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Laboo, il design sostenibile dal bamboo made in Sicily

Quattro giovani imprenditori siciliani hanno creato un laboratorio di progettazione che utilizza la pianta, autoprodotta nel "loro" bambuseto, per la realizzazione di prodotti di design ecosostenibile

Maria Enza Giannetto/Nabu
17 luglio 2017
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I fondatori di Laboo design, laboratorio di progettazione interamente made in Sicily che parte dal bamboo Mario Condorelli, Pierpaolo Murabito, Filippo Condorelli, Giuseppe Nicotra. Foto: Laboo design

«Creare elementi di design unici come il bamboo da cui nascono, in grado di immettere, come una pianta, ossigeno nell’ambiente tramite il loro utilizzo quotidiano. È questo il sogno che vogliamo realizzare partendo dal nostro territorio». Al servizio di questo sogno quattro giovani professionisti catanesi Filippo Condorelli, Giuseppe Nicotra, Pierpaolo Murabito, Mario Condorelli hanno cominciato a lavorare circa due anni fa, con il loro Laboo design, laboratorio di progettazione interamente made in Sicily che parte dal bamboo e dalle sue proprietà agronomiche e ingegneristiche per realizzare prodotti di design unico accessibili a tutti.

L’idea è nata da una “visione” di  Filippo Condorelli, ingegnere (oggi Ceo & designer di Laboo) di Misterbianco, in provincia di Catania, che nei suoi viaggi per il mondo scopre la versatilità del bamboo. Tornato a casa condivide con i suoi tre vecchi amici e compaesani (Giuseppe Nicotra, project manager e designer; Pierpaolo Murabito, marketing e comunicazione; Mario Condorelli, business development) l’idea di scommettere su questa risorsa. «Subito dopo – raccontano i quattro soci – per un’interconnessione di destini diventiamo responsabili della gestione di un bambuseto a Palazzolo Acreide, in provincia di Siracusa, e cominciamo non solo ad autoprodurre il nostro bamboo e avere una materia prima a chilometro zero per i nostri prodotti, ma anche a studiare le possibilità, le caratteristiche e le varie tipologie di piante».

Dal bamboo autoprodotto, trattato in modo assolutamente naturale attraverso il processo di essiccazione, nel gennaio 2015, nasce Movimento unico, una bicicletta con il telaio in bamboo che risponde perfettamente alla mission di Laboo: creare design sostenibile per il quotidiano. «Movimento unico – spiegano gli ideatori – è il nostro biglietto da visita. Non indica che vogliamo diventare produttori di bici, come qualcuno può aver pensato, ma sintetizza la nostra idea di design. Si tratta di un’ottima sintesi progettuale che dimostra la resistenza e la versatilità del bamboo e, perché no, della nostra determinazione ad andare lontano in modo sostenibile. Noi ci occupiamo anche di progettazione d’interni e allestimenti fieristici, e creiamo prodotti per chi ama i prodotti di design ma è sensibile alla sostenibilità ambientale e alla green economy».

Il progetto degli imprenditori siciliani si allarga, infatti, sempre di più. Dopo aver vinto la call per start up “Da idea a progetto” ed essere entrati nel circuito internazionale di Impact HUB, i quattro trentenni sono diventati i co-fondatori di Millegradi, incubatore d’imprese sulla bio edilizia. «Il nostro progetto  – spiegano – mira alla promozione di una filiera che incentivi l’utilizzo di una risorsa totalmente sostenibile come il bamboo, integrando territorio, sostenibilità e tecnologia e attivando un processo di economia circolare».

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La bicicletta con il telaio in bamboo realizzata che risponde perfettamente alla mission di Laboo: creare design sostenibile per il quotidiano, Foto: Laboo design

E per farlo hanno scelto un materiale ancora poco “sfruttato” in Italia ma che negli ultimi anni comincia a riscuotere grande successo grazie alle sue tante caratteristiche. Assai più leggero di legno, cemento e acciaio, il bamboo è più resistente alla trazione del legno e del cemento e “consuma” meno energia degli altri materiali utilizzati in edilizia, rivelandosi un ottimo materiale per le costruzioni antisismiche. Inoltre, mettendo a confronto un bambuseto con una foresta tradizionale, secondo gli studi, il primo ha sempre un rendimento maggiore, così come maggiori sono la capacità assorbimento di anidride carbonica e di produzione di ossigeno. Tutte caratteristiche già note che gli imprenditori di Laboo stanno continuando ad approfondire mettendo a punto una sezione di ricerca e sviluppo che li ha anche portati a piantumare un nuovo bambuseto in provincia di Catania (proprio di fronte a un’area di discarica, in modo da creare una sorta di muro verde) e ad attivare una collaborazione con l’Orto botanico di Palermo per lo studio di una tipologia particolare di bamboo tropicale. «Siamo convinti – concludono – che la ricerca e lo stimolo della rete di idee in cui siamo entrati possa davvero dare una grande svolta al modo di costruire in modo sostenibile, in Sicilia e in Italia».

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