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Le nuove città? Un computer a cielo aperto

Carlo Ratti, direttore del Senseable City Lab (Mit di Boston) studia soluzioni per guidare le metropoli verso un futuro più sostenibile e più umano. Grazie a wi-fi e banda larga

Donatella Pavan
17 aprile 2012

La fuga dei cervelli italiani all’estero: un’idea superata secondo Carlo Ratti, torinese di nascita e cittadino del mondo per scelta, considerato uno tra i 25 creativi più interessanti al mondo. È il direttore del Senseable City Lab del Mit di Boston, il prestigioso centro di ricerca tecnologica, dove si stanno disegnando le città del futuro. In questi giorni presenta al Salone del Mobile 2012 la cucina del futuro all’Hotpoint Innovation Area. Tra i suoi progetti più attesi c’è The Cloud, una sorta di nuvola-osservatorio prevista per le Olimpiadi di Londra.

Un geniale visionario

 

Carlo Ratti, by PopTech Photo: Kris Krüg/flickr

Carlo Ratti, ingegnere, classe 1971, ha tutti i segni caratteristici di un genio visionario, nel senso che riesce ad avere una visione del domani e a progettare di conseguenza, usando social network, connessione wi-fi per raccogliere dati, rielaborarli e ragionarci sopra. Inoltre è stato appena segnalato da Ginevra Elkann in “May i introduce you?” per Stefanel tra i 25 creativi più interessanti al mondo (volume che verrà presentato il 19 aprile alle h.16 al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano). Sembra il prototipo del cervello italiano fuggito all’estero, eppure, quando glielo si chiede risponde: «in realtà noi lavoriamo anche in Italia: così come a Boston e Singapore, dove abbiamo altre sedi: credo che non si debba più parlare di fuga dei cervelli, tema ormai superato».

A proposito del Senseable City Lab (www.senseable.mit.edu) il centro di ricerca che dirige da alcuni anni racconta: «questo è un momento speciale nello studio delle città, quanto sta accadendo oggi a livello urbano è simile a ciò che è successo vent’anni fa nella Formula Uno. Prima il successo era determinato dalla meccanica dell’auto e dalle capacità del pilota. Con lo sviluppo della telemetria, l’auto è diventata un computer, monitorato da migliaia di sensori capace di rispondere in maniera intelligente e reagire in tempo reale alle condizioni di gara.

In modo analogo, negli ultimi dieci anni le tecnologie digitali hanno preso piede nelle nostre città, formando una rete d’infrastrutture intelligenti a larga scala. Fibre ottiche a banda larga e reti di telecomunicazione senza fili supportano cellulari, smartphone e tablet che sono sempre più alla portata di tutti. Le nostre città si trasformeranno in un «computer a cielo aperto».

Strategie per migliorare la qualità della vita

 

Questa connessione ubiqua e generalizzata è utilissima per raccogliere informazioni: «La grande quantità di dati che sta emergendo è il punto di partenza per rendere programmabili infrastrutture efficienti e ottimizzare la vita di una città. Per esempio, ottenere informazioni sulla situazione stradale in tempo reale può ridurre il traffico e migliorare la qualità dell’aria», continua Ratti.

«A Stoccolma le telecamere del sistema di pagamento dei pedaggi identificano la targa dei veicoli che entrano in centro e addebitano sul conto corrente degli automobilisti fino a 60 corone (6,60 euro) al giorno, a seconda di dove sono diretti. Questo sistema ha ridotto il tempo d’attesa dei veicoli che attraversano il centro fino al 50 percento e le emissioni inquinanti fino al 15 percento. Tecnologie simili possono ridurre l’uso dell’acqua e fornire servizi migliori».

La cucina del futuro al Salone del Mobile 2012

 

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I Saloni 2012

Connettività wireless, raccolta ed elaborazione dati al centro di molti dei suoi progetti, sono componenti essenziali della cucina del futuro in questi giorni all’Hotpoint Innovation Area del Salone del Mobile. «A partire dall’anno prossimo» spiega il ricercatore, «la maggior parte dei prodotti Indesit sarà dotata di connessione wi-fi, ovvero le applicazioni domestiche saranno connesse online e potranno scambiare informazioni con i fruitori. Queste informazioni verranno immagazzinate e rielaborate nel tempo per fornire un servizio ad hoc a seconda dell’utente», aggiunge Ratti. «“The 2012 Hotpoint Innovation Area” esplora come questa nuova condizione può incidere sulle nostre vite e quale sarà l’interazione quotidiana con i nostri spazi domestici, per migliorare la qualità della vita in cucina, rendendola un’esperienza sociale e sostenibile. Basterà un tablet per avere sott’occhio quello che accade nella propria cucina e gestirlo, per consultare i programmi di un elettrodomestico, ma anche semplicemente per avere una ricetta».

La partnership con aziende innovative

 

La capacità di Ratti di trovare soluzioni per guidare le città verso un futuro più sostenibile e più umano gli è valsa la collaborazione d’aziende e amministrazioni pubbliche, che hanno fornito finanziamenti importanti ai suoi progetti. «Lavoriamo con molte aziende innovative, come General Electric, Volkswagen, SNCF, Ferrovial, BBVA e con diverse citta’ in giro per il mondo, come Singapore, Copenhagen, Madrid, Bolzano etc.

Siamo sempre alla ricerca di partner che come noi siano molto interessati a capire i grandissimi cambiamenti che si stanno verificando oggi alla scala urbana», precisa il direttore del Senseable City Lab. L’amore per la tecnologia va di pari passo con quello per l’ambiente: Copenhagen Wheel per esempio è un cerchio rosso, applicabile alla bicletta che al suo interno ha un computer, un gps, un bluetooth e 2 batterie per accumulare l’energia cinetica prodotta dalle frenate: fornisce informazioni gps, mostra in tempo reale le condizioni del traffico, i “chilometri verdi” totalizzati e i dati sull’inquinamento, tutto quello che serve per pianificare la propria rotta.

L’hanno presentato a Copenhagen nel 2009 per COP15, la 15° Conferenza per i Cambiamenti Climatici ed è stata accolta con successo. SeaSwarm è un progetto che utilizza robot galleggianti capaci di assorbire quantità enormi di petrolio grazie a un tapis roulant fatto con un nanotessuto studiato dal Mit.

Attenzione all’ambiente

 

«In realtà cerchiamo di prendere in considerazione la dimensione della sostenibilità in tutti i nostri progetti» assicura Ratti. Uno in particolare che sta producendo nuovi risultati inaspettati, Trash track è un sistema che rivela quanta spazzatura viaggia nel sistema di trattamento dei rifiuti d’una città, indicando come creare una «catena di distruzione» (invece che di rifornimento) più efficiente.

«L’idea è che venga usato per studiare il sistema dei rifiuti in casi particolari: etichette elettroniche, che trasmettono informazioni lungo reti cellulari, sono attaccate a campioni di spazzatura per capire dove vanno a finire. In un test a Seattle il laboratorio ha tracciato oltre 2000 campioni del genere, inclusi materiali riciclabili come vetro, metallo e plastica, rifiuti pericolosi come batterie ricaricabili, e oggetti elettronici tipo monitor.

Alcuni hanno viaggiato per gli Stati Uniti (la cartuccia di una stampante ha percorso ben 6152 chilometri). Alcuni sono finiti nei luoghi previsti dalla legge, altri no. Il risultato mostra come minimizzare le emissioni d’anidride carbonica attraverso il trasporto più efficiente dei rifiuti. Inoltre l’amministrazione di Seattle potrebbe sfruttare queste informazioni per incoraggiare i cittadini a riciclare di più o a smaltire i materiali pericolosi in modo corretto».

 

 

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