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Occhio ai detersivi: impariamo a scegliere quelli che non inquinano

La maggior parte dei prodotti per la pulizia della casa sono dannosi per l'ambiente e la nostra salute. Un recente manuale, "Guida ai detersivi bioallegri", scritto da un'ex insegnante di chimica e scienze naturali, invita a scegliere liquidi e polveri bio ed Ecolabel. E insegna a utilizzare nel modo più efficace "vecchie" sostanze naturali come l'aceto e l'alcool

Barbara Pozzoni
28 maggio 2013

Clothes hand washing, album di TB2011/flickrLe più semplici azioni quotidiane, come spalmarsi una crema, accendere la luce, lavarsi i denti o fare il bucato, sono spesso messe in pratica da tutti noi, automaticamente, senza rifletterci. Eppure, un po’ più di consapevolezza e di informazione ci permetterebbero di migliorare molto la qualità della vita e ridurre le spese.

Più attenzione alla spesa

Al supermercato, per esempio, dobbiamo assolutamente abbandonare la logica della fretta e imparare a comprare in modo più critico. Partiamo proprio dai detersivi convenzionali il cui impatto ambientale è assolutamente dannoso. Perché non orientarsi, allora, sui “vecchi” ma efficaci prodotti naturali come aceto, alcool, bicarbonato, sale e acido citrico? Questi pochi ingredienti, infatti, miscelati all’acqua (possibilmente calda), nelle giuste dosi, sostituiscono degnamente tutte le confezioni dei “magici” prodotti sintetici che si trovano in circolazione. Pavimenti, vetri, stoviglie e bucati puliti senza il minimo inquinamento per la terra,  l’aria,  l’acqua e le persone. Altro accorgimento: quanti di noi usano i guanti, nel fare le pulizie domestiche? Di sicuro pochi, ed è un male, perché il contatto diretto con i prodotti tradizionali, espone la nostra pelle ed il nostro organismo all’assorbimento di sostanze di cui potremmo veramente fare a meno. Studi scientifici, infatti, hanno rilevato negli ultimi anni un aumento delle malattie respiratorie, delle allergie da contatto e delle intolleranze. Maria Teresa De Nardis, laureata in geologia e per anni insegnante di chimica e di scienze naturali, ha raccolto in un breve libro tutto ciò che si deve sapere riguardo ai prodotti di pulizia. Guida ai detersivi bioallegri (edito dalla E.M.I.) è infatti un divertente manuale del “detersivo fai da te”, ma anche una guida pratica a prodotti, certificati da appositi enti, completamente bio (garantiscono ingredienti di origine vegetale o animale, quindi naturali) o Ecolabel (utilizzano elementi che possono essere petrolchimici, ma con un basso impatto ambientale anche a livello di imballaggio e un’ottima prestazione del prodotto pulente.

Selecting Detergent, album di richmooremi/flickr

Prodotti alternativi, meglio se “alla spina”

«Questo libretto è il frutto del lavoro di più di 17 persone sensibili ai problemi ecologici e teniamo a precisare che non percepiamo compensi, ma che tutti gli introiti vengono devoluti ad Emergency» racconta De Nardis. «Si sono raccolte notizie, informazioni e ricette, che originariamente dovevano essere utilizzate tra di noi, ma quando ci siamo resi conto che il materiale era molto e che un lavoro simile non aveva precedenti, l’abbiamo condiviso sul Web. Tanto è stato il successo che ce l’hanno pubblicato», prosegue l’ex insegnante. «Il messaggio a chi legge è di scegliere una via alternativa alla detersione convenzionale classica, che è parecchio inquinante e fa male. Ogni giorno ci vestiamo con abiti che possono non essere perfettamente sciacquati, ci laviamo le mani con saponi non naturali, e i denti con dentifrici a base di prodotti chimici e se tutto va bene ci mettiamo pure una crema sintetica illudendoci di migliorare la nostra pelle». Quotidianamente, quindi, il nostro corpo è sottoposto ad un accumulo di sostanze che col passare del tempo può crearci disturbi di ogni genere, dalle semplici allergie, alle dermatiti per arrivare anche a problemi neurolettici.

Maria Teresa De Nardis, libro "Detersivi Bioallegri"«Quasi tutti i detersivi in commercio si assomigliano, variano gli enzimi, i tensioattivi o i conservanti, ma in linea di massima sono uguali. Se acquistiamo un detersivo liquido, dobbiamo sapere che è a base di acqua, e di conseguenza compriamo anche l’acqua, se è in polvere è bene ricordare che la polvere non è tutta concentrata, come a volte si vuol far credere», continua De Nardis. I detersivi liquidi si possono usare con acqua fredda e fino ai 40°, ma sono più delicati di quelli in polvere e meno adatti allo sporco più insistente. Quelli in polvere invece si devono, e non “si possono”, usare con acqua dai 40° ai 60°, altrimenti la polvere tende a non sciogliersi bene, e necessitano di un maggiore risciacquo. Importante è sapere che gli elettrodomestici di oggi, a risparmio energetico, tendono a sciacquare poco, proprio per evitare un inutile spreco dell’acqua, quindi è sempre meglio utilizzare metà dose di detersivo rispetto a quella consigliata sul contenitore. I liquidi inoltre hanno il problema della confezione da smaltire, quindi meglio prenderli alla spina, ma per essere veramente ecologici, lo stesso contenitore di plastica, andrebbe usato almeno sei volte.

Gli inganni della pubblicità

E qui tornano buoni i consigli di una volta, i rimedi, a base di prodotti naturali, non inquinanti ed economici, che possiamo adoperare per quasi tutte le pulizie casalinghe. «Quasi per gioco abbiamo stilato l’elenco dei prodotti che secondo le varie pubblicità dovremmo avere in casa: sono più di 50 e la metà di questi è inutile o addirittura dannosa», spiega De Nardis. Peterson Productions filming advertisement for Breeze laundry detergent  Photographer: Alexandra Studio ca. 1960 City of Toronto Archives Series 1057, Item 7795/flickr«Occorre andare all’essenza di quello che ci serve e farci rispettare da chi cerca di venderci prodotti fasulli. Siamo ancora abituati a comprare in buona fede, quindi se ci viene presentato un prodotto in una confezione magari verde, con disegnati degli uccellini e con la scritta “naturale” sull’etichetta, pensiamo di comprare un detersivo rispettoso dell’ambiente, ma spesso non è così». Il consiglio è quindi di risparmiare sui prodotti di pulizia che riguardano la casa, divertendoci a farli noi stessi, ma spendere invece qualche euro in più per un detersivo equilibrato per la lavatrice o per la lavastoviglie. A questo riguardo, supermercati come la Coop o l’Esselunga hanno creato una loro linea di detersivi a basso impatto ambientale.  Solitamente sono esposti un po’ in disparte, rispetto ai prodotti di marca, ma, con un po’ di buona volontà, si possono trovare sugli scaffali. In alcuni negozi, si possono acquistare anche detersivi alla spina, o a ricariche che contribuiscono ancora di più a coniugare l’economia all’ecologia, abbattendo anche il problema dello smaltimento del contenitore.

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2 risposte a Occhio ai detersivi: impariamo a scegliere quelli che non inquinano

  1. Pasquale Stancarone

    Io sto per iniziare la produzione di detersivi , prodotti solo da materie prime naturali , senza zeolite, senza enzimi, senza additivi chimici, senza conservanti chimici, senza profumazioni sintetiche , senza porcherie varie inutili e dannose alla salute umana, alla salute dei mari e dei fiumi .
    Penso che li posso definire, senza paura di essere smentito , detergenti naturali 100% < a dispetto di tutti coloro che dichiarano sulle etichette cose indicibili , biodegradabili, ecologici, biologici, a basso impatto ambientale , non inquinanti , e chi piu ne ha piu ne metta .
    Ma nessuno si preoccupa di impedire questo scempio , io no so cosa ne pensi di questo mio pensiero .
    Ciao Pasquale Stancarone

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