Wise Society : Stati Uniti, la mobilità privata è sempre più orientata al car sharing
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Stati Uniti, la mobilità privata è sempre più orientata al car sharing

Secondo un recente studio di AlixPartners, ogni mezzo in condivisione circolante allontana 32 automobilisti dall'acquisto di un'autovettura nuova.

17 febbraio 2014
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Per capire una volta per tutte i vantaggi che il car sharing offre, basterebbe leggersi l’ultimo report della AlixPartners, società leader nella consulenza e nelle ricerche realizzato intervistando 1000 automobilisti di 10 aree metropolitane degli Stati Uniti in cui è presente il servizio di auto in condivisione.

Il risultato è soprendente e conferma che l’uso di una sola macchina in comune fa sì che 32 persone siano disincentivate ad acquistare una nuova autovettura. Moltiplicando il dato campione per tutti gli automobilisti americani, significa che negli USA sono state vendute 500.000 macchine in meno. Un numero che è destinato a crescere e che in vista del 2020 arriverà fino a 1 milione e 200 mila.

Le ragioni di questo successo andrebbero ricercate nella facilità di accesso al servizio, nella comodità e nel risparmio molto più che a motivazioni di carattere ambientalista degli utilizzatori del servizio. Che sono per la gran parte giovani generazioni o padri e madri di famiglia con figli. Ma anche nella diffusione degli smartphone che facilitano incredibilmente, come in alcune realtà anche del nostro paese, il processo di utilizzo delle auto condivise.

«Abbiamo condotto la nostra ricerca nei luoghi dove il car sharing ha raggiunto dei buoni risultati», commenta Mark Wakefield, managing director di AlixPartners. «Il nostro studio interpreta la volontà degli Americani di non comprare automobili grazie alla costante crescita di offerta di auto in condivisione e racconta di come l’industria dell’auto ignori questo trend costante».

Oggi nel mondo gli iscritti al car sharing sono 2,3 milioni che diventeranno secondo gli esperti più di 12 milioni nel 2020. Un dato altrettanto impressionante che negli USA – e non solo – ha fatto già muovere le grandi aziende produttrici di automobili come la BMW e le società di noleggio auto come l’Avis che l’anno scorso si è comprata la Zipcar, la società di car sharing più importante degli USA, per 500 milioni di dollari.

 

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