabbrica di cultura e creatività. Lo spettacolare edificio progettato dall'architetto Zara Hadid, a Roma, è più di un semplice museo: una specie di campus urbano aperto alle contaminazioni artistiche. Fuori dagli schemi e con una missione chiara: essere crocevia di culture e alla portata di tutti

Laura Campo
1 aprile 2011

MAXXi Iwan Baan Courtesy Zaha Hadid ArchitectsSarà per l’architettura ardita e spettacolare dell’edificio tutto vetro, acciaio e cemento, o forse per il suo esser fuori dagli schemi e alla portata di tutti. O ancora perchè è firmato dall’architetta più cool del momento Zaha Hadid. Sta di fatto che il nuovo Maxxi (Museo nazionale delle arti del XXI secolo, www.fondazionemaxxi.it) nel quartiere Flaminio a Roma, a meno di un anno dalla sua apertura e non senza iniziali polemiche è già entrato nella “pelle” della città ed è sempre più frequentato, sia dai turisti che dai cittadini della capitale (intorno ai 400 mila visitatori in nove mesi). La sua avveniristica forma ad astronave del terzo millennio, gli spazi immensi e “fluidi” (oltre 27 mila metri quadrati), le scalinate senza fine, le gallerie sospese, sono diventati un elemento di curiosità e attrazione in più; la programmazione delle attività extra espositive (laboratori, incontri, proiezioni, spettacoli) è riuscita a coinvolgere un pubblico ampio e diversificato e la recente apertura di Maxxi B.A.S.E (biblioteca specializzata su arte e architettura contemporanea, Archivi e documentazione, Studi, Editoria), centro di ricerca per lo studio della creatività contemporanea, ha completato l’offerta del museo. Del resto già la progettista anglo-irachena aveva inteso il Maxxi proprio come una specie di campus urbano dove ritrovarsi per uno scambio proficuo di idee, ma anche un luogo accogliente, divertente e coinvolgente dove trovare risposte al proprio bisogno di nuove conoscenze. «È un luogo che doveva avere identità e originalità, ma anche continuità con il tessuto urbano», ha spiegato Zaha Hadid, «così per rendere omaggio a Roma, che è un gioco di luci e stratificazioni, ho voluto portare luce allo spazio e realizzare un edificio stratificato. Un “mondo” nel quale tuffarsi e imparare, piuttosto che un edificio come oggetto firmato».

Pio Baldi, Photo Simone CecchettiLargo alla creatività

«Ci tengo anch’io a sottolineare che questo edificio è poco museo e molto luogo di innovazione culturale, laboratorio di sperimentazione artistica, macchina per la produzione di contenuti estetici», spiega Pio Baldi, presidente della Fondazione Maxxi. «Qui non c’è solo l’esposizione delle opere d’arte del nostro secolo, (una collezione di 350 pezzi tra arte e architettura) ma anche un centro di eccellenza per la produzione e la contaminazione delle più diverse forme di espressività e creazione: dalla pubblicità al design, dal cinema alla moda, dalla musica alla danza». Non solo. «Con la grande mostra dedicata a Michelangelo Pistoletto, proseguiamo nella nostra missione di promozione dell’arte contemporanea con particolare attenzione alla cultura italiana. Questa esposizione, la più completa realizzata da anni, è dedicata a un artista riconosciuto nel mondo come maestro e anticipatore. E non a caso è frutto di una fondamentale collaborazione con il Philadelphia Museum of Art».

I prossimi appuntamenti

Ma oltre a quelle dedicate al lavoro del grande maestro biellese sono in corso altre mostre che rimarrano aperte nei prossimi mesi: da Il Confine Evanescente (fino al 2 novembre), Immagini italiane dalla pittura al digitale, a Nature, esposizione in “quattro tempi” (fino a gennaio 2012) di quattro progettisti (tra cui Francesco Venezia e Alberto Campo Baeza) sul rapporto tra natura e artificio e Universo Rietveld (fino al 10 luglio): 100 opere di architettura e design e 400 pezzi tra disegni, foto e modelli che rappresentano l’opera del progettista olandese. Proprio per sottolineare la vocazione del Maxxi a coinvolgere un pubblico trasversale, tutto aprile è dedicato alle famiglie con l’iniziativa “Prendi l’arte e mettila da parte” (a cura del Dipartimento educazione del museo in collaborazione con Lottomatica): 8 laboratori artistici gratuiti per 200 bambini e visite guidate per i genitori alla scoperta dell’architettura e delle opere del museo. Sempre ad aprile (tutti i sabati dalle 18 alle 21 e le domeniche dalle 11 alle 14)  cinque mediatori d’arte saranno a disposizione del pubblico gratuitamente per visite guidate, informazioni e curiosità sulle opere esposte.

MAXXi, Iwaan Baan

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