Wise Society : In Veneto una nuova ciclovia di 220 km
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In Veneto una nuova ciclovia di 220 km

La nuova ciclovia collegherà le Dolomiti al mare offrendo un panorama mozzafiato tra torri, abbazie, chiese affrescate, opifici e ville storiche

Fabio Di Todaro
24 maggio 2018
veneto, ciclovia, piave, turismo responsabile

La nuova ciclovia partirà da Fossalta di Piave, precisamente dalla golena del Piave adibita a parco fluviale. L’approdo lungo la foce del fiume Sile. Nel mezzo varrà la pena sostare per ammirare il tratto abbracciato sia dalla Laguna sia dall’Adriatico: con le valli Dragojesolo, Grassabò e Lio Maggiore, foto: Ciclabile del Piave

C’è una bella notizia per gli amanti del turismo su due ruote. Lungo il Piave, il fiume che ha scritto diverse pagine della storia d’Italia, sarà possibile viaggiare in bicicletta per 220 chilometri. Partenza dal bellunese, arrivo a due passi da Jesolo: sull’Adriatico. Dal mare alla montagna per collegare due siti dell’Unesco, che sono poi due gioielli tutti italiani: le cime delle Dolomiti e la Laguna di Venezia, passando da un clima alpino a uno mediterraneo. Si viaggerà nella natura, ma pure nella storia, in questo percorso che punta ad avvicinare i ciclisti a una delle aree più affascinanti della Penisola.

IL NUOVO ITINERARIO LUNGO IL PIAVE – Il progetto prevede che l’itinerario sia percorribile risalendo o discendendo il Piave, a piedi o in bicicletta, scegliendo tra diversi temi proposti dai percorsi: i musei, il fiume e la Grande Guerra, castelli, torri e abbazie, le chiese affrescate, gli opifici storici, le ville e i paesaggi del Piave. Tutto sarà indicato a dovere, in modo che il turista potrà scegliere se comprenderli tutti o solo una parte. Secondo i promotori – i consorzi Bim di Belluno, Treviso e Venezia – «il pellegrinaggio laico non avrà niente di meno rispetto a quello di Compostela»: quanto a offerta culturale, storica, architettonica, paesaggistica ed emozionale. Un esempio dei contenuti e delle azioni di promozione che «Visit Piave» propone già al pubblico è dato dal video che segue, dedicato alla scoperta di questo incredibile paesaggio e delle sue eccellenze artistiche e culturali anche a piedi e in bicicletta lungo i sentieri e i percorsi ciclabili del suo bacino idrografico. Una nuova opportunità per un turismo responsabile e sostenibile. La partenza dell’itinerario è prevista da Fossalta di Piave, precisamente dalla golena del Piave adibita a parco fluviale. L’approdo lungo la foce del fiume Sile. Nel mezzo varrà la pena sostare per ammirare il tratto abbracciato sia dalla Laguna sia dall’Adriatico: con le valli Dragojesolo, Grassabò e Lio Maggiore. Mentre arrivando a Jesolo si incontra l’area archeologica, dove si potranno vedere i resti della cattedrale romanica di Santa Maria Maggiore, e poi i quindici chilometri di arenile. Mentre lungo la strada che porta alla foce del fiume si potranno ammirare le Conche del Cavallino, che permettono alle imbarcazioni di superare il dislivello esistente fra il canale a livello costante e la laguna a livelli variabili.

veneto, ciclovia, piave, turismo responsabile

Ciclovia del Piave: Legambiente stima che il cicloturismo rappresenti una quota crescente del terziario italiano, in grado di produrre ricavi fino a due miliardi di euro l’anno, Foto: Ciclabile del Piave

CICLOTURISMO: UN SETTORE IN CRESCITA – L’itinerario vedrà presto aggiungersi gli altri quattro (principali) in fase di realizzazione lungo la Penisola: il Ven.To (da Venezia a Torino, lungo il Po), la ciclovia del Sole (dal Brennero fino a Verona, ma sono in corso i lavori per portarla a Firenze), l’Acquedotto Pugliese e il Grab (Roma). Sono oltre diciottomila i chilometri inseriti nella rete «Bicitalia», il progetto messo a punto dalla Federazione Italiana Amici della Bicicletta. D’altra parte il cicloturismo rappresenta una quota crescente del terziario italiano, in grado di produrre ricavi fino a due miliardi di euro l’anno: questa la cifra stimata lo scorso anno da Legambiente. E il governo Renzi s’è dimostrato interessato al settore, se dopo la riqualificazione dei fari e delle case cantoniere ha deciso di puntare sulle bici per rafforzare il turismo e per renderlo green: con buona pace delle sempre più numerose imprese che scommettono sul turismo slow e sostenibile, che in Italia potrebbe assicurare un giro di affari di oltre tre miliardi e molti posti di lavoro. Soldi che fino a oggi hanno preso la direzione di Francia e Germania, i Paesi meglio attrezzati per sfruttare la ricchezza del cicloturismo. Ma che già da quest’anno contribuiranno a rimpinguare le casse tra i confini della Penisola.

Twitter @fabioditodaro

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