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Smart City: ecco le città italiane più “intelligenti” e innovative

Una nuova classifica per le città italiane. Misura quanto sono smart. Quanto migliorano e semplificano la vita di cittadini, imprese e istituzioni. E Bologna stacca tutti

24 luglio 2013

Foto di Bamshad/flickrE’ Bologna la città più smart d’Italia. E’ il risultato che emerge dallo Smart City Index realizzato dalla società di consulenza Between con il patrocinio dell’Agenzia per l’Italia Digitale. Nell’insieme delle nove aree tematiche prese in considerazione dall’indice – mobilità alternativa, efficienza energetica, risorse naturali, salute, istruzione, mobilità, amministrazione e governo locale, energie rinnovabili e diffusione della banda larga – Bologna è risultata la città che ha portato avanti le maggiori innovazioni, seguita da Milano, Roma, Reggio Emilia, Torino e Firenze.

I cittadini bolognesi possono pagare soste e accessi alle zone a traffico limitato tramite cellulare, prenotano visite mediche e ottengono i referti via web, hanno scuole dotate di una buona percentuale di aule collegate in Rete, piste ciclabili, servizi di car sharing, bike sharing e car pooling, producono quote di energia con pannelli fotovoltaici installati sugli edifici comunali. «Bologna tiene bene in tutte le aree – specifica Marco Mena, per Between responsabile del Centro di Competenza delle Smart Communities – E’ prima solo nella sanità, ma non ha nessun punto di caduta, nemmeno nella scuola che spesso invece penalizza le grandi città».

116 i comuni capoluogo presi in esame e 153 gli indicatori nelle nove aree tematiche, utilizzando sia dati originali che dati forniti dalle istituzioni. L’obiettivo: misurare quello che c’è di “smart” nelle città, già disponibile per i cittadini, e non solo i progetti in divenire. «L’indice è utile perché consente di capire quali sono le priorità che si sono date le città, quali eccellenze sono presenti – spiega Gianluca Di Pasquale, responsabile del dipartimento Smart City di Between – Aiuta le imprese a sapere quali sono i focus dei territori, e i comuni ad avere una fotografia confrontabile con le altre città».

In generale a mostrare il maggior grado di innovazione sono le aree metropolitane, con otto città nelle prime venti. Tra quelle di medie dimensioni, oltre a Reggio Emilia, si distinguono Brescia, Piacenza, Parma e Monza. Tra le città più piccole emergono Cremona, Pavia, Sondrio, Siena ed un capoluogo del Sud, Potenza. Coerentemente con altre classifiche che misurano la qualità della vita, anche nello Smart City Index sono le città del Nord a concentrarsi nella parte alta del ranking, e solo Bari, Salerno, Potenza, Lecce e Cagliari compaiono tra le prime quaranta. «L’indice cambierà ogni anno – prosegue Mena – sarà arricchito con l’aggiunta delle aree “cultura e turismo” e “sicurezza urbana”, e poi misurerà l’utilizzo dei servizi, e non solo la loro disponibilità. Ad esempio, valutando l’effettivo uso del servizio di car sharing, e non solo la sua disponibilità».

Smart City Index

Condividere le esperienze, come fanno in Europa

Al di là delle classifiche e dei numeri, il tema delle smart cities sarà sempre più un tema chiave nei prossimi anni in Europa. L’Unione Europea ha messo le città al centro della programmazione 2014-2020, destinando diversi miliardi di euro ai progetti che incrementeranno l’efficienza energetica degli edifici, delle reti energetiche e dei sistemi di trasporto urbani. Le città italiane stanno cercando la propria strada verso un’innovazione che migliori la vita di cittadini e imprese, ma in un contesto di risorse scarse e assenza di modelli di riferimento concreti. Ma, come spesso accade, lo stanno facendo lentamente e in modo disomogeneo, indipendentemente le une dalle altre. «Se confrontiamo le nostre città con le omologhe europee, per esempio le grandi città – evidenzia Di Pasquale – emergono luci ed ombre. Milano, ad esempio, forte sulla sulla mobilità ma indietro su quella elettrica o ciclabile, paragonata ad esempio a Parigi. In generale siamo un po’ sotto la media, ma con punte di eccellenza che vanno valorizzate».

Condividere le esperienze è un primo passo. E’ in quest’ottica che è stato siglato un protocollo d’intesa tra i Comuni di Milano, Torino e Genova per l’avvio di un processo di trasformazione condiviso verso un nuovo modello di città intelligente. L’idea di fondo è mettere a sistema soluzioni di successo per migliorare la qualità della vita, superare la crisi ed assicurare il massimo sviluppo economico sostenibile. Riducendo gli sprechi energetici, progettando un trasporto pubblico e logistico a basso impatto ambientale, sperimentando progetti di innovazione sociale con l’uso intelligente delle nuove tecnologie. Secondo Di Pasquale «Milano Torino e Genova sono in pratica un’unica grande area metropolitana, è utilissimo che lavorino insieme. Anche perchè a livello europeo paesi come Francia e Germania coordinano le proprie città, ed è giusto andare in questa direzione. Anche nel Sud Italia sarebbe utile che si facesse lo stesso». Essere smart è più semplice se lo si fa insieme.

Foto di Rog01/flickr

 

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