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Sostenibilità energetica e ambientale: la casa green in mostra a Milano

Dal 17 al 20 ottobre MADEexpo ospita “Green Home Design, abitare il presente”: l'esposizione dedicata all'architettura sostenibile, all'efficienza energetica e all'abitare green. Protagoniste della mostra le visioni e installazioni di quattro grandi nomi dell'architettura e del design italiani: Aldo Cibic, Marco Piva, Luca Scacchetti e Massimo Mandarini

Francesca Tozzi
6 luglio 2012

Vedere da vicino cosa significa progettare una casa “green”, toccare con mano i materiali, capire dall’interno come funziona e come è stata costruita secondo i criteri della sostenibilità energetica e ambientale: è questa l’esperienza che si propone di offrire l’esposizione “Green Home Design, abitare il presente” che si terrà a Fiera Milano Rho dal 17 al 20 ottobre nel contesto di MADEexpo, la manifestazione fieristica dedicata all’intero mondo delle costruzioni e del progetto, punto di riferimento internazionale per il settore edilizio.

Il progetto di Luca ScacchettiSe il mondo ha intrapreso una strada green, l’architettura, l’edilizia e il design possono dare il loro valore aggiunto grazie a una diversa visione capace di conciliare rispetto per l’ambiente e funzionalità, sostenibilità e design, lungimiranza e attenzione alle attuali esigenze abitative. Per questo la sostenibilità verrà interpretata da quattro importanti nomi del settore: Aldo Cibic, Marco Piva, Luca Scacchetti e Massimo Mandarini. Sono loro che hanno progettato le quattro installazioni che occuperanno le quattro parti del padiglione di 1400 mq all’interno del Made che quest’anno, più che mai, sarà attento alle tematiche della sostenibilità ambientale e dell’efficienza energetica legata al recupero edilzio e alla riqualificazione urbana.

My Exhibition, che ha organizzato la mostra con la collaborazione di MADEexpo e il patrocinio di Green Building Council, affronta quest’anno il tema della sostenibilità ambientale con una particolare chiave di lettura ispirata al design: dalla bio edilizia all’efficienza energetica, con l’obiettivo di offrire a un pubblico trasversale spunti di dibattito su tematiche che guardano alle modalità del costruire e del vivere contemporaneo, alla salvaguardia dell’ambiente e alla sostenibilità. Green Home Design, infatti, è una mostra espositiva sull’architettura, sull’edilizia sostenibile e sull’efficienza energetica che vuole offrire esempi concreti di edifici eco sostenibili agli oltre 253.000 operatori professionali attesi in fiera, ma è anche un’occasione di approfondimento: al centro dello spazio espositivo, un’agorà ospiterà nei quattro giorni dibattiti, convegni e workshop con grandi nomi dell’architettura e del design. Tra loro i quattro protagonisti dell’esposizione, che racconteranno come è nato il loro progetto e da che visione nasce.

La casa in canapa di Aldo Cibic e quella modulare di Marco Piva

 

Il progetto di Aldo CibicLe quattro installazioni protagoniste dell’esposizione sono vere e proprie strutture prefabbricate suddivise in tre case e un asilo, realizzate in scala 1:1 con la partecipazione delle aziende più dinamiche del settore. Aldo Cibic propone di “coltivare” la casa cioè di coltivare la canapa che, insieme al legno e alla calce, servirà a costuirla. Da tempo Cibic riflette sui sistemi di costruzione con materiali a bassa impronta ecologica. La casa in canapa che andrà a realizzare rappresenta un modo di costruire contemporaneo con materiali naturali. La canapa, per quanto oggi quasi scomparsa in Italia, è stata un elemento fondamentale della storia produttiva agricola italiana. Costruire oggi con questo materiale significa intrecciare nuove economie del territorio con le aggiornate richieste di performance energetiche e ambientali, pensare a una struttura capace di integrarsi in modo armonico nel contesto rurale dal punto di vista sociale, economico ed estetico. Il che alla fine significa riuscire a coltivare una comunità, superando la dicotomia città affollata/campagna abbandonata a se stessa.

Anche il lavoro di Marco Piva mira a definire un nuovo equilibrio tra l’ambiente naturale e l’ambiente costruito senza dimenticare i catastrofici effetti che gli eventi naturali possono avere sulle costruzioni, come dimostra il recente terremoto in Emilia. E l’uomo non è senza responsabilità. Per questo affronterà la tematica delle residenze di piccola scala nelle loro possibili aggregazioni in strutture più articolate e complesse, capaci di resistere a eventi catastrofici contenendo consumi ed emissioni, ma capaci anche di offrire un alto standard abitativo. Il progetto di Piva, dove il legno è protagonista, prevede la definizione di elementi modulari componibili e aggregabili: una soluzione modulare costa meno e prevede un tempo medio di installazione di 8/10 giorni, può rispettare elevati standard energetici e può essere modificata nel tempo in rapporto alle esigenze di chi ci abita. Obiettivo del progetto è quindi valutare, per opere di piccola e media scala, realizzate per risolvere problemi di abitabilità temporanea, il passaggio da un concetto di configurazione architettonica stabile e permanente a quello di una configurazione più dinamica e trasformabile. Ogni singolo modulo abitativo sarà, inoltre, progettato con prestazioni energetiche di “Classe A”, utilizzerà energie rinnovabili e avrà una struttura altamente antisismica.

Il progetto di Marco Piva

Educare alla sostenibilità e creare una nuova estetica

 

Il progetto di Massimiliano MandariniPer vivere in armonia con l’ambiente e prevenirne le reazioni violente è molto importante l’educazione alla sostenibilità. Per questo Massimiliano Mandarini ha progettato la sua Green Kinder House: uno spazio pubblico di architettura educativa per asili nido e scuole materne. Spazio che, non a caso, My Exhibition ha pensato di donare a uno dei comuni dell’Emilia-Romagna toccato dal terremoto. Il progetto di Mandarini, realizzato a misura delle utenze deboli e quindi dei bambini, affronterà un tema di grande attualità: la progettazione antisimica. La Green Kinder House vuole essere un micro ambiente modulare offgrid energeticamente autosufficiente e ampiamente flessibile grazie all’approccio Green Building. Il modulo, antisismico ed ecocompatibile nella struttura e nei materiali, si sviluppa su due livelli: al piano terra educa all’alimentazione sostenibile, al riciclo, al rispetto per l’ambiente attraverso l’uso creativo e ludico dello spazio e del design. Il secondo piano è una Green House: un modulo dove la natura occupa gli spazi per raccontarsi attraverso un approccio green verso il futuro. Simbolo di questo racconto è l’Albero tecnologico ma è anche prevista l’installazione di un orto sul tetto.

Il progetto di Luca ScacchettiLuca Scacchetti, infine, vuole restituire la sostenibilità al mestiere dell’architetto dopo che a lungo è stata usata come occasione per stupire con effetti speciali. Reduce da un viaggio a Marrakech dove ha studiato le case costruite con la terra cruda, Scacchetti ama il legno ma sa che non è l’unica via. L’dea che sottende il suo work in progress, e che con un effetto sorpresa vedremo realizzato solo in ottobre in occasione della mostra, è che la sostenibilità, da questione squisitamente etica e tecnica, può realmente aprire la strada a nuove soluzioni formali, dando il via a una nuova e diversa estetica.

L’architettura e l’edilizia sostenibile rappresentano oggi un segmento di mercato considerevole, conseguenza di una sempre più diffusa coscienza ambientale e della necessità di risparmiare sui costi energetici. Le nuove ristrutturazioni e gli edifici di nuova costruzione sono tutti progettati per abbattere i costi di gestione e di realizzazione senza compromettere il risultato estetico e funzionale. La mostra Green Home Design vuole dare voce a questa esigenza, facendo incontrare la creatività dei progettisti con la disponibilità delle aziende e la curiosità del grande pubblico.

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