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Il mobile italiano sta bene ed è sempre più “eco”

Il Salone del Mobile mostra numeri in crescita e un'attenzione maggiore per le tematiche ecosostenibili. Le idee green dei giovani designer non mancano

Andrea Ballocchi
13 aprile 2016

Mobile italiano: una veduta dell'esterno Salone del mobileLa prima buona notizia: il mobile italiano è in forma. Lo confermano i dati emessi in occasione dell’apertura del Salone del Mobile. Si parte innanzitutto dal fatturato 2015 fatto registrare dal sistema delle imprese italiane di arredamento: sfiora i 25 miliardi di euro e risulta in crescita del 3,4% rispetto al 2014. E ancora: per la prima volta negli ultimi sette anni si registra il segno + sul mercato interno (+1%) oltre a essersi consolidato il buon andamento sui mercati internazionali (+6,1%).

La ripresa c’è, quindi, e anche la conferma della solidità del sistema manifatturiero italiano del legno-arredo, anch’esso in crescita: sempre nel confronto 2015-2014 si registra un incremento del fatturato, precisamente del 2,7%, assommando a 40,722 miliardi di euro. La ripresa è frutto certamente di un’inversione di tendenza significativa in termini di ripresa economica generale, ma anche di scelte ponderate, di innovazione, di investimenti in ricerca e sviluppo come testimonia anche il dato raccolto all’interno dello stesso Salone del Mobile, secondo cui il 67% delle aziende presenti afferma di aver effettuato negli ultimi tre anni significativi investimenti nell’innovazione di macchinari, attrezzature, R&D e design.

S’INVESTE IN ECOSOSTENIBILITA’: L’attenzione alle tematiche green è sempre più presente nelle aziende italiane del comparto. Secondo il report “Il made in Italy abita il futuro – Il Legno Arredo verso l’economia circolare”, realizzato da Fondazione Symbola e FederlegnoArredo, il settore italiano ha ridotto il proprio impatto ambientale fin dai consumi elettrici: per ogni milione di euro prodotto vengono usate 30 tep (tonnellate equivalenti di petrolio), facendo meglio – e di molto – della media UE (68 tep) e, in particolare, di Paesi quali Regno Unito (39), della Francia (56), della Germania (63) e della Spagna (101). Oltre alla maggiore efficienza energetica, le nostre imprese si mostrano virtuose anche in termini di riduzione delle emissioni di CO2, con 39 tonnellate di concept designer olandese no sostenibileCO2 equivalente per milione di euro, contro le 50 delle imprese tedesche, le 54 di quelle francesi, le 93 di quelle britanniche e le 124 di quelle spagnole. Con una tendenza alla riduzione ben più spiccata dei competitor: -46% tra 2008 e 2012, mentre i primi dieci produttori europei le hanno tagliate del 18%. Ma vi sono altri dati che dimostrano la propensione ecosostenibile del sistema legno-arredo. Significativa, a tale riguardo, è la presenza di professioni green: in questo senso, la forza lavoro complessivamente impiegata è cresciuta dal 12,7% nel 2011 al 18,9% relativo al 2014 (+6,2% nel triennio). E sempre in termini green il report segnala ulteriori progressi. Il 31% delle imprese del settore, infatti, ha investito tra il 2008 e il 2015 in prodotti e tecnologie capaci di garantire risparmio energetico e minor impatto ambientale.

LE IDEE GREEN DEI GIOVANI: IL SALONESATELLITE:  La tendenza all’ecosostenibilità è ben presente a partire dai giovani designer riuniti nel SaloneSatellite, spazio all’interno del Salone del Mobile, che vede presenti 650 designer e neo-laureandi di scuole internazionali di design. Le idee ecofriendly non mancano, come i tavoli, le sedute e i separè in legno di recupero proposti dalla italiana Alcarol, azienda/studio di design che usa solo alberi e tronchi morti e abbandonati a partire delle foreste delle Dolomiti, dove ha sede l’attività. E così una sezione di tronco, funghi compresi, debitamente “congelato” con la resina, si trasforma in sgabelli, i legni delle bricole (i pali usati a Venezia per indicare le vie d’acqua) in parti portanti per oggetti d’arredo. Dai mobili ai complementi d’arredo la tendenza green permane: basta dare un’occhiata ai concept esposti da Addictlab, una comunità-laboratorio internazionale di designer di oltre 30 discipline. Un’idea nata e coordinata da Jan Van Mol e che punta a generare innovazione e creare cambiamenti sostenibili. In bella mostra ci sono vari oggetti attenti all’ambiente: dal portavino e bicchieri in sughero di recupero, al contenitore per acqua e liquidi in ulivo, fino al porta oggetti in legno SaloneSatelliteimpiallacciato e gomma, tutto rigorosamente eco-friendly. C’è persino il progetto per realizzare calzature con i funghi…

Tra le tante idee, non manca anche la volontà di coniugare la sostenibilità ambientale con l’inclusione sociale: è quello che porta avanti Ri-Costruzione – la casa del lavoro possibile: un progetto riabilitativo del dipartimento di Salute mentale dell’Azienda socio sanitaria territoriale di Lodi. Un progetto che vede impegnati i pazienti della struttura sanitaria come artigiani che realizzano con materiali di recupero prodotti come sedie, mensole, librerie, lampadari.

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