Wise Society : L’Aquila: arriva il Libro bianco” della rinascita”
ARTICOLI Vedi tutti >>

L’Aquila: arriva il Libro bianco” della rinascita”

Un nuovo legame fra il centro storico e la periferia, basato su un sistema di mobilità a basso impatto. La ricostruzione e la rivitalizzazione del cuore della città ancora in macerie. A due anni dal sisma cittadini, urbanisti e altri esperti sono al lavoro su un nuovo piano di ricostruzione. Sostenibile e condiviso

di Olivia Rabbi
11 gennaio 2011

L'Aquila Centro StoricoPrimo: partecipazione dei cittadini alle decisioni sul futuro di una città da ricostruire e superamento della legislazione d’emergenza. Secondo: ripensare l’intero territorio urbano in un nuovo equilibrio ecosostenibile fra centro storico e periferie, eliminando l’alienazione fisica, e non solo, di chi vive nei nuovi insediamenti sorti dopo il terremoto fuori dal perimetro urbano. Terzo: restituire vita e dignità al cuore storico urbano, ancora ridotto in macerie. Si riassumono così i tre elementi-chiave che emergono dal dibattito in corso sul futuro dell’Aquila, a ormai quasi due anni dal sisma e ancora “impantanata” in una ricostruzione, di fatto, mai partita.

 

Arriva il Libro bianco

 

A proporre uno strumento per il dialogo concreto fra amministratori e cittadini sono gli urbanisti dell’Inu (Istituto nazionale di urbanistica). Con l’Ancsa, Associazione nazionale centri storico-artistici, hanno elaborato il Libro bianco sulla ricostruzione, che ha coinvolto anche architetti, storici ed economisti. La vita dell’Aquila è ferma alle 3,32 del 6 aprile 2009. Il centro storico oggi è ancora un’immensa zona rossa in larga parte transennata e non accessibile. Fuori, nei Comuni del cratere sismico, si distribuiscono i 19 insediamenti del Progetto Case (Complessi Antisismici Sostenibili ed Ecocompatibili), coordinato dalla Protezione civile in fase post emergenza, per un totale di 185 edifici da circa 4 mila e 500 appartamenti, che ospitano oltre 15mila persone. Brandelli sparsi di città disposti lungo le principali arterie di comunicazione con il capoluogo abruzzese: ma per ricostruire serve un progetto forte che sappia raccogliere il nuovo e il vecchio in un disegno unitario.

 

 «Il Libro bianco è un telaio che contiene le modalità con cui scegliere gli interventi da fare e non fare», dice Pierluigi Properzi, vicepresidente dell’Inu, «e la riqualificazione si avrà solo quando Comune, Provincia e Regione riusciranno a promuovere politiche pubbliche condivise, superando la governance inaugurata con il post emergenza». I capisaldi della proposta sono il mantenimento dei caratteri identitari degli spazi storici e lo sviluppo di una città policentrica, ma integrata nelle diverse parti, con il potenziamento della rete verde e della mobilità pubblica su gomma e ferro. Dalle macerie del terremoto nasce, insomma, un’idea di città nella quale cercare un approccio diverso al vivere sostenibile. «Il progetto del territorio non deve escludere la periferia urbana consolidata che ha avuto meno danni», continua Properzi, «ma è necessario anche evitare l’abbandono della città, in attesa che il cuore storico sia ricostruito in tempi necessariamente più lunghi». Altro punto dolente la viabilità, che oggi  ha flussi di circolazione molto alti. In questo senso il riutilizzo della tratta ferroviaria Rieti-L’Aquila-Sulmona (fra Sassa e S. Demetrio) sulla quale la Regione ha già previsto l’investimento di 100 milioni di euro per migliorarne sicurezza e qualità, è un punto di partenza importante per arrivare a un sistema dei trasporti integrato fra treni, bus, tram su gomma, e car sharing che raggiunga anche i nuovi quartieri.

Frazione di Bazzano nel comune di L'Aquila

Partecipazione e condivisione

 

Ma come la pensano gli aquilani sul futuro della loro città? Secondo Annalucia Bonanni, portavoce del Comitato 3.32 nato su iniziativa dei cittadini, si dovrebbe «procedere con gradualità partendo dal recupero degli edifici pubblici, in modo da consentire al centro storico di riaprire uffici e negozi, farlo fra 20 anni sarebbe troppo tardi: l’Aquila deve rinascere come comunità. Per questo è necessario riqualificare il centro storico e rendere vivibili gli insediamenti del progetto Case con negozi, attrezzature e servizi. Mentre uno dei nuovi quartieri potrebbe ospitare un nuovo campus universitario. Per gli aquilani la ricostruzione, però, è soprattutto una questione di partecipazione e condivisione delle decisioni, per questo hanno messo a punto una proposta di legge di iniziativa popolare sulla quale è in corso la raccolta di firme. Tre dei punti fondamentali sono: il controllo sulle scelte degli amministratori, equità nella gestione delle risorse, sospensione del pagamento delle tasse per un tempo utile a investire i fondi nella ricostruzione. «Abbiamo costruito la legge grazie a una piattaforma Internet che ha permesso un’ampia partecipazione», spiega Luigi Fabiani, esponente dell’assemblea cittadina.

 

S. Maria di CollemaggioIl decalogo di Italia Nostra 

 

Per l’Aquila si è mossa anche Italia Nostra, l’importante associazione per la salvaguardia dell’ambiente e del territorio, con la proposta di una legge speciale di spesa e il lancio del Manifesto per l’Abruzzo dieci punti per la rinascita della città e dei 56 centri storici colpiti dal sisma. Primo, stanziamento immediato dei fondi per la ricostruzione anche utilizzando le risorse previste per opere come il Ponte di Messina e istituendo un apposito capitolo “calamità e ricostruzioni”. Poi: predisposizione, da parte della Regione, di un piano per le infrastrutture direzionali, produttive e insediative; varo di un piano finanziario attuativo per la ricostruzione; apertura di un ufficio di pianificazione per l’intervento sui centri storici e di uno Sportello unico per lo snellimento delle procedure e l’esame contestuale dei progetti di recupero promossi dai privati; priorità al piano generale delle reti tecnologiche e agli assi provinciali del tessuto urbano, così come all’immediato rientro nei centri storici delle istituzioni civili e religiose, dei servizi pubblici e delle attività commerciali e produttive. Dulcis in fundo, la candidatura dell’Aquila a “Città europea della cultura 2019”. Per ora solo un sogno ma che potrebbe diventare presto realtà.

 

© Riproduzione riservata
Continua a leggere questo articolo:
Link Sponsorizzati
COMMENTA NELLA COMMUNITY

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 44 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 1663 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 43 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 41 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 39 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 42 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 40 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 45
CORRELATI IN WISE
 
DALLA COMMUNITY