Wise Society : L’ospedale di Emergency in Sudan premiato anche per la sostenibilità
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L’ospedale di Emergency in Sudan premiato anche per la sostenibilità

Il Paediatric Centre di Port Sudan all'avanguardia nella cura dei bambini si è aggiudicato la medaglia d'oro Giancarlo Ius del Premio Biennale Internazionale di Architettura "Barbara Capocchin"

24 ottobre 2013

Paediatric Centre di Emergency a Port SudanIl Centro Pediatrico di Port Sudan è un ospedale costruito da Emergency nel 2011. Una struttura che è dotata di 3 ambulatori, un reparto di degenza con 14 posti letto, una corsia di terapia subintensiva con 4 posti letto, una farmacia, spazi per gli esami diagnostici e spazi di servizio. E che ha anche attivato un programma di vaccinazioni, in collaborazione con il ministero della Sanità locale in cui bambini possono completare il programma vaccinale previsto dai protocolli internazionali.

Già molti fino ad ora i pazienti ricoverati in un anno e mezzo di vita della struttura (1327) e moltissime le visite pediatriche effettuate (circa 32.000). Ma l’alto valore di questa struttura non riguarda solo l’attività medica e preventiva che all’interno vi si svolge perché il Paediatric Centre si è appena aggiudicato la Medaglia d’Oro Giancarlo Ius nell’ambito del Premio Biennale Internazionale di Architettura “Barbara Capocchin” destinata all’opera di architettura maggiormente innovativa e sostenibile sotto il profilo del risparmio energetico e dell’utilizzo delle risorse rinnovabili. «L’ospedale – si legge nella motivazione che ha premiato il progetto realizzato dallo Studio Tomassociati- prova a risolvere con ottimi risultati e una buona architettura i temi principali delle sfide della contemporaneità. Ossia come realizzare edifici ad alto comfort con tecnologie semplici e non costose in luoghi dalle condizioni climatiche estreme dove l’energia e l’acqua sono beni preziosi».

Nel Paediatric Centre –dove il grande giardino interno è irrigato dalle acque reflue- tecnologie avanzatissime si affiancano all’utilizzo di materiali locali e al recupero di tecniche costruttive tradizionali mentre impianti a bassissimo consumo s’intrecciano a sistemi di raffrescamento naturali.

«La convivenza tra la migliore sanità possibile e il miglior approccio ecologico rappresenta una delle grandi sfide del futuro e non solo per il continente subafricano. La semplicità come strategia è stata ed è un modo per affrontare ogni decisione di natura tecnologica e impiantistica che si riverbera in maniera sensibile sui costi finali dell’intervento e sugli oneri di manutenzione. Comportamenti volti al risparmio sommati ad una buona efficienza dell’edificio e a scelte energetiche appropriate, hanno permesso di raggiungere performance di eccellenza», si legge in una nota della Tomassociati.

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