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Ecco “The breath” il cartellone pubblicitario mangia smog

La tecnologia studiata per catturare le sostanze inquinanti ed evitare il loro rilascio nell’ambiente, è già visibile su diversi cartelloni pubblicitari installati a Milano e a Roma.

Fabio Di Todaro
9 marzo 2017
the breath, affissione, mangia smog

Il cartellone pubblicitario mangiasmog affisso a Milano, foto: Urban Vision

L’idea è tutta italiana: per lo specifico «made in Pavia». Ad aver pensato a un cartellone pubblicitario «mangia smog» sono stati due imprenditori, il piacentino Giammarco Cammi e il tortonese Gianluca Barabino. Con la loro start-up, l’«Anemotech» del gruppo «Ecoprogram»  hanno creato un tessuto in grado di assorbire e disgregare le molecole inquinanti presenti nell’atmosfera. Obiettivo: rendere più salubre l’ambiente. La tecnologia, messa a punto in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche e studiata per fare in modo di catturare le sostanze inquinanti ed evitare il loro ulteriore rilascio nell’ambiente circostante, è già visibile su diversi cartelloni pubblicitari installati a Milano e a Roma. Al chiuso, invece, alcune aziende hanno installato il pannello «mangiasmog» per tutelare i propri dipendenti.

UNA TECNOLOGIA APPLICATA ALLA SCIENZA – «The Breath», questo il nome dato al dispositivo, è stato premiato nel corso dell’ultima edizione di Ecomondo e ha ottenuto pure il placet di Legambiente. Una campagna realizzata in collaborazione con Urban Vision, azienda leader nei restauri sponsorizzati di edifici, opere d’arte e monumenti e con l’agenzia Ogilvy. Come spiegato dai due fautori, «il prodotto permette di abbattere fino al quaranta per cento dei fumi di cucine, idrocarburi, potenziali residui di stampanti o fotocopiatrici». Ciò vuol dire che il tessuto può essere collocato tanto all’aperto quanto in ambienti chiusi: dove l’impatto dell’inquinamento sulla salute (radon, anidride carbonica, monossido di carbonio, solventi, fumo passivo) non è meno rilevante. Diverse le formule: «The Breath» può essere installato come se fosse un quadro, una tenda, un cartellone pubblicitario o un pannello divisorio. Ad apprezzare le sue peculiarità in passato fu anche Umberto Veronesi, che scoperte le caratteristiche del prodotto decise di introdurlo all’interno dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano. Tutto ciò perché l’inquinamento – nelle sue varie forme – è considerato uno dei primi fattori di rischio delle malattie oncologiche. «The Breath» non ha l’ambizione di cancellare con un colpo di spugna la fitta coltre di polveri sottili che aleggia sulle grandi città italiane, ma rappresenta comunque la prova che grazie allo sforzo dei singoli cittadini è possibile contrastare l’inquinamento.

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All’esterno il cartellone mangiasmog è in grado di catturare le sostanze inquinanti ed evitare il loro ulteriore rilascio nell’ambiente circostante. Ma ha effetti positivi anche se montato indoor, foto: Urban Vision

DIVERSI I MEZZI ALTERNATIVI PER LA LOTTA ALLO SMOG – Nello slogan l’effetto del pannello è paragonato a un colpo di spugna dato a oltre 409mila autovetture. Per ottenere il dato riportato nella maxi-affissione, i pubblicitari sono partiti dai valori riportati dall’Automobile Club d’Italia relativi agli inquinanti (ossi di azoto, ossidi di zolfo, monossido di carbonio, anidride carbonica, composti organici volatili) prodotti in media dalle auto Euro 5 diesel e benzina. I dati sono stati poi incrociati con quelli della riduzione massima ottenibile con il tessuto, secondo una stima dell’università Politecnica delle Marche. Il dispositivo rappresenta l’ultimo dei mezzi alternativi lanciati nella lotta alle polveri sottili. Anni fa fu provato l’asfalto «mangiasmog», con effetti però controversi. Più recente la presentazione del progetto della torre antismog da parte dell’ospedale San Raffaele, il cui taglio del nastro è previsto per il 2020. L’«iceberg», com’è stato ribattezzato dal patron Paolo Rotelli, prevede la realizzazione di un nuovo edificio dell’altezza di otto piani, che ospiterà il pronto soccorso, trecento posti letto e venti sale operatorie. Ma soprattutto due giardini pensili, in una costruzione di vetro, che grazie all’utilizzo di particolari vernici torneranno utili per ridurre l’impatto dello smog. Sull’esterno saranno montate delle lamelle in ceramica bianca per mantenere il calore e ridurre il consumo energetico. Le maniglie delle porte saranno in plastica riciclata. Cosa non si è disposti a fare per cambiare aria…

Twitter @fabioditodaro

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